A Palazzo Impellizzeri incontro celebrativo con il rettore Foti, il sindaco Italia, l’arcivescovo Lo Manto e il presidente del Libero Consorzio Giansiracusa per rimarcare l’importanza della presenza universitaria a Ortigia
In trent’anni di attività, il corso di studi in Architettura ha formato oltre 1.800 laureati, molti dei quali oggi ricoprono ruoli di rilievo e prestigio in Sicilia, in Italia e all’estero. Due ex studenti fanno attualmente parte del corpo docente, in qualità di colleghi: un risultato che testimonia la qualità del percorso formativo avviato nel 1996 con la nascita della Facoltà di Architettura di Siracusa. Come spesso accade, sono i numeri a restituire con immediatezza la portata di un’esperienza, al centro dell’incontro inaugurale delle celebrazioni per il Trentennale della struttura universitaria con sede in Ortigia, svoltosi mercoledì pomeriggio nell’aula magna di Palazzo Impellizzeri.
Nel suo intervento, il sindaco Francesco Italia, rivolgendosi al rettore Enrico Foti e al presidente della Struttura didattica in Architettura e Patrimonio culturale Carmelo Nigrelli, ha sottolineato come l’insediamento dell’università in uno degli immobili più importanti del patrimonio comunale rappresenti un segnale concreto dell’attenzione della città verso il rapporto con l’Ateneo di Catania, un legame che l’amministrazione intende rafforzare ulteriormente, rispondendo alla forte domanda di università espressa dal territorio.
Anche l’arcivescovo Francesco Lo Manto ha richiamato il valore di questi trent’anni di storia, evidenziando il profondo rapporto costruito con la città e l’elevato livello culturale della proposta accademica, capace di valorizzare il territorio e il suo ricco patrimonio culturale e religioso, tanto nella dimensione architettonica e urbanistica quanto in quella artistica e spirituale.

In foto da sinistra i docenti Carmelo Nigrelli e Enrico Foti
In questa prospettiva, il professor Nigrelli ha annunciato la possibile messa a disposizione, da parte dell’Arcidiocesi, di nuovi spazi da destinare a biblioteca e laboratori, in aggiunta alla sede in corso di ristrutturazione della Caserma Abela e allo storico Palazzo Impellizzeri. Una realtà che, come ha ribadito il direttore del DICAr Matteo Ignaccolo, è stata sempre considerata parte integrante del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, e non una semplice sede distaccata.
Il rettore Enrico Foti ha annunciato lo stanziamento di un contributo aggiuntivo a sostegno delle spese di trasporto degli studenti iscritti ai corsi della sede di Siracusa, recentemente approvato dagli organi di governo dell’Ateneo. «Questo anniversario – ha sottolineato – non rappresenta soltanto un traguardo cronologico, ma testimonia una visione lungimirante capace di integrare l’alta formazione nel tessuto storico e sociale di una città unica al mondo. L’Università di Catania ha dato concreta attuazione a una scelta strategica avviata già nel 1996-97, ponendo solide basi per il decentramento universitario, inteso anche come motore di sviluppo e di rigenerazione del centro storico di Siracusa. Il consolidamento della sede siracusana rientra in una visione di Ateneo che valorizza i poli territoriali, garantisce servizi equivalenti e promuove l’internazionalizzazione attraverso reti di ricerca e l’attivazione di nuovi corsi e master».

Il pubblico presente alla cerimonia
Sulla stessa linea si è inserito il presidente del Libero Consorzio dei Comuni, Michelangelo Giansiracusa, che ha annunciato: «Insieme al neo presidente del Consorzio universitario Archimede, Giovanni Grasso, chiederemo un incontro operativo con i vertici accademici per recuperare il tempo perduto a causa di vincoli e ritardi politici. Oggi celebriamo un anniversario, ma lo sguardo deve essere rivolto al futuro: vogliamo essere protagonisti dei prossimi traguardi insieme all’Università».
Nigrelli ha quindi ricordato i protagonisti della nascita di Architettura a Siracusa, citando tra gli altri i professori Ugo Cantone, Giuseppe Pagnano, Giuseppe Dato, Salvatore Di Pasquale e Giovanni Campo, nonché gli amministratori Marco Fatuzzo, Mario Cavallaro e Roberto De Benedictis. È stata così richiamata la visione del professor Pagnano, autore del Piano particolareggiato di Ortigia, che già negli anni Ottanta individuava nella funzione universitaria un elemento strategico per il rilancio di un quartiere allora abbandonato e fortemente degradato.
In chiusura, il presidente del corso di laurea, Luigi Pellegrino, ha illustrato il programma di iniziative extra-didattiche organizzate per celebrare il trentennale, in coerenza con la terza missione da tempo centrale per la sede di Siracusa. «Si tratta – ha spiegato – di attività pensate per completare il profilo formativo ed educativo degli studenti, una scelta in cui si è sempre creduto e che ha prodotto risultati riconosciuti. L’obiettivo è oggi quello di sintetizzare i trent’anni di esperienza maturata, trasformandoli in un patrimonio condiviso e in una memoria consolidata del rapporto con la città e con i territori. Al contempo, questa rilettura del passato vuole costituire la base per un nuovo ciclo di sviluppo, proiettato sui prossimi trent’anni. L’incontro odierno si inserisce pienamente in questa prospettiva».


