Un’aula a cielo aperto da scoprire e valorizzare

Studenti di Unict nella Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande tra biodiversità e turismo sostenibile

Alfio Russo
Uno scorcio dell'area protetta
Uno scorcio dell'area protetta
Uno scorcio dell'area protetta
Uno scorcio dell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta
Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta

Una "lezione" immersa nella natura, tra canyon calcarei, piante rare e fauna selvatica, per trasformare la teoria in esperienza diretta. Grande partecipazione ed entusiasmo per gli studenti dei corsi di laurea in Scienze Biologiche e di Progettazione del turismo sostenibile dell’Università di Catania, protagonisti di un’attività didattica outdoor nella Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grande nel Siracusano, uno dei patrimoni naturalistici più preziosi della Sicilia per la straordinaria bellezza della flora spontanea, fauna e paesaggio vegetale.

A guidare gli oltre cinquanta studenti sono stati i docenti Saverio Sciandrello di Botanica e Carmelo Fruciano di Zoologia del corso di laurea in Scienze Biologiche insieme con il prof. Gianpietro Giusso del Galdo di Botanica del corso di laurea magistrale in Progettazione del turismo sostenibile, culturale e naturalistico dell’Università di Catania. 

Alcuni partecipanti all'escursione

Alcuni partecipanti all'escursione nell'area protetta

«La didattica outdoor è un approccio pedagogico che utilizza l'ambiente esterno (parchi, cortili, natura) come contesto di apprendimento attivo, basato sull'esperienza diretta e il movimento – spiegano i docenti -. Favorisce il benessere fisico e mentale, riduce lo stress e stimola la curiosità, l'apprendimento esperienziale e la collaborazione tra studenti».

Gli studenti, nel corso della escursione, hanno potuto ammirare la ricchezza di specie e habitat naturali della Riserva Naturale di Pantalica e Valle dell'Anapo, un ecosistema ben conservato e gestito dove la forza millenaria dei fiumi Anapo e Calcinara ha scavato profondi canyon nella roccia calcarea, creando un paesaggio unico che fonde natura selvaggia e storia antica. Un patrimonio naturalistico gestito con cura e dedizione dal Dipartimento per lo Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana (Servizio per il Territorio di Siracusa).

In campo i giovani esploratori hanno osservato e analizzato alcune delle famiglie botaniche trattate durante il corso di Botanica come le Asteraceae, Liliaceae, Iridaceae, Poaceae, Papilionaceae, Lamiaceae, Boraginaceae, Rosaceae, Solanaceae, Papaveraceae, Brassicaceae, Ranunculaceae, Scrophulariceae, Fagaceae

Un momento della "lezione" all'aperto

Un momento della "lezione" all'aperto

Analogamente, nel corso dell’escursione gli studenti hanno potuto osservare svariate specie animali, alcune immediatamente riconoscibili (come rane e girini, avannotti di pesci), altre meno conosciute al grande pubblico (svariati gruppi di insetti) appartenenti ad alcuni dei gruppi di animali che gli studenti imparano a conoscere a lezione.

Particolare attenzione è stata prestata al tema della conservazione della flora e della fauna, sulle funzioni ecosistemiche delle comunità vegetali e sul turismo naturalistico sostenibile attraverso il coinvolgimento di studenti in campo, favorendo le interazioni tra gli studenti e il territorio. 

«L’attività è stata mirata anche a sensibilizzare le nuove generazioni alla conservazione della natura e al rispetto delle piante spontanee, puntando l’attenzione sulle formazioni boschive, sulla macchia mediterranea, sulla vegetazione dei corsi d’acqua, e sulle piante rupicole di notevole interesse naturalistico», hanno aggiunto i docenti.

Alcuni partecipanti all'escursione

Alcuni partecipanti all'escursione

In particolar modo sono state ammirate la Trachelium lanceolatum Guss., Urtica rupestris Guss., Erica multiflora L. subsp. hyblaea Domina & Raimondo, Plocama calabrica (L.f.) M.Backlund & Thulin, Lophosciadium nodosum (L.) Lyskov subsp. geniculatum (Guss.) Lyskov, Dianthus rupicola Biv., Coronilla valentina L., Odontites bocconei (Guss.) Walp., Antirrhinum siculum Mill.. 

Un patrimonio botanico prezioso da conoscere e custodire su cui si basano numerosi servizi ecosistemici essenziali per l'umanità, quali la produzione di ossigeno, il sequestro di anidride carbonica dall'atmosfera, il contrasto al dissesto idrogeologico e agli effetti del cambiamento climatico.  

«Escursioni come queste – hanno spiegato i docenti Saverio Sciandrello, Carmelo Fruciano e Gianpietro Giusso del Galdo - rappresentano per gli studenti dei rispettivi corsi di studio una occasione unica per poter coniugare da una parte teoria e pratica della conoscenza dei principali gruppi di animali e piante e dall’altra una percezione più chiara di come più specie di animali e piante, congiuntamente, formino degli ecosistemi unici e sempre più in precario equilibrio».

Studentesse e studenti che hanno partecipato all'escursione

Studentesse e studenti che hanno partecipato all'escursione

Back to top