Alla Città della Scienza una giornata di esperimenti, racconti e scoperte tra biodiversità, suoni, stelle e terremoti: il mare raccontato da ricercatori, docenti ed esperti di Unict, Infn, Ingv e Csfnsm
Il mare non è solo un paesaggio da osservare, ma un universo vivo da esplorare. Lo hanno scoperto famiglie, studenti e bambini che hanno partecipato a Un mare di… scienza, l'iniziativa -inserita nell'ambito de "Il Mese della Ciminiera Scientifica", in occasione dello European Maritime Day - che ha trasformato la Città della Scienza in un grande laboratorio diffuso dove curiosità e conoscenza hanno preso forma tra microscopi, esperimenti e racconti di ricerca.
Un viaggio immersivo nel Mediterraneo che ha unito discipline diverse e svelato, passo dopo passo, i segreti nascosti sotto e sopra la superficie dell’acqua grazie all'organizzazione della Città della Scienza - Università di Catania e del Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia (CSFNSM), in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Sud e la Sezione di Catania dell'INFN, l'Osservatorio Etneo dell'INGV, l'Area Marina Protetta del Plemmirio e l'Associazione MareCamp.
Tra suoni, creature aliene, terremoti, stelle e microscopi, i partecipanti hanno potuto immergersi in un percorso multidisciplinare capace di unire ricerca scientifica e divulgazione, in cui biologia, fisica, tecnologia e geofisica si intrecciano per raccontare la complessità degli ecosistemi marini e del pianeta, grazie al coinvolgimento di docenti, ricercatori ed esperti dei diversi enti di ricerca.

Visitatori alla Città della Scienza
Si parte con Un mare di Dna con il laboratorio Identi-Fish: il Dna che identifica i pesci a cura di Anna Maria Pappalardo (Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali di Unict), che ha mostrato come l’analisi genetica permetta di riconoscere le specie ittiche e contrastare le frodi alimentari, evidenziando il ruolo del Dns nella tutela della biodiversità.
A seguire verso il cosmo con Un mare di stelle col laboratorioPerché guardare l’universo dagli abissi a cura di Giovanna Ferrara (Dfa Unict e Infn LNS) e Fabio Longhitano (Infn Catania), che hanno spiegato come i fondali oceanici possano diventare osservatori privilegiati dell’universo.
E ancora Un mare di terremoti con il laboratorioLa Terra nascosta a cura di Marco Aliotta, Pietro Bonfanti e Pasqualino Cappuccio (Ingv Osservatorio Etneo di Catania) che ha indagato la dinamica dei fondali e i fenomeni sismici sottomarini.
Un mare di immagini con il laboratorioCome l’AI ci aiuta a monitorare il mare a cura di Concetto Spampinato (Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica di Unict) ha mostrato il contributo dell’intelligenza artificiale nell’analisi e nel monitoraggio degli ecosistemi marini.
Il percorso è proseguito con Un mare di acqua con il laboratorioConoscere e misurare le proprietà dell’acqua a cura di Elena Geraci, Nelly Puglia, Francesco Sabister e Valerio Scimone (Dfa Unict e Csfnsm), che ha approfondito le caratteristiche fisiche e chimiche dell’acqua come elemento fondamentale della vita.
Un mare di suoni ha offerto due laboratori:Vedere senza luce a cura di Giorgio Riccobene e Maria Rita Torrisi (Infn LNS e Csfnsm) e Ascoltare il mare a cura di Salvo Viola, Abdelghani Idrissi e Claudio De Maria (Infn LNS e Csfnsm) dove l’esplorazione degli abissi avviene attraverso l’acustica, utilizzando il suono per “vedere” in ambienti privi di luce.
In continuità Un mare di balene con il laboratorioAscoltare le balene con la fibra ottica a cura di Venera Ferrito (Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali di Unict) e Alessia Tricomi (Dipartimento di Fisica e Astronomia di Unict e Csfnsm) che ha approfondito come le nuove tecnologie consentano di intercettare le comunicazioni dei cetacei,
Un mare di parole con il laboratorioAcustica e comunicazione dei cetacei, a cura di Manuela Cristaldi (Associazione Mare Camp), ha permesso di esplorare la complessità dei sistemi comunicativi di balene e delfini, avvicinandosi al loro “linguaggio”.
Il percorso si è concluso con Un mare di bellezza con il laboratorioUn viaggio virtuale nei fondali dell’AMP del Plemmirio a cura di Helen Accolla e Francesco Maiolino (Area Marina Protetta del Plemmirio), un’esperienza immersiva che unisce tecnologia e divulgazione per far scoprire la bellezza sommersa del Mediterraneo, restituendo l’immagine del mare come laboratorio naturale e culturale in cui scienza e meraviglia si incontrano.

Un momento della visita ai laboratori










