In Sicilia con Andrea Camilleri: anche a Catania la geografia del sogno

Alla Feltrinelli di Catania la presentazione del volume di Gaetano Savatteri e Salvatore Picone 

Marco Pitrella

Pubblicato nel settembre del 2025, nell’anno del #camillericento, l’hashtag, non a caso, coniato per i cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri - nato il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento – il libro di Gaetano Savatteri e Salvatore Picone, In Sicilia con Andrea Camilleri. La geografia del sogno (“Giulio Perrone Editore”), ha fatto tappa alla Feltrinelli di Catania.

A discutere con i due autori, Tiziana Crisafulli e Lucia Russo, intervallati dalle letture affidate alla voce di Ignazio Marchese; ospite d’eccezione, Salvatore Silvano Nigro, immenso critico letterario, autore dei risvolti di copertina di ogni opera di Camilleri.

Dal titolo è facile comprendere quale sia stato l’argomento trattato: i luoghi in cui lo scrittore è vissuto, che l’hanno ispirato e che oggi ne conservano la memoria. 

“Andare per la Sicilia con Andrea Camilleri”, dunque, è facile – si legge nella quarta di copertina: “Basta girarsi intorno e si possono trovare i volti dei suoi personaggi. Delle sue storie. La cronaca si confonde con la quotidianità e la fantasia. Un miscuglio di sogno e realtà dentro uno spazio geografico a tre punte. Incredibilmente bello, quanto disgraziato. Ma forse è proprio la bellezza che continua a reggere questa terra”. 

E, “Andare per la Sicilia con Camilleri”, perciò, può voler dire una sola cosa: seguire le tracce nelle sue opere.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

I libri di Camilleri, del resto, almeno all’inizio, sono fortemente autobiografici, confermano Savatteri e Picone.

Come hanno raccontato gli autori, è bastato partire per l’appunto dai libri di Camilleri che, in sostanza, hanno fatto da guida, per arrivare ai luoghi e dai luoghi conoscere le persone, testimoni che quanto scritto fosse vero.

Tanto per fare un esempio, a Enna c’è ancora il figlio di uno degli ultimi monsù, che in gioventù aveva frequentato Camilleri, suo coetaneo; in fondo, se le ricette di Montalbano sono così celebri, un motivo ci sarà stato. 

Che poi, a dirla tutta, la Strada degli Scrittori esiste realmente, e va da Porto Empedocle a Caltanissetta. Ora, Porto Empedocle è Vigata? Più domanda che va domandata diventa l’assunto da cui parte il tutto.

Ne Il corso delle cose, romanzo d’esordio di Andrea Camilleri, datato 1978, il paese è una Porto Empedocle, non ancora Vigata. Ed è appunto Camilleri, in un’intervista riportata nel libro, a raccontarne i retroscena: “Chi tra i miei compaesani lo lesse riconobbe che si trattava di Porto Empedocle, il mio paese natale. E, del resto, non avevo fatto niente per camuffarlo. Qualcuno si riconobbe (forse non a torto) s’irritò. La cosa mi seccò molto”.

In particolare, prosegue il maestro: “Quando scrissi il mio secondo romanzo volli ambientarlo in un paese, Vigata, che esisteva e nello stesso tempo non esisteva”. Vigata era capace di inglobare fatti e vicende d’altri paesi siciliani pur restando sempre a Porto Empedocle. Però, sposta il confine oggi, spostalo un po’ domani, è andato a finire che Vigàta ha assunto la forma triangolare della Sicilia stessa”. 

Da Porto Empedocle, Agrigento, a Punta Secca, Ragusa, il passo è breve e si misura nel successo della fiction. A dirla tutta, Catania con Camilleri ha un suo legame. 

In foto da sinistra Salvatore Silvano Nigro, Gaetano Savatteri, Marco Pitrella e Salvatore Picone

In foto da sinistra Salvatore Silvano Nigro, Gaetano Savatteri, Marco Pitrella e Salvatore Picone

Non fosse altro, Silvano Nigro a parte, per Tuccio Musumeci, probabilmente l'ultima maschera che il teatro può vantare; a proposito di maschera, Angelo Russo ha confessato d'essersi ispirato a Franco Franchi nell'interpretare Catarella. 

Non fosse altro, ancora, per Giuseppe Dipasquale, che fu allievo di Camilleri all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico”, che proprio con il maestro ha scritto per il teatro e in teatro ne è stato regista; l’idea (o meglio lo “scherzo”) di Troppu trafficu ppi nenti nacque durante una passeggiata dei due a Roma.

Non fosse altro, in ultimo, per Pietrangelo Buttafuoco, che fu presidente del Teatro Stabile di Catania, sempre pronto a preservarne il ricordo. 

Oltre i luoghi, c’è la lingua: il vigatese

Ed è Nigro a sottolinearne l’importanza, e Savatteri, di rimando, a chiedere e a chiedersi: "Chi, scrivendo in dialetto, riuscirebbe ad avere successo? Andrea Camilleri è stato un fenomeno letterario anche in questo".

Andrea Camilleri è stato un fenomeno letterario anche in questo. Fenomeno letterario e planetario, ed è stato Nigro a rivelare che, quando era docente all’Università di New York, mise in contatto il presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, con Camilleri, di cui era un lettore appassionato, tramite la figlia, Chelsea, sua studentessa.

Lo stesso Clinton, infatti, nel giorno della morte, avvenuta il 17 giugno 2019, lo omaggerà con un tweet: “Mi mancherà e mi mancherà Montalbano, molto”.  Un fenomeno, Camilleri, che, come ha sottolineato sempre Nigro, "per essere davvero capito necessita di essere a tutt’oggi approfondito".

Camilleri, in fondo, ha un grande merito, un altro, l’ennesimo: aver raccontato una Sicilia diversa, non più l’Isola di “luce e lutto” per usare la definizione che ne diede Gesualdo Bufalino. 

Non più la Sicilia degli “uomini e uominicchi” di Leonardo Sciascia; come Sciascia, Savatteri e Picone sono di Racalmuto. 

Non è quella Sicilia, quindi: è paragone che non esiste quello tra il Don Mariano de Il Giorno della Civetta e il Don Lollò de La concessione del telefono; come, altresì, è paragone che non esiste quello tra il commissario Montalbano e il capitano Bellodi.

È un’altra storia, è un'altra isola, è la Sicilia di Andrea Camilleri.

Back to top