Angelo D’Agosta porta in scena un adattamento teatrale ispirato al X e XI libro dell’Odissea di Omero
C’è qualcosa di profondamente suggestivo nell’assistere a uno spettacolo teatrale tra le antiche cantine settecentesche del Monastero dei Benedettini. Tra ombre di roccia lavica e pareti millenarie, ho avuto la sensazione di entrare lentamente dentro il racconto. In questo scenario, Angelo D’Agosta ha dato vita a una performance intensa e vibrante, capace di rendere viva la discesa agli Inferi di Ulisse raccontata nell’Odissea.
Le cantine diventano così la scenografia naturale di uno spettacolo itinerante che si snoda tra passaggi, piccoli ponti e risonanze che amplificano ogni parola. Qui Angelo D’Agosta, accompagnandosi a strumenti della tradizione popolare e servendosi di maschere di sua invenzione, si trasforma di volta in volta in narratore, personaggio e cantastorie.
Il percorso culmina nella Sala Rossa “Antonino Leonardi”, dove l’ambiente stesso sembra mutare in un inferno evocato dalla parola e dalla presenza scenica dell’attore, lasciando lo spettatore sospeso tra mito e realtà.

Angelo D'Agosta nella Sala Rossa "Antonino Leonardi"
Ulisse all’inferno è lo spettacolo teatrale itinerante scritto e interpretato da Angelo D’Agosta e ispirato al testo di Omero, a cura di Officine Culturali, in collaborazione con l’Università di Catania, che ha preso vita nelle cantine settecentesche del monastero, scavate nella roccia lavica dell’eruzione del 1669. Angelo D’Agosta ha portato in scena il X e XI libro dell’Odissea in uno dei luoghi più suggestivi del Monastero dei Benedettini, il “Ventre”. Cuore della rappresentazione è la Sala Rossa, dove luci, ombre e roccia lavica trasformano lo spazio in un palcoscenico naturale, rendendo l’ambiente, parte stessa dello spettacolo.
Attore, regista, autore teatrale, Angelo D’Agosta è un artista a tutto tondo che affianca all’attività scenica anche quella didattica, infatti, è docente di Scrittura per il Teatro e Drammaturgia alla Scuola di Scrittura e Storytelling della Scuola Tiresia ed anche è il più giovane visiting professor della Scuola d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Catania. Da anni collabora con il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania e anche con l’Università del Litoral di Santa Fe in Argentina e con le sedi della società Dante Alighieri in Argentina. Come attore ha sostenuto ruoli importanti come Ippolito, Orfeo e Dante, sui palcoscenici di importanti teatri pubblici e grandi anfiteatri greco-romani.
«Più che un lavoro, fare l’attore è per me una vocazione», ha raccontato Angelo D’Agosta che si è soffermato, nel corso dell’intervista, sullo spettacolo “Ulisse all’inferno”.

Un momento dello spettacolo
Chi è Angelo D’Agosta?
«È lunga la questione, ma, insomma, cerco sempre di diminuire le parole il più possibile su di me perché preferisco che parli il palcoscenico. Io sono Angelo, sono un teatrante e svolgo questo lavoro nelle sue diverse forme da più o meno vent’anni», racconta l'artista.
Come nasce questo spettacolo?
«Avevo da tanto tempo questo luogo in testa perché è uno dei miei preferiti del Monastero dei Benedettini. L’idea di questo spettacolo è venuta insieme ad Officine Culturali con cui collaboriamo da tanti anni, abbiamo realizzato già altri lavori in questi luoghi, ma questo è diverso, perché gli altri spettacoli, sempre itineranti, che abbiamo fatto qui negli anni, avevano la particolarità che raccontavano la storia del monastero. Questo, invece, è il primo che non racconta del luogo, ma che si fa ispirare dal luogo», racconta l’autore dello spettacolo, Angelo D’Agosta.
«Tante volte con il team di Officine Culturali abbiamo immaginato di realizzare qualcosa in questa parte del Monastero dei Benedettini ed è venuta fuori questa idea: ci sono i libri dell’Odissea in cui si narra della discesa di Ulisse negli Inferi e abbiamo pensato di ambientarli in questi luoghi perchè, in particolar modo la Sala Rossa, si presta particolarmente bene a rappresentare l’Inferno – aggiunge -. C’è stata tanta attenzione, molta cura nel dettaglio e perchè no, tanta sfrontatezza e volontà di realizzare qualcosa, e grazie anche ai componenti del team di Officine Culturali, che mi hanno spronato a raccontare l’Odissea a modo nostro, è venuto fuori questo spettacolo. Con oggi sono ben 102 repliche portate in scena qui».

Un momento dello spettacolo
Angelo D’Agosta racconta poi che “Ulisse all’inferno” è stato portato anche fuori le cantine del Monastero dei Benedettini: «Questo spettacolo è andato anche oltreoceano, in altri luoghi e altre situazioni, infatti, ho portato questo spettacolo in Argentina, l’ho tradotto in spagnolo e messo in scena diverse volte. Con queste, il numero aumenterebbe».
«Di fatto questo spettacolo nasce ed è stato pensato per le cantine settecentesche del Monastero dei Benedettini, ed esiste in questo luogo, ed effettivamente, visto il risultato, è veramente incredibile, perché soprattutto in questo periodo storico, più di cento repliche sono veramente un numero esorbitante, a meno che si parli di grandi compagnie o grandi produzioni, ma uno spettacolo veramente così piccolo, costruito per non andare in giro, con l’eccezione per l’Argentina, è veramente un ottimo risultato, quindi sono contento», ha spiegato l’attore-regista.

Un momento dello spettacolo
Com’è stata la risposta dello spettatore argentino rispetto a quello italiano?
«Loro non conoscono e non studiano l’Odissea, conoscono solo qualcosa legato ai film di Hollywood o cose del genere, ma di fatto, non è un argomento trattato, quindi, è stato un po’ una scoperta – ha spiegato Angelo D’Agosta -. Sono rimasti colpiti, maggiormente dal verso, dalla lingua, dall’utilizzo degli oggetti che fanno parte dello spettacolo, perché poi non c’è molto, è uno spettacolo realizzato dalla parola, dall’interprete, da qualche oggetto, e poi sicuramente questo luogo suggestivo e meraviglioso. Lì questo luogo non c’era, quindi tutto si sintetizzava in pochi oggetti che ho con me e le parole immortali del poeta».
Il regista teatrale ha anche anticipato i prossimi progetti, con l’arrivo della primavera tornerà in scena Gulliver, uno spettacolo prodotto sempre da Officine Culturali che si svolgerà all’interno dell’Orto Botanico dell'Università di Catania. Ispirato al celebre romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, lo spettacolo sarà itinerante e accompagnerà il pubblico in un percorso tra i viali del "giardino catanese" insieme con Andrea Balsamo.
«L’Orto Botanico è un luogo straordinario che non tutti i catanesi conoscono e che Officine culturali valorizza anche attraverso visite guidate con esperti – spiega -. Il nuovo spettacolo mantiene un legame ideale con Ulisse all’Inferno: entrambi nascono dalla grande letteratura e raccontano il viaggio di due navigatori che seppur diversi, sono uniti dallo stesso patrimonio culturale universale che il teatro può riportare in vita».

Angelo D’Agosta nell’Antirefettorio del Monastero dei Benedettini