Al via il percorso da 45 ore tra formazione, leadership e respiro internazionale per accompagnare studenti e dottorandi nello sviluppo di idee imprenditoriali sostenibili e competitive
Promuovere la cultura imprenditoriale, rafforzare le competenze e accompagnare studenti e dottorandi nella trasformazione delle idee in progetti concreti, in una prospettiva sempre più internazionale. Con questi obiettivi ha preso il via nei giorni scorsi, nella nuova sala conferenze dell’incubatore d’ateneo YouCube, lo Startup Bootcamp 2026, il ciclo di seminari professionalizzanti promosso dall’Area della Terza Missione dell’Università di Catania.
Il percorso, della durata complessiva di 45 ore - fino al 5 giugno - prevede quindici incontri formativi affidati a docenti universitari ed esperti del mondo delle start-up, con l’obiettivo di sviluppare competenze tecniche e trasversali utili alla creazione e gestione d’impresa e, più in generale, all’accesso al mondo produttivo.
Presente all’apertura dei lavori, nei giorni scorsi nella sede del Palazzo dell'Etna, della Startup Bootcamp la delegata alla Terza missione, prof.ssa Margherita Ferrante, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa a supporto di uno degli obiettivi principali dell’ateneo: rafforzare il dialogo tra università, territorio e sistema produttivo in linea con il motto del rettore Enrico Foti.
“La Terza Missione – ha spiegato la prof.ssa Margherita Ferrante - si concretizza anche nel creare connessioni e valorizzare le competenze. Accompagnare studenti e giovani ricercatori nello sviluppo di idee imprenditoriali significa contribuire in modo concreto alla crescita economica e sociale del territorio, promuovendo un’innovazione sostenibile, responsabile e capace di generare valore nel tempo”.
Spesso chi ha un’idea non possiede tutte le competenze necessarie per svilupparla. “Fare impresa oggi significa integrare conoscenze diverse – ha sottolineato la prof.ssa Agata Matarazzo, delegata alle Start-Up, Spin-Off ed incubatore di Ateneo e promotrice dell’evento –. Il nostro obiettivo è unire capacità e visioni, accompagnando gli studenti in un percorso che li metta al centro dell’impresa e li aiuti a scommettere su loro stessi e sul territorio”.
Il Bootcamp si propone, infatti, come un laboratorio di contaminazione, in cui studenti provenienti da diversi ambiti disciplinari potranno confrontarsi e lavorare in team per sviluppare progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili. «È proprio nella condivisione che nascono le idee migliori”, ha aggiunto la prof.ssa Matarazzo.

In foto da sinistra Carmelo Pappalardo, Loredana Castro, Cristina Satriano, Margherita Ferrante e Agata Matarazzo
Nel percorso di Startup Bootcamp 2026, ampio spazio è stato dedicato anche al tema della leadership e alla dimensione più profonda del fare impresa, intesa non solo come processo economico ma come esperienza umana e culturale.
Su questo si è soffermata la prof.ssa Elita Schillaci, consigliere di amministrazione dell'ateneo catanese e ordinario di Startup strategy e business planning al Dipartimento di Economia e Impresa.
“Fare impresa - ha spiegato - non è solo una questione di competenze tecniche, ma di energia, passione e responsabilità. Sviluppare una leadership significa anche sviluppare l’utilizzo dei cinque sensi: olfatto per intercettare il cambiamento, udito per restare in ascolto, gusto per vivere fino in fondo il percorso imprenditoriale, vista per mantenere una visione chiara e tatto per la gestione delle relazioni. L’innovazione è una forma di disubbidienza ben riuscita perché nasce dal coraggio di vedere le cose in modo diverso”.
A rafforzare il respiro internazionale del Bootcamp contribuisce il programma Eunice Startup Academy, che si affianca al ciclo di 15 incontri e offrirà ai partecipanti la possibilità di confrontarsi in un contesto europeo, coinvolgendo le 10 università partner dell’Alleanza Eunice, tra cui l’Università di Catania.
L’iniziativa si inserisce, inoltre, nel quadro dell’Eunice Incubator Programme, che prevede un’incubatore fisico e virtuale capace di mettere in rete spazi, conpetenze e opportunità: mentorship, formazione imprenditoriale e accesso a investitori, con l’obiettivo di accompagnare studenti, dottorandi e futuri imprenditori europei nella trasformazione delle idee in imprese.
A presentarla è la responsabile scientifica di Eunice4U, la prof.ssa Cristina Satriano: “L’iniziativa punta a sviluppare una vera mentalità imprenditoriale europea, accompagnando studenti e giovani ricercatori dalla fase di ideazione alla costruzione di progetti concreti, in connessione con la Eunice Start Cup, promossa dall’Alleanza”.

Un momento delle attività dello Startup Bootcamp 2026
Il percorso Eunice, in programma dal 5 al 9 giugno, prevede momenti di confronto internazionale attraverso un workshop online e attività di formazione e condivisione con la Startup Summer Camp, in programma presso l’incubatore d’Ateneo l’8 e il 9 giugno. I finalisti avranno inoltre l’opportunità di accedere alla finale europea della Eunice Start Cup prevista nel 2027 in Svezia.
“Un’opportunità concreta per trasformare idee innovative in progetti imprenditoriali capaci di competere oltre i confini nazionali, entrando in contatto diretto con imprese, esperti e stakeholder dell’innovazione”, ha concluso la prof.ssa Cristina Satriano.
Accanto agli aspetti tecnici e strategici, il Bootcamp dedica spazio anche alla dimensione umana dell’impresa. In questo contesto, la collaborazione del personale amministrativo dell’Area Terza Missione, tra cui l’ing. Loredana Castro ed il dott. Carmelo Pappalardo, rappresenta un elemento fondamentale per favorire la partecipazione attiva degli studenti dell’ateneo catanese.
Il corso ha già registrato una significativa partecipazione, con numerosi studenti provenienti da diversi dipartimenti, alcuni dei quali già con idee progettuali già concrete. Le iscrizioni restano comunque aperte per i prossimi appuntamenti. Tra i docenti dell’ateneo ci sarà anche la preziosa partecipazione del prof. Rosario Faraci (già promotore dell’incubatore d’ateneo), della prof.ssa Cristina Longo, del prof. Francesco Garraffo e della prof.ssa Sonia Giaccone.