Un Bellini, s’il vous plaît!

Al Teatro Sangiorgi torna la formula della conferenza-aperitivo: un nuovo tema, una nuova ospite e i giovani musicisti del Conservatorio. Al primo incontro il ruolo delle trascrizioni nella diffusione delle musiche belliniane

Giuliana De Luca

Il Teatro Sangiorgi di Catania ha ospitato un nuovo appuntamento della quinta edizione del Bellini International Context intitolato Un Bellini, s’il vous plaît! ‒ “Parafrasando” Bellini: echi del belcanto nei salotti e nelle sale da concerto.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania e la Fondazione e il Centro Studi Belliniani; è promossa e organizzata dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana insieme ad altri principali enti culturali dell’isola.

La serata è stata coordinata da Maria Rosa De Luca e Graziella Seminara, docenti di Musicologia e Storia della Musica presso l’Ateneo catanese. Da tempo impegnate nella divulgazione musicale anche al di fuori dell’ambiente accademico, hanno ideato format innovativi per rinnovare la percezione delle musiche di Bellini nel pubblico.

Per l’occasione hanno invitato Maria Teresa Storino, professoressa di Storia della Musica al Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro, che ha offerto un prezioso contributo critico.

Sul palco si sono esibiti, alternandosi, studenti ed ex allievi del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, interpreti di grande talento e maturità. Hanno partecipato Eugenia Cristina Cantone (flauto), Alessandra Pafumi, Andrea Scirè e Manuel Cicero (pianoforte), insieme al duo formato da Dario Nania ed Emanuele Pino (pianoforte a quattro mani).

Il programma ha illustrato la fortuna ottocentesca delle opere belliniane attraverso le rielaborazioni di Giulio Briccialdi, Jules Herman, Sigismund Thalberg e Richard Kleinmichel.

In foto da sinistra Alessandra Pafumi, Eugenia Cristina Cantone, Graziella Seminara, Maria Teresa Storino e Maria Rosa De Luca

In foto da sinistra Alessandra Pafumi, Eugenia Cristina Cantone, Graziella Seminara, Maria Teresa Storino e Maria Rosa De Luca

Diffusione e fruizione della musica nei salotti ottocenteschi

Durante la serata è stato approfondito il tema della circolazione della musica nell’Ottocento, un periodo in cui l’espansione dell’editoria musicale e della stampa a basso costo rese possibile portare nelle case borghesi l’esperienza del teatro. Fantasie e parafrasi trasformavano i salotti in piccoli spazi performativi, avvicinando il pubblico al virtuosismo dei compositori.

Maria Rosa De Luca ha spiegato l’obiettivo dell’iniziativa: «La conferenza-aperitivo è pensata per essere alto-divulgativa. Quest’anno, insieme al Conservatorio, mettiamo al centro la rifunzionalizzazione delle musiche belliniane e i contesti in cui queste opere circolavano».

Graziella Seminara ha aggiunto: «Abbiamo affrontato Bellini da punti di vista eccentrici rispetto al modo tradizionale. L’incontro di stasera mette in luce la diffusione della musica al di fuori del teatro, dai salotti alle grandi sale da concerto, offrendo al pubblico la possibilità di apprezzare la complessità delle opere attraverso trascrizioni e parafrasi».

In foto Andrea Scirè al pianoforte

In foto Andrea Scirè al pianoforte

Mariateresa Storino ha infine sottolineato il ruolo delle trascrizioni: «Virtuosi come Sigismund Thalberg e Franz Liszt svilupparono queste forme per affascinare il pubblico, unendo tecnica e conoscenza dell’opera. Le fantasie per flauto e pianoforte di Giulio Briccialdi, insieme alle elaborazioni di Thalberg e Kleinmichel, dimostrano come il repertorio ottocentesco favorisse l’educazione all’ascolto e alla pratica musicale».

In foto un momento dell’esecuzione di Manuel Cicero

In foto un momento dell’esecuzione di Manuel Cicero

Una lezione-concerto

Eugenia Cristina Cantone (flauto) ed Alessandra Pafumi (pianoforte) hanno aperto con la Fantasia per flauto e pianoforte op. 57 di Giulio Briccialdi. In questa trascrizione, la cantabilità – cifra stilistica di Bellini – è affidata al flauto, mentre il pianoforte accompagna e sostiene armonicamente, pur mantenendo un rapporto di costante dialogo con lo strumento a fiato.

Andrea Scirè ha proposto La Straniera da Les Souvenirs dramatiques du flutiste di Jules Herman, seguito da Manuel Cicero con “Casta diva”, Cavatine de Norma de Bellini da L’art du chant appliqué au piano op. 70 di Sigismund Thalberg, esempi paradigmatici di come i virtuosi ottocenteschi adattassero i motivi operistici alla tastiera senza perdere la linearità melodica.

Dario Nania ed Emanuele Pino hanno chiuso con l’Ouverture di Norma in un arrangiamento per pianoforte a quattro mani di Richard Kleinmichel che ha enfatizzato l’effetto orchestrale e la ricchezza armonica della scrittura belliniana. La scelta di proporre la stessa opera, Norma, attraverso tre diverse riformulazioni ha permesso al pubblico di percepire con chiarezza l’operazione compiuta da Briccialdi, Thalberg e Kleinmichel.

Applausi finali per i musicisti e le relatrici

Applausi finali per i musicisti e le relatrici


Prossimi appuntamenti

Lo stesso format della conferenza-aperitivo tornerà venerdì 27 settembre all’Auditorium del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania (alle 19) con Un Bellini, s’il vous plaît! – Orombello torturato all’Elevazione. La musica di Bellini tra altare e palcoscenico.

Prima di questo appuntamento, lunedì 22 settembre, il Foyer del Teatro Massimo Bellini di Catania ospiterà (alle 19) Pirata reloaded, una retrospettiva multimediale degli allestimenti de Il pirata, a cura di Maria Rosa De Luca, Giuseppe Montemagno e Graziella Seminara, con ricerca iconografica di Marco Impallomeni.

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