Tra arte, musica e fragranze: la magia del profumo

L’Orto Botanico si è trasformato in un’esperienza sensoriale tra la nuova creazione di Antonio Alessandria, l’arte di Giuseppe Siracusa e le note di Salvatore Daniele Pidone

Allegra Francesca Hardt

«Il profumo è la forma più intensa del ricordo», diceva Jean-Paul Guerlain. Ed è proprio prendendo spunto da questa frase che ha preso il via la Giornata del profumo 2026 all’interno dell’Orto Botanico dell’Università di Catania.

L’iniziativa - organizzata in occasione della Giornata nazionale del profumo – è stata promossa dall’Accademia del Profumo e dalla Società Botanica Italiana e ha visto la partecipazione di un grande numero di curiosi venuti per scoprire la nuova fragranza presentata dall’esperto profumiere Antonio Alessandria, ascoltare le musiche del chitarrista Salvatore Daniele Pidone e vedere la nuova opera dell’artista Giuseppe Siracusa. 

A rendere ancora più gradevole l’evento, la sensazione provata entrando nella sala interna dell’Orto Botanico, già pervasa dalla fragranza che da lì a poco sarebbe stata svelata.

Il dott. Giuseppe Siracusa, nella doppia veste di pittore e di responsabile della promozione e progettazione delle aree espositive e museali dell’Orto Botanico, ha sottolineato l’importanza di queste iniziative con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio uno degli scopi principali dell’Orto Botanico: invitare a riflettere sulla salvaguardia della natura e della biodiversità, impegnandosi ogni anno a proporre eventi nuovi, capaci di incuriosire un pubblico sempre più vasto.

Proprio il giardino etneo non è nuovo a queste iniziative, promosse dal direttore dell’Orto Botanico, Gian Pietro Giusso Del Galdo, e dal direttore del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali, Lino Cirrincione.

Un momento dell'intervento di Antonio Alessandria

Un momento dell'intervento di Antonio Alessandria

L’incontro è stato l’occasione per celebrare il profumo che «tra le arti è una tra le più effimere: il profumo è intangibile, invisibile, ma riesce in ogni modo ad emozionarci e a stimolare il nostro immaginario, trasformando sensazioni olfattive in emozioni», ha spiegato Antonio Alessandria

Il profumo che ha inebriato i visitatori fin dal primo istante è il nuovo Pulvia Sacra, creato alla fine del 2024, lanciato nel 2025 e che trae ispirazione da una leggenda antica. «Correva l'anno 1540 e uno scultore, Matinati, stava trasportando un suo crocifisso ligneo da Messina verso Troina – ha raccontato l’esperto profumiere –. Per passare la notte si è fermato sull'Etna, a Randazzo, deciso a ripartire l'indomani, approfittando della bella giornata di sole. All'improvviso, però, arrivò un temporale e fu quindi costretto a rimanere ancora una notte a Randazzo». 

«Questo strano evento si ripeté per tre giorni consecutivi - ha aggiunto -, per cui alla fine del terzo giorno i randazzesi capirono che si trattava di un segnale divino e che quel crocifisso doveva necessariamente rimanere a Randazzo, infatti, è ancora visitabile oggi nella chiesa di San Martino e si chiama Crocifisso della pioggia».

Partendo dalla storia di Matinati, il dott. Giuseppe Siracusa ha proposto una lettura più attuale, trasformandola in una riflessione sulla distruzione della natura e della biodiversità: «Perché non rappresentare, in senso metaforico, la crocifissione dell'albero? L'albero, simbolo di vita, rappresentazione vivente della forza dei giusti insita nelle sue radici profonde e nei rami possenti, appare disteso, inerme ma luminoso e centrale, seppur non posto al centro», ha spiegato l’artista.

«Le figure del dipinto sono ombre di esseri umani, con una sigaretta in mano; alcuni guardano a distanza, alcuni si disinteressano: sono inquietanti – ha aggiunto -. Lo sfondo è grigio, evocativo, caliginoso. Chi sono i carnefici? Non gli uomini, ma la loro ombra, emanazione della loro cultura. Quali sono le loro armi? Non solo la sigaretta accesa, ma soprattutto l'abulia tradita dalla postura inquietante, la cupezza, il disinteresse per la morte, per la crocifissione dell'albero».

Il dott. Giuseppe Siracusa mentre illustra la sua opera

Il dott. Giuseppe Siracusa mentre illustra la sua opera

Dopo un lungo momento di dibattito con il pubblico sulle tante chiavi di lettura del quadro, la parola è stata ripresa dall’esperto profumiere, Antonio Alessandria, che, ricordando come «la bellezza salverà il mondo e il profumo può essere uno degli strumenti che ci stimolano verso la bellezza stessa», ha permesso ai presenti di apprezzare direttamente la fragranza, incastonata per l’occasione in calici da spumante, un invito a brindare con un profumo, illustrandone diverse componenti. 

La fragranza prende ispirazione da due punti cardine: il legno, in particolare i legni sacri, e la pioggia, con «sensazioni verdi, umide, leggermente croccanti, un accordo tra una resina iraniana e il galbano, che è un verde abbastanza secco, e i grani di sedano, aromatici. Il tutto illuminato anche dai tocchi di bergamotto e di pompelmo», ha spiegato Antonio Alessandria, con l’aggiunta delle cosiddette note lattoniche, note che suggeriscono conforto, morbidezza: in una parola, accoglienza. 

La serata è stata allietata dalla musica di Salvatore Daniele Pidone che, oltre a dei momenti dedicati esclusivamente alla chitarra, ha accompagnato con un dolce sottofondo musicale le parole dei colleghi artisti, arricchendo ulteriormente la serata di emozioni e suggestioni.

Alla fine dell’incontro è stato possibile ammirare più da vicino l’opera di Siracusa, ma anche provare su pelle il profumo di Antonio Alessandria per lasciarsi trasportare ancora un po’ nella magia di due arti - la pittura e il profumo - così distanti eppure profondamente vicine. 

Un momento musicale di Salvatore Daniele Pidone

Un momento musicale di Salvatore Daniele Pidone

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