Trizza, memoria di mare

Il contributo di Unict alla valorizzazione del borgo marinaro tra Verga, i pescatori e le eredità immateriali di Aci Trezza

Allegra Francesca Hardt (foto di Giulia Sorbello)
Modellino di "sardara"
Attrezzi del Cantiere Rodolico
Un momento del convegno
Un decoratore di "sardare"
Un momento dell'intervento di Francesca Bonaccorso
Un momento dell'intervento di Giuseppe Licciardello
I suonatori di brogne

Ad Aci Trezza il mare non è soltanto paesaggio: è voce, memoria, destino. Tra le barche tirate a secco, il suono delle brogne e i racconti tramandati dai pescatori, riaffiorano ancora le atmosfere care a Giovanni Verga, dove la vita del borgo si intreccia con il ritmo antico del mare. 

La terza edizione del convegno internazionale Trizza, le Eredità Immateriali come Genius loci ha riportato al centro il valore dei luoghi dell’identità e della memoria, trasformando tradizioni, mestieri e saperi popolari in strumenti vivi di tutela e futuro per la comunità trezzota.

Il convegno - di rilevanza internazionale e mirato ad approfondire il legame di Aci Trezza con le proprie eredità immateriali, i luoghi inseriti nella Carta Regionale dei Luoghi dell'Identità e della Memoria e le connessioni con altre realtà territoriali -, rappresenta un motivo di orgoglio in quanto, come dichiarato da Antonio Castorina, presidente dell’associazione Centro Studi Aci Trezza.

«Anche quest’anno siamo riusciti a mettere in dialogo istituzioni, studiosi e comunità all’interno del convegno dedicato alle eredità immateriali. Abbiamo chiuso un cerchio aperto tre anni fa, quando abbiamo avviato il percorso di riscoperta delle nostre eredità immateriali, intese come vero Genius loci di Aci Trezza e utili anche alla tutela dell’area storica del porto», ha spiegato Antonio Castorina all’unisono con Elena Bonaccorso, vicepresidente del Centro Studi Acitrezza.

Elena Bonaccorso e Antonio Castorina

In foto Elena Bonaccorso e Antonio Castorina

Il convegno è stato anche l’occasione «per presentare i nostri sette beni immateriali iscritti nel registro delle eredità immateriali della Regione Siciliana», ha aggiunto Grazia Nicotra, dottoranda in Scienze per il patrimonio e la produzione culturale dell’Università di Catania e consigliera dell’associazione Centro Studi Aci Trezza.

«L’auspicio è quello di diffondere tra la comunità e gli appassionati l’importanza di questi beni», ha aggiunto Grazia Nicotra.

Durante i tre panel che si sono susseguiti nell’arco dell’intera giornata, i luoghi dell’identità e della memoria sono stati analizzati come patrimonio da preservare e rilanciare.

Un momento dell'intervento di Grazia Nicotra

Un momento dell'intervento di Grazia Nicotra

Il geologo Salvatore Costanzo - direttore della Riserva naturale integrale Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi di Aci Trezza, gestita dall'Area Terza Missione dell'Università di Catania - ha sottolineato l’importanza delle eredità immateriali nel contesto del borgo di Acitrezza, in quanto queste «si fondono con la natura del nostro territorio, fatto di luoghi materiali unici». 

«L’unicità geologica e biologica di quest’area costituisce una straordinaria cornice da preservare e valorizzare, affinché ogni arte, mestiere, tradizione e sapere popolare possa essere tramandato all’interno di una viva rappresentazione a cielo aperto», ha aggiunto.

Un momento dell'intervento di Salvatore Costanzo

Un momento dell'intervento di Salvatore Costanzo

Il convegno - moderato da Allegra Francesca Hardt - ha visto anche la presenza del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Catania che, come ha spiegato il prof. Vincenzo Asero, «è sempre molto attento alle dinamiche territoriali in una logica di terza missione». 

«La nostra attenzione nei confronti della realtà di Aci Trezza perdura ormai da diversi anni e si traduce in attività diverse: non solo la partecipazione al convegno, ma anche tirocini per studenti, corsi di laurea e master – ha aggiunto il docente alla presenza anche della collega del Dsps, Mara Benadusi -. È importante dialogare con il territorio nella logica dell’interdisciplinarità e dei processi di sviluppo virtuoso delle comunità locali».

Un momento dell'intervento del prof. Vincenzo Asero

Un momento dell'intervento del prof. Vincenzo Asero

Ad accogliere il pubblico, una fiscinara a remi in legno dipinta a mano, un bene inserito nel Registro delle eredità immateriali della Regione Siciliana. «Le barche, insieme ai carretti, sono mezzi di trasporto portatori di civiltà, di immaginario e di ricchezza che fanno parte del nostro essere siciliani», ha spiegato Alice Valenti

«Sono sempre felice di diffondere questi saperi e spero che riescano a trovare una via per incarnarsi anche nel presente», ha aggiunto l'artista catanese dell'antica scuola catanese dei pingisanti.

Il convegno ha poi visto la presenza del Registro delle Identità della Pesca Mediterranea e dei Borghi Marinari, nella figura del geometra Santo Messina che ha ricordato di aver consegnato alla Famiglia Rodolico la bandiera del Reimar per lo storico cantiere trezzoto. 

In foto Alice Valenti

In foto Alice Valenti

«La Regione Siciliana ha istituito il registro dei borghi marinari e degli antichi mestieri del mondo del mare e Aci Trezza custodisce due bandiere, per il borgo marinaro e per la figura del Mastro d’Ascia: un’identità da tutelare e tramandare alle future generazioni, in quanto rappresenta la tradizione e l’identità del nostro territorio», ha spiegato Santo Messina.

Proprio il sito del Cantiere Navale Rodolico di Aci Trezza sarà oggetto di un intervento di recupero e rifunzionalizzazione grazie al progetto Gli Antichi Mestieri del Mare che nasce dal lavoro tecnico e progettuale realizzato dallo Studioa2 & associati sotto al direzione dell’arch. Giuseppe Licciardello e con il fondamentale apporto dell’avv. Milena Pafumi e di Grazia Nicotra, dottoranda in Scienze per il patrimonio e la produzione culturale al Dipartimento di Scienze umanistiche.

Il convegno si è concluso con il suono di Brogne, inserito anch’esso nel Registro delle eredità immateriali della Regione siciliana, a cura del collettivo Brezza - Brogne di Trezza coordinato dal tesoriere del Centro Studi Acitrezza Giovanni Grasso. 

Il consiglio direttivo del Centro Studi Aci Trezza

Il consiglio direttivo del Centro Studi Aci Trezza

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