Il messaggio del rettore Enrico Foti in occasione della Messa di Pasqua: al centro comunità, relazioni e rinnovamento interiore
«Dedichiamo questo momento, che precede la Pasqua, a ritrovarci insieme nel senso più autentico di comunità: una comunità che è anche famiglia, unita nel dare valore al concetto di pace». Con queste parole il rettore Enrico Foti ha aperto il suo messaggio augurale alla comunità accademica in occasione della Messa di Pasqua nella Chiesa di San Michele Arcangelo ai Minoriti di Catania.
Il rettore ha sottolineato come, «in un contesto internazionale complesso e critico, l’impegno dell’Ateneo è quello di educare le nuove generazioni a una solida cultura della pace». «Alle nostre studentesse e ai nostri studenti, che sono il centro del nostro lavoro, rivolgo un augurio particolare: continuate a costruire il vostro percorso con impegno e fiducia – ha aggiunto -. Un sincero ringraziamento va ai docenti e a tutto il personale dell’Ateneo, che ogni giorno contribuisce, con dedizione, alla vita della nostra comunità. Con questo spirito, auguro a tutti noi, famiglia dell'Università di Catania, di vivere questo tempo come un’occasione di rinnovamento personale e collettivo».

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti
A seguire, nel suo intervento, Arianna Rotondo, direttrice dell’Ufficio di Pastorale universitaria, ha messo al centro il tema delle relazioni, fondamentale nella vita degli studenti evidenziando «il contrasto tra una quotidianità apparentemente “protetta” e le difficoltà del mondo esterno, che rendono più complesse le relazioni». «Il percorso proposto punta proprio all’apertura, attraverso incontri, esperienze di comunicazione e teatro sociale, e momenti comunitari capaci di rafforzare il senso di appartenenza», aggiunto Arianna Rotondo, affiancata nel suo compito dal vice direttore Ufficio di Pastorale universitaria padre Narciso Sunda SJ.
Particolare importanza assume, in questo contesto, il coinvolgimento diretto degli studenti nella Via Crucis, con testi e meditazioni da loro scritti: un’occasione per esprimersi e vivere la liturgia in modo partecipato. La docente ha concluso il suo intervento con un invito «all’umiltà e alla disponibilità del cuore, condizioni essenziali per costruire relazioni autentiche».

La docente Arianna Rotondo, direttrice dell'Ufficio di Pastorale universitaria
La messa - curata dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Universitaria - è stata celebrata da don Vincenzo Branchina, vicario generale della Arcidiocesi di Catania che, dopo aver portato i saluti dell’arcivescovo mons. Luigi Renna, ha proposto una riflessione teologica sulla Pasqua come evento da preparare interiormente.
«L’imprevisto cristiano non è nelle difficoltà della vita, ma nella rivelazione di un Dio che si manifesta nella debolezza della croce – ha detto -. Gesù, infatti, mostra un volto di Dio lontano dalle aspettative umane: non potente e trionfante, ma capace di soffrire, donarsi totalmente e restare fedele fino alla fine. È proprio in questa apparente sconfitta che si compie la vittoria dell’amore. La Pasqua diventa così un invito ad accogliere questo mistero e a lasciarsi trasformare, anche senza comprenderlo pienamente».

Un momento della celebrazione di don Vincenzo Branchina