Teatro Antico di Taormina: arte e cultura internazionale dialogano con il contributo dell’Università di Catania
Se la letteratura ha il compito di evocare mondi attraverso la parola, la musica e il movimento possiedono il potere immediato di dar loro corpo, voce e una straordinaria intensità emotiva. Nella millenaria ed evocativa cornice del Teatro Antico di Taormina, la serata di gala della sedicesima edizione di Taobuk ha risposto a una delle sfide più urgenti e complesse del nostro tempo: declinare, riscoprire e celebrare il concetto di Fiducia.
L’evento, condotto con eleganza da Antonella Ferrara e Massimiliano Ossini, non è stato una semplice passerella di celebrità internazionali, ma un’architettura sensoriale in cui le riflessioni dei giganti della cultura mondiale si sono fuse in un unico grande spartito con l’eccellenza artistica del territorio.
Ideato, fondato e diretto stabilmente da Antonella Ferrara, il Taormina International Book Festival si conferma come una delle kermesse culturali più prestigiose, longeve e vivaci d’Europa. L’edizione del 2026 ha trasformato Taormina in una capitale globale del pensiero.
Un successo reso possibile da una solida rete istituzionale e culturale che vede il festival patrocinato e sostenuto da partner di altissimo rilievo nazionali e territoriali, tra queste figurano il Ministero della Cultura e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che contribuiscono alla dimensione culturale e internazionale della manifestazione, accanto alla Regione Siciliana, alla Fondazione Taormina Arte Sicilia e agli altri partner istituzionali e privati. È proprio all’interno di questa prestigiosa sinergia che si inserisce il dialogo con alcune delle più autorevoli realtà artistiche della Sicilia.
Il Taobuk Gala 2026 ha visto, infatti, la coproduzione musicale dell'Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretta dal maestro Vitali Alekseenok, e la partecipazione della Compagnia Zappalà Danza di Roberto Zappalà, tra i principali interpreti della danza contemporanea italiana, confermando la volontà del Festival di valorizzare le eccellenze culturali del territorio in un contesto di respiro internazionale.

Una panoramica del Teatro Antico di Taormina
Le voci del palcoscenico: la Fiducia come riscatto e memoria
Sul palcoscenico sospeso tra la pietra antica e il mare, il tema dell’anno ha preso corpo attraverso le intense testimonianze dei vincitori dei Taobuk Awards.
Ogni autore ha portato una sfumatura diversa, intima e politica di questo sentimento: il Premio Nobel Abdulrazak Gurnah ha raccontato una fiducia che ferisce ma che resta l’unica chiave per l’accoglienza, il riscatto e la comprensione dell’altro, oltre i traumi del colonialismo e delle migrazioni; Haruki Murakami e Jonathan Coe hanno esplorato la fiducia nella narrazione, quel patto silenzioso e necessario tra scrittore e lettore che permette di decifrare le zone d’ombra e le grandi incertezze della modernità; Dacia Maraini, accolta da un’interminabile ed emozionante standing ovation di oltre dieci minuti, ha testimoniato una vita spesa nella fiducia verso la parola scritta come strumento di emancipazione, memoria storica e giustizia sociale.
A legare insieme queste riflessioni così profonde, impedendo che si disperdessero nel vento della cavea, è stata la vera spina dorsale emotiva della notte: la musica.
La direzione di Vitali Alekseenok e il viaggio sinfonico
La colonna sonora dell’evento è stata interamente affidata all’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, sotto la guida sapiente del Maestro Vitali Alekseenok. Nato in Bielorussia, formatosi a San Pietroburgo e Weimar, e impostosi all'attenzione internazionale con la prestigiosa vittoria del Concorso Toscanini, Alekseenok incarna perfettamente l’ideale di una cultura che scavalca i confini geopolitici. La sua direzione, capace di coniugare il rigore analitico a una profonda sensibilità per il valore civile dell’arte, ha impresso all’orchestra catanese una straordinaria duttilità interpretativa.
Il repertorio classico e sinfonico ha regalato alla platea momenti di assoluto lirismo e vivacità. L’orchestra ha teso un filo ideale tra la passionalità struggente dell'Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni e l’energia trascinante della Danza Ungherese n. 5 di Brahms, passando per la brillantezza della Tarantella (da La bottega fantastica di Rossini/Respighi) e le atmosfere sognanti e sfarzose del Waltz dalla Masquerade Suite di Khachaturian.
Il corpo e la storia: la Compagnia Zappalà Danza
La declinazione della fiducia ha trovato un’estensione plastica e visiva di straordinaria potenza grazie alla performance della Compagnia Zappalà Danza. Il coreografo Roberto Zappalà, eccellenza assoluta della danza contemporanea e fondatore di una delle realtà più vive e stimate d’Europa, è stato insignito del prestigioso Taobuk Award.
Per l’occasione, la compagnia ha presentato sul palco un intenso estratto di Brother to Brother – dall'Etna al Fuji, una delle creazioni più suggestive e antropologiche firmate da Zappalà. I movimenti fluidi, energici e magnetici dei danzatori hanno preso vita sulle note originali dello spettacolo, un ordito sonoro che fonde la scrittura per violino di Giovanni Seminerio alle travolgenti percussioni dei Munedaiko.
Questa partitura ha dialogato intimamente con lo spazio del Teatro Antico, evocando attraverso i corpi quel profondo scambio culturale, quel patto di ascolto reciproco e quella fiducia geografica che unisce due terre vulcaniche così distanti eppure vicine. L’azione scenica si è tradotta in pura tensione visiva, capace di rimodellare la pietra millenaria e trasformare il movimento in un gesto dal potente impatto simbolico.

La Compagnia Zappalà Danza durante la performance
Alchimie ritmiche e il sodalizio jazz di Di Battista e Nicolai
Il culmine del connubio stilistico e dell’apertura verso nuovi linguaggi si è toccato nelle affascinanti contaminazioni con il jazz d’autore, grazie alla presenza di due pilastri della musica italiana ed internazionale, Stefano Di Battista e Nicky Nicolai, anch’essi meritatamente premiati con il Taobuk Award.
Di Battista, tra i sassofonisti più autorevoli del panorama jazz europeo, ha letteralmente stregato la platea con il suo sax, capace di slanci virtuosistici che non perdono mai quel lirismo profondo, tipicamente mediterraneo. Al suo fianco, la voce calda, vellutata e versatile di Nicky Nicolai ha saputo ricamare melodie intense, muovendosi con assoluta naturalezza tra le sfumature più intime del jazz e la grande tradizione della canzone d'autore.
Accompagnati dall’Orchestra Sinfonica del Teatro Massimo Bellini diretta da Vitali Alekseenok, i due artisti hanno regalato al pubblico due eccezionali esecuzioni dal sapore sinfonico-jazz. Ad aprire la performance è stata la celebre Che mistero è l'amore, l'intenso brano con cui la coppia partecipò al Festival di Sanremo 2005. A seguire, il sodalizio artistico ha incantato la cavea con una toccante rilettura di Ancora, lo storico capolavoro di Eduardo De Crescenzo (scritto da Franco Migliacci su musiche di Claudio Mattone).
Entrambe le esecuzioni sono state impreziosite e valorizzate da raffinati arrangiamenti orchestrali curati interamente da Marco Battigelli, capace di cucire su misura la sontuosità sinfonica sul nucleo jazz.
A sostenere l'ordito di Nicolai e Di Battista è stato un trio ritmico d’eccezione, composto da Peppe Tringali alla batteria, Carmelo Venuto al contrabbasso e Rosario Di Leo al pianoforte. Il loro dinamismo esecutivo, preciso e ricco di sfumature, ha fatto da perfetto collante e motore propulsivo dell’esibizione. Il trio ha saputo guidare il tempo con straordinaria sensibilità, permettendo alla componente jazz e alle sezioni dei fiati e degli ottoni dell’orchestra catanese di dialogare a viso aperto. Questo straordinario interplay ha letteralmente sollevato l’entusiasmo della cavea millenaria, dimostrando che la musica è forse l’unico terreno in cui linguaggi apparentemente distanti sanno trovarsi, fidarsi l’uno dell'altro e completarsi in un’armonia perfetta.

In foto Stefano Di Battista e Nicky Nicolai
L'eredità spirituale: il tributo di Giovanni Caccamo a Battiato
In una notte guidata dal valore della Fiducia come trasmissione di eredità spirituali, la transizione dalle atmosfere jazzistiche alla pura poesia d’autore ha regalato uno dei momenti più intimi e vibranti della serata: lo straordinario tributo a Franco Battiato. Sul palco, la voce di Giovanni Caccamo ha ridato vita a un capolavoro immortale come La stagione dell'amore.
Accompagnato dal respiro sinfonico degli archi dell’Orchestra del Bellini, Caccamo (legato al Maestro da un profondo e storico rapporto di stima) ha guidato il pubblico in un viaggio emotivo sospeso nel tempo, traducendo in note quella fiducia incrollabile nel ritorno dell’orizzonte d’amore e delle "nuove possibilità" che Battiato cantava. Un omaggio colmo di grazia che ha unito idealmente le generazioni presenti nella cavea nel segno della grande poesia in musica della Sicilia.

Giovanni Cacco durante l’interpretazione di "La stagione dell’amore"
L'Università di Catania sul palco: il premio a Donato Carrisi
La consolidata collaborazione tra l'Università di Catania e Taobuk trova una significativa espressione anche nella cerimonia dei Taobuk Awards. Attraverso il contributo scientifico e culturale dei propri docenti, il coinvolgimento degli studenti in percorsi formativi e la partecipazione istituzionale ai principali eventi del Festival, l'ateneo catanese si conferma partner strategico della manifestazione.
Emblematica, in questa magica cornice, è stata la presenza sul palco della prof.ssa Stefania Rimini, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, che ha consegnato il prestigioso Taobuk Award allo scrittore, sceneggiatore e regista Donato Carrisi. Un momento di grande spessore che ha sottolineato il ruolo attivo dell'Ateneo nella valorizzazione delle eccellenze della cultura contemporanea e nella costruzione di ponti tra l’accademia e le grandi narrazioni del nostro tempo.

La direttrice del Disum Stefania Rimini consegna consegna il Taobuk Award allo scrittore Donato Carrisi durante la serata di Gala
Il gran finale: l'epica del cinema del Novecento
A chiudere l’intera ed emozionante scaletta del Gala, l’Orchestra del Bellini e il maestro Alekseenok hanno voluto regalare al pubblico un monumentale congedo, esplorando con maestria le grandi pagine del cinema del Novecento. La compagine etnea ha così evocato immagini potenti e universali attraverso l’epica Imperial March da Star Wars di John Williams e l’intimo, struggente lirismo di Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone. Una scelta d'impatto che ha suggellato la serata sotto un cielo di applausi scroscianti.
Con lo spegnersi dei riflettori sulla cavea del Teatro Antico, Taobuk non si ferma, ma trasforma il successo di quest’anno nel primo tassello di un nuovo viaggio. Se l'edizione del 2026 ha dimostrato come la musica, la danza e la letteratura possano farsi interpreti dei sentimenti più profondi del nostro tempo, il festival guarda già oltre l’orizzonte, confermando la sua vocazione di officina globale del pensiero. L’appuntamento con le grandi narrazioni, gli ospiti internazionali e le eccellenze del territorio è già fissato: la XVII edizione di Taobuk tornerà a illuminare Taormina dal 17 al 21 giugno 2027. Nel frattempo, per chi volesse rivivere la magia e l’energia sinfonica che hanno inaugurato questo cammino, l’appuntamento è per il prossimo 16 luglio in seconda serata su Rai 1, per un ultimo, emozionante sguardo a una notte indimenticabile.