Tecnologia al servizio delle persone e dell’ambiente: la sfida degli studenti UniCt

Alla Cittadella il primo IEEE Student Paper Contest per le migliori applicazioni su benessere e sostenibilità: 5 progetti tra robotica, sensoristica, salute e ambiente

Mariano Campo
Il gruppo composto da Andrea Caruso, Enricomaria Di Rosolini, Gabriele Florio, Daniele Riccobene e Matteo Schembri
Il gruppo composto da Giuliano Salerno, Antonio Ligresti, Mohamed Edbey, Elisabetta D’Amico e Teresa Claudia Calabrese
Il gruppo composto da Andrea Cusumano, Daniela Previtera, Valentina Pulvirenti, Salvatore Rinaudo e Giuseppe Terranova
Il gruppo composto da Niccolò La Rosa, Lorenzo Cintoli e Alberto Vitale
Il gruppo composto da David Omar Al Tawil, Simone Farina, Lorenzo Montano e Giulio Ranno
Un momento del contest
Un momento del contest
Un momento del contest
Un momento del contest
Un momento del contest
Un momento del contest

Dalla salute alla tutela dell’ambiente, dalla robotica alla sensoristica, fino all’impiego di droni, digital twin e tecnologie per l’analisi cellulare: l’ingegneria esce dai laboratori e si misura con problemi e bisogni concreti della società.

È questa l’idea alla base della prima edizione dello IEEE Student Paper Contest Circuits and Systems for Wellness & Sustainability, la competizione che ha coinvolto gli studenti dell’Università di Catania nella progettazione di soluzioni tecnologiche innovative capaci di contribuire al benessere delle persone e a un futuro più sostenibile.

Il momento conclusivo del contest si è svolto martedì scorso nell’Edificio della Didattica di Ingegneria della Cittadella universitaria di Catania, nell’ambito di IEEE ICIEA 2026. L’iniziativa nasce infatti nell’ambito dell’IEEE – Institute of Electrical and Electronics Engineers, la più grande associazione professionale internazionale dedicata al progresso della tecnologia. Una comunità globale che riunisce ingegneri, ricercatori e professionisti dell’elettronica, dell’informatica, delle telecomunicazioni e di numerose altre discipline tecniche, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la circolazione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche a beneficio della società.

Un momento del contest

Un momento del contest

Chi ha reso possibile la sfida

È stato proprio questo principio – mettere la tecnologia al servizio delle persone e dell’ambiente – a costituire il filo conduttore della competizione catanese. A organizzarla è stato l’IEEE Student Branch dell’Università di Catania, istituito all'interno del Dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica e coordinato dalla dott.ssa Emanuela Cutuli. L’iniziativa è sostenuta anche da due sezioni scientifiche italiane dell’associazione: l’IEEE CAS C&S Italy Chapter, coordinato dalla prof.ssa Maide Bucolo, e l’IEEE IA/PELS Italy Joint Chapter, coordinato dai professori Mario Cacciato e Antonio Laudani, che hanno sponsorizzato i premi della competizione.

È stata, quindi, una mattinata dedicata alla presentazione pubblica dei cinque progetti in gara, al confronto con esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della ricerca e dell’innovazione e, infine, alla cerimonia di premiazione, introdotta dal saluto istituzionale del direttore del Dipartimento di Ingegneria elettrica e elettronica Giovanni Muscato e dalla presentazione dei chapter IEEE che sostengono l’iniziativa. A seguire, i cinque gruppi finalisti hanno illustrato non soltanto il funzionamento delle soluzioni sviluppate, ma soprattutto il loro possibile impatto sulla vita delle persone e sull’ambiente.

In foto Emanuela Cutuli, Maide Bucolo e Giovanni Muscato

In foto Emanuela Cutuli, Maide Bucolo e Giovanni Muscato

“Uscire dalla comfort zone, per confrontarsi su sfide tecnologiche concrete”

«In questo contest l'obiettivo principale non è vincere i premi – ha spiegato la prof.ssa Maide Bucolo — ma spingere studenti, ricercatori e dottorandi a confrontarsi tra loro su temi specifici, uscendo dalla propria comfort zone. Paradossalmente, dopo la formazione, il proprio settore e i propri colleghi diventano la comfort zone, tanto per un neo-ingegnere quanto per noi accademici. Abbiamo colto l'opportunità offerta dall'IEEE, che attraverso il proprio volano di sviluppo finanzia attività di "outreach" pensate proprio per favorire questo tipo di apertura». 

Proprio da qui è nato il contest: «Il punto di forza – prosegue la docente - è aver messo insieme gruppi provenienti da settori disciplinari, corsi di laurea e livelli di formazione diversi — dottorato, magistrale, triennale, e una commissione giudicatrice composta da professionisti aziendali di settori diversi. L'idea di fondo è dare potere (empower) a studenti e giovani ricercatori, creando un ambiente in cui potersi confrontare anche su sfide tecnologiche concrete — e infatti molti di loro hanno poi partecipato a diverse competizioni». 

Un prodotto del contest

Un prodotto della ricerca presentato al contest

Cinque idee, una stessa domanda

Cinque progetti, molto diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa domanda: come trasformare conoscenze scientifiche e competenze ingegneristiche in strumenti capaci di rispondere a esigenze reali? 

A valutare i progetti è stata la commissione composta da professionalità provenienti da mondi diversi: Matteo Lo Presti, già Executive Vice President di STMicroelectronics; Mariangela Camarda, CEO di Cos.E.A.P.; Luca Zagarella, COO di EDG; Claudia Corradino, ricercatrice dell’INGV; ed Ettore “Etto” Fins, fondatore di FermiLabs.IT. I due riconoscimenti da 500 euro ciascuno, sono stati finanziati dai chapter IEEE CAS e IEEE IA/PELS.

I componenti della commissione

I componenti della commissione

Il primo – che ha ottenuto il riconoscimento per la Best sustainability application - punta su 5G, digital twin e droni per realizzare una piattaforma destinata al monitoraggio ambientale e alla sicurezza: il progetto è sviluppato da Andrea Caruso, Enricomaria Di Rosolini, Gabriele Florio, Daniele Riccobene e Matteo Schembri, con la supervisione del prof. Giovanni Schembra. 

Un secondo gruppo – Giuliano Salerno, Antonio Ligresti, Mohamed Edbey, Elisabetta D’Amico e Teresa Claudia Calabrese, guidati dal prof. Carlo Trigona – esplora invece una prospettiva particolarmente originale: utilizzare le piante come sensori, trasduttori e componenti elettronici, trasformando elementi naturali in parti attive di sistemi tecnologici.

In foto i vincitori del Best Sustainability Application e del Best Wellness Application insieme con la Commissione

In foto i vincitori del Best Sustainability Application e del Best Wellness Application insieme con la Commissione 

Sul versante della salute, Andrea Cusumano, Daniela Previtera, Valentina Pulvirenti, Salvatore Rinaudo e Giuseppe Terranova, sotto la supervisione della dott.ssa Emanuela Cutuli e della dottoranda Giulia Valenti, hanno sviluppato una piattaforma idrodinamica“label-free” per la differenziazione delle cellule su chip e l’analisi autonoma della loro attività. 

Niccolò La Rosa, Lorenzo Cintoli e Alberto Vitale, coordinati dal dott. Massimo Camarda di STLab, hanno presentato invece una piattaforma automatizzata basata sul carburo di silicio per la ricostruzione rapida dei profili dei fasci impiegati in radioterapia, valutata dalla commissione come Best wellness application.

Gruppo 1

In foto la premiazione del gruppo composto da Andrea Caruso, Enricomaria Di Rosolini, Gabriele Florio, Daniele Riccobene e Matteo Schembri

A completare il quadro è la robotica applicata all’assistenza: David Omar Al Tawil, Simone Farina, Lorenzo Montano e Giulio Ranno, con la supervisione dei professori Paolo Arena e Alex Li Noce, hanno progettato un robot quadrupede controllabile senza l’uso delle mani e attraverso comandi vocali, pensato come ausilio per le persone con disabilità visiva. 

Questo gruppo ha ricevuto il premio assegnato dal pubblico, quello per il miglior video di presentazione: un modo per valorizzare, accanto alla solidità scientifica e tecnologica delle idee, anche la capacità di renderle comprensibili e di comunicarne efficacemente l’utilità.

La premiazione del gruppo 5

In foto la premiazione del gruppo composto da David Omar Al Tawil, Simone Farina, Lorenzo Montano e Giulio Ranno

Percorrere l’intera traiettoria dell’innovazione

È forse proprio qui che emerge il significato più ampio del contest. Agli studenti non viene chiesto soltanto di progettare un circuito, un sensore, un robot o una piattaforma digitale, ma di percorrere l’intera traiettoria dell’innovazione: individuare un problema, immaginare una soluzione, tradurla in tecnologia, valutarne le possibili ricadute e, infine, raccontarla a interlocutori diversi, mettendosi alla prova davanti a ricercatori, professionisti, imprese e studenti.

«Non so ancora quante di queste proposte possano diventare applicazioni pronte per il mercato – ha concluso la prof.ssa Maide Bucolo – ma, conoscendo i miei colleghi, sono fiduciosa che il potenziale applicativo ci sia. In ogni caso, è importante renderlo visibile: spesso le cose accadono senza che vengano mostrate concretamente, soprattutto agli studenti».

Un momento del contest

Un momento del contest

Un laboratorio di idee, dunque, nel quale benessere e sostenibilità diventano il banco di prova dell’innovazione tecnologica e nel quale gli studenti possono misurare le proprie competenze con le sfide del presente. 

Un obiettivo racchiuso nello slogan scelto per la prima edizione dello IEEE Student Paper Contest: «Circuits for a smarter, healthier, and more sustainable future». Circuiti e sistemi per costruire un futuro più intelligente, più sano e più sostenibile.

I partecipanti al contest

Partecipanti e spettatori del contest

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