Unict ha aderito alla Notte Europea dei Musei 2026 con aperture straordinarie, visite guidate, incontri e attività nei luoghi simbolo del patrimonio culturale e scientifico dell’ateneo
Un viaggio tra collezioni rare, astronomia, biodiversità, letteratura e memoria scientifica. Anche quest’anno l’Università di Catania ha aderito alla Notte Europea dei Musei trasformando i propri spazi in luoghi vivi di scoperta, incontro e condivisione.
Dalle sale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane al Planetario di Città della Scienza, passando per l’Orto Botanico, Villa Cerami e il Giardino di via Biblioteca, il pubblico – oltre duemila i presenti sabato sera - ha vissuto un’esperienza immersiva tra storia, ricerca e patrimonio culturale, grazie a un ricco programma di iniziative gratuite e aperture straordinarie.
L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, si svolge in contemporanea dal 2005 in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.

Lo scheletro dell’elefante nano Paleoloxodon falconeri
Al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane il protagonista è l’elefante nano della Sicilia preistorica
Un flusso continuo di visitatori ha varcato il portone del Palazzo centrale dell’Università di Catania per partecipare alla Notte Europea dei Musei e scoprire il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane.
Tra turisti, famiglie, cittadini e tantissimi giovani, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, in un continuo flusso di persone affascinate dal patrimonio custodito nelle sale museali dell’Ateneo.
Ad accogliere il pubblico, l’antico gonfalone e il prezioso arazzo del Siculorum Gymnasium, simboli della lunga storia dell’Università di Catania.
Ma il vero protagonista della serata è stato senza dubbio lo scheletro dell’elefante nanoPaleoloxodon falconeri, l’esemplare endemico vissuto in Sicilia fino a 400mila anni fa, che ha catturato l’attenzione e la curiosità di grandi e piccoli.
Davanti allo scheletro dell’antico pachiderma si sono fermati in tanti, tra stupore, fotografie e domande, trasformandolo nell’attrazione più ammirata dell’intero percorso espositivo.
Sala dopo sala, i visitatori hanno potuto immergersi in un viaggio tra collezioni scientifiche, archeologiche, botaniche, mineralogiche e naturalistiche che raccontano il valore storico, artistico e documentale del patrimonio universitario catanese. Ceramiche e reperti archeologici, pergamene di laurea settecentesche, antichi strumenti scientifici, microscopi, tavole di architetti siciliani, minerali, insetti, sementi e animali impagliati hanno restituito l’immagine di un museo capace di intrecciare ricerca, memoria e divulgazione.
Il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane offre infatti una sintesi delle numerose collezioni custodite nelle strutture museali dell’Ateneo – dal Monastero dei Benedettini all’Orto Botanico, dal Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle a Villa Zingali Tetto, dalla Torre Biologica a Città della Scienza – valorizzando non solo il patrimonio materiale, ma anche le tradizioni della ricerca e le testimonianze delle grandi personalità dell’Università.
L’apertura straordinaria serale, organizzata nell’ambito della Notte Europea dei Musei, si è confermata una preziosa occasione per avvicinare nuovi pubblici alla cultura scientifica e museale dell’Ateneo. A guidare i visitatori lungo il percorso, studenti di diversi corsi di laurea, insieme a docenti e personale tecnico-amministrativo, che hanno accompagnato il pubblico in un dialogo coinvolgente tra storia, scienza, cultura e territorio.

Parte degli studenti e studentesse insieme con i docenti e personale tecnico-amministrativo che hanno guidato i visitatori al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane (foto di Anna Tusa)
Alla Città della Scienza il Planetario e gli esperimenti conquistano il pubblico
Numerosi visitatori hanno affollato anche gli altri spazi dell’Università di Catania coinvolti nella Notte Europea dei Musei, trasformando l’intera serata in un grande percorso diffuso tra scienza, cultura, natura e letteratura. Tra le strutture più apprezzate dal pubblico, grande successo ha registrato soprattutto Città della Scienza, presa d’assalto da famiglie, giovani e curiosi attratti dalle attività dedicate alla divulgazione scientifica.
Gli spazi della struttura universitaria di via Simeto hanno accolto centinaia di persone desiderose di vivere un’esperienza immersiva tra astronomia, esperimenti e dimostrazioni interattive. Particolarmente seguite le visite guidate al Planetario, che hanno accompagnato i visitatori in affascinanti percorsi di approfondimento dedicati all’universo, alle stelle e ai fenomeni astronomici.
Grande interesse anche per le attività laboratoriali e le dimostrazioni scientifiche proposte durante la serata: biologia, chimica, fisica, geologia e intelligenza artificiale hanno catturato l’attenzione del pubblico, offrendo occasioni di scoperta e confronto in un clima coinvolgente e partecipato. Bambini, studenti e adulti hanno potuto osservare da vicino esperimenti e installazioni, confermando ancora una volta il ruolo di Città della Scienza come luogo centrale della divulgazione scientifica dell’Ateneo catanese.
L’iniziativa, co-organizzata dal Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia - CSFNSM nell’ambito del Mese della Ciminiera Scientifica, ha contribuito ad animare uno degli appuntamenti più partecipati della Notte Europea dei Musei targata Unict.

Visitatori alla Città della Scienza
Partecipazione e interesse anche nelle altre sedi coinvolte dall’iniziativa. All’Orto Botanico, il workshop Orto in vetro: costruiamo un terrario, curato da Officine Culturali, ha offerto ai partecipanti un’esperienza dedicata al rapporto tra natura, osservazione e cura del verde all’interno del giardino scientifico dell’Università.
Nel giardino di Villa Cerami del Dipartimento di Giurisprudenza, invece, il pubblico ha seguito l’incontro Abitare neurodivergente: La città autistica, inserito nella rassegna “Abitare, infinito presente ’26”, dedicato al rapporto tra autismo e spazio urbano a partire dal volume di Alberto Vanolo.
Al giardino di Via Biblioteca, all'interno del Monastero dei Benedettini, invece, si è tenuta la presentazionedel romanzo di Laura SicignanoLa lingua bruciata, N.Y. 1911 (Il Canneto) alla presenza della prorettrice Lina Scalisi, della direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche Stefania Rimini e del presidente di Officine culturali Francesco Mannino.

Un momento della presentazione del libro di Laura Sicignano











