Studiare la conservazione e le infrastrutture nel rispetto della natura

Due esperienze sul campo per gli studenti di Biologia ambientale: dal recupero e valorizzazione del sito delle Saline di Priolo alla tutela della biodiversità nei cantieri ferroviari

Il cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri
Un momento della visita al cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri
Un momento della visita al cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri
Un momento della visita al cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri
Un momento della visita al sito Saline di Priolo
Un momento della visita al sito Saline di Priolo
Un momento della visita al sito Saline di Priolo

Coniugare l’approfondimento scientifico con l’osservazione diretta delle azioni di conservazione ambientale e delle misure di mitigazione adottate in progetti infrastrutturali. È quel che hanno vissuto nei giorni scorsi gli studenti del corso di laurea in Biologia ambientale del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali che hanno partecipato, nei giorni scorsi, a due importanti visite didattiche sul territorio. 

Visita alla Riserva Naturale Saline di Priolo

Gli studenti dei corsi studio di Valutazioni ambientali – aspetti botanici e zoologici (tenuto dai docenti Pietro Minissale e Giorgio Sabella al Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali dell’ateneo catanese)e di Conservazione della flora della vegetazione spontanea (tenuto dal prof. Pietro Minissale al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente di Unict) hanno visitato la Riserva naturale orientata Saline di Priolo

L’esperienza ha permesso di approfondire le azioni di conservazione attiva e i restauri ambientali in un’area problematica fortemente influenzata dalle attività industriali circostanti.
Durante la visita nell’area protetta gestita dalla Lipu – guidati dal direttore Fabio Cilea e dal suo staff - gli studenti, oltre agli aspetti naturalistici, hanno osservato interventi di contrasto alle specie aliene invasive, come l’acacia saligna, e la piantumazione di specie native come il ginepro coccolone, che ha mostrato un eccellente sviluppo in pochi anni a dimostrazione della validità dell’azione intrapresa. 

Sono stati illustrati anche importanti interventi di recupero ambientale tra cui la rimozione di un oleodotto (azione risalente a dieci anni fa) che hanno favorito l’arrivo e la nidificazione dei fenicotteri. Ed, inoltre, grazie ad una costante azione di dialogo costruttivo con l’industria, si è proceduto nel tempo ad azioni di smontaggio e risanamento dell’area dei capienti serbatoi dell’olio combustibile che alimentavano la vicina centrale Enel, oggi convertita a metano, e il ripristino della naturalità nell’area.

Altre azioni importanti sono state quelle di proporre l’ampliamento dell’omonimo sito della rete Natura 2000 la ZPS e ZSC Saline di Priolo, che comprende anche la spiaggia e la vicina penisola di Magnisi e che permetterà ulteriori interventi di risanamento, ma anche di fruizione grazie al centro visite realizzato dal recupero quasi ultimato di un edificio industriale ormai quasi ultimazione. 

“È stata una giornata di dialogo costruttivo con i gestori della riserva che hanno evidenziato come un’area difficile può rappresentare uno stimolo per raggiungere importanti risultati nella conservazione attraverso specifiche azioni che contribuiscono a ridurre la pressione sull’ambiente delle attività industriali e altre attività antropiche”, ha spiegato il prof. Pietro Minissale.

Il sito delle Saline di Priolo

Il sito delle Saline di Priolo

Visita al cantiere RFI per la nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri

In un’altra iniziativa gli studenti del corso di studi di Valutazioni ambientali – aspetti botanici e zoologici hanno visitato i cantieri per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri

Ricevuti dall’ing. Domenico Commisso della Direzione lavori di Italferr e accompagnati dagli ingegneri Antonio Rotondi e Alessandro Pappalardo, gli studenti hanno osservato i cantieri per l’attraversamento con viadotto e ponte, a campata di 120 metri, del Fiume Alcantara e per la perforazione della galleria in direzione di Taormina. 

I tecnici di Italferr hanno illustrato una presentazione generale del progetto negli uffici del cantiere che ha permesso agli studenti di approfondire le attività preparatorie e le fasi iniziali della costruzione del viadotto sull’Alcantara e delle precauzioni adottate per salvaguardare la biodiversità, considerando che il viadotto attraversa il Parco fluviale dell’Alcantara (inserito nell’elenco delle Zone Speciale di Conservazione della rete Natura 2000). 

Nel corso della visita si è discusso anche delle misure di mitigazione per evitare incidenze significative sugli habitat del sito Natura 2000 e dei ripristini che verranno effettuati a conclusione dei lavori. 

“La discussione è stata interessante e proficua e gli ingegneri hanno risposto alle domande poste dagli studenti che hanno una visione del progetto non ingegneristica, ma cercano di capire i possibili impatti ambientali, soprattutto su flora e fauna e come mitigarli – ha detto il prof. Pietro Minissale -. Un ringraziamento all’ing. Michele Martinelli di RFI che con molta cortesia ha avviato le procedure per consentire la visita ai cantieri”.

Il cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri

Il cantiere per la costruzione della nuova tratta ferroviaria Fiumefreddo-Giampilieri

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