Dalle forme dell’antico alle sfide dell’università contemporanea: il ciclo «La rappresentazione della realtà» tra dialoghi culturali, modelli artistici e percorsi formativi europei
Cosa lega una piramide romana nel cuore di Roma, un obelisco a Catania e i viali geometrici di Versailles? Non solo pietra e memoria, ma un intreccio vivo di imitazioni, trasformazioni e idee in viaggio. Il ciclo di incontri La rappresentazione della realtà. Tra letteratura, filosofia e nuove tecnologie, promosso dall’ateneo catanese nell'ambito del progetto SAFI3 della Scuola Superiore di Catania invita a seguire queste traiettorie invisibili, dove arte e potere si rispecchiano e la formazione accademica diventa il nuovo spazio di circolazione culturale europea.
Un percorso che attraversa arte, storia e formazione accademica grazie alle masterclass tenute da Kirsten Dickhaut dell'University of Stuttgart che ha offerto una riflessione sul dialogo culturale europeo, mettendo in relazione modelli artistici e percorsi formativi contemporanei.
Il primo incontro, - dal titolo Tutte le strade portano a Roma -, ha posto al centro il dialogo tra le corti europee nel segno dell'imitazione culturale. L'analisi della Piramide Cestia introduce il tema della ricezione culturale, mostrando come già in epoca romana fosse diffusa la rielaborazione di modelli stranieri.
Un fenomeno analogo emerge con l’Obelisco di Catania, esempio di reinterpretazione di modelli antichi. Questo principio si estende a tutta l’Europa, come dimostrano la piramide del Louvre, l’obelisco di Place de la Concorde e l’Arco di Trionfo, simboli di Parigi e di un continuo dialogo tra passato e presente.
Il rapporto tra Italia e Francia si inserisce in una rete più ampia di scambi culturali europei. Il motivo della quadriga, presente da Berlino a Venezia fino a Versailles, evidenzia la diffusione dei modelli artistici.
Fondamentale il ruolo degli artisti, come Leonardo da Vinci e Gian Lorenzo Bernini, protagonisti della circolazione culturale europea. Decisiva anche la fondazione dell'Accademia di Francia a Roma (Villa Medici).

In foto Kirsten Dickhaut
Il secondo incontro, dedicato al Labirinto di Versailles, ha approfondito il rapporto tra estetica e politica, evidenziando gli spazi monumentali come strumenti simbolici di potere.
L'ultimo incontro ha affrontato le opportunità formative in Europa, con un focus sul sistema universitario tedesco. L'Università di Stoccarda emerge come realtà internazionale e interdisciplinare, caratterizzata da un percorso non lineare, che richiede autonomia e consapevolezza da parte degli studenti.
Centrali risultano il rapporto docenti-studenti e i tirocini, strumenti fondamentali per l’inserimento nel mondo del lavoro. Ampio spazio è stato dedicato alla Romanistik, disciplina che unisce lingue e letterature romanze in chiave comparativa e interdisciplinare.
Approfonditi anche i diversi livelli della formazione: il master, fase strategica del percorso; il dottorato, ingresso nella ricerca autonoma; e il post-doc, caratterizzato da libertà ma anche elevata competizione.
Nel complesso, il ciclo di incontri evidenzia un filo conduttore: dalla circolazione dei modelli artistici alla mobilità accademica contemporanea, emerge una visione della cultura come spazio dinamico di scambio, capace di connettere passato e presente, formazione e ricerca.