Sviluppo locale e territori: la strategia come opportunità di crescita

Al Palazzo Ingrassia del Dipartimento di Scienze della Formazione si è discusso di programmazione europea, strategie territoriali e ruolo delle comunità locali 

Ilenia Bruno e Giulia Samira Timofte

Lo sviluppo locale come opportunità per i territori è il titolo dell'incontro che si è tenuto, nelle settimane scorse, nell’Aula Informatica di Palazzo Ingrassia nell'ambito delle attività didattiche dei corsi di laurea triennale in "Scienze del Turismo" e magistrale in "Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico" del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università di Catania. 

Ad approfondire il tema è stata la dottoressa Anna Privitera, direttrice del Gruppo di Azione Locale (GAL) Terre di Aci che ha offerto agli studenti e alle studentesse una attenta riflessione sul significato di sviluppo locale che non può essere ricondotto esclusivamente alla crescita economica. 

“Lo sviluppo di un territorio comprende anche altri elementi come la qualità della vita, la dimensione sociale, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle risorse culturali – ha precisato la dott.ssa Anna Privitera -. Per tali ragioni è necessaria una strategia capace di tenere insieme tutti questi fattori diversi”.

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra strategia e programmazione, con particolare riferimento ai fondi europei. “Oggi - ha specificato la relatrice - non vi è più una distribuzione indiscriminata delle risorse. I finanziamenti vengono stanziati solo in presenza di obiettivi definiti, specifici e coerenti”.

La programmazione si articola lungo una filiera che parte dalle strategie internazionali e comunitarie, fino alla loro concretizzazione nei programmi operativi regionali che si traducono in azioni sul territorio. In questo quadro si inseriscono le strategie territoriali urbane e rurali, che rispondono a logiche differenti ma complementari.  

La dottoressa Anna Privitera

La dottoressa Anna Privitera

Accanto alle aree urbane si rileva la presenza di territori con caratteristiche ibride come nel caso delle zone di Aci, capaci di intercettare strumenti di finanziamento diversi grazie alla presenza congiunta di elementi urbani, agricoli e produttivi, ma anche di tradizioni marinare e folkloristiche. “Un ruolo decisivo è quello svolto dal GAL che coordina risorse ed interventi, favorendo una visione unitaria dello sviluppo e contribuendo a catalizzare le risorse provenienti da più canali”, ha detto la dott.ssa Anna Privitera. 

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della concertazione dal basso, in quanto le strategie di sviluppo devono nascere dal confronto con i soggetti che vivono e operano nei territori come enti locali, università, imprese e associazioni. “La condivisione dei bisogni e degli obiettivi diventa una condizione imprescindibile per costruire interventi efficaci e duraturi”, ha evidenziato la relatrice. 

È, inoltre, emerso il ruolo dell’università come laboratorio di idee. “Quest’ultima diviene un luogo in cui è possibile elaborare progetti e casi studio realizzabili anche al di fuori dell’ambito accademico – ha detto la dott.ssa Anna Privitera -. L’università riveste un ruolo essenziale in un settore in forte crescita come quello turistico, soprattutto in Sicilia”. 

“È fondamentale leggere e intercettare le opportunità di finanziamento poiché –ha ricordato la relatrice –. Anche l’idea più bella del mondo, senza risorse, rischia di restare chiusa in un cassetto”. 

L’incontro ha così offerto uno sguardo concreto su come lo sviluppo locale nasca dall’equilibrio tra visione strategica, programmazione e partecipazione attiva delle comunità, mostrando come le politiche territoriali possano trasformare le risorse disponibili in reali occasioni di crescita. 

La tradizionale pantomima de U' pisci a mare ad Aci Trezza

Una immagine della tradizionale pantomima de U' pisci a mare ad Aci Trezza

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