Alla quarta edizione di “Catania Microelettronica” imprese, ateneo e scuole rilanciano il polo etneo dei semiconduttori: cresce la domanda di talenti, occupazione vicina al 100% e nuove sfide su formazione, ricerca e innovazione
A un anno di distanza, i principali attori globali della microelettronica — con stabilimenti e sedi operative nel territorio etneo — si sono ritrovati allo stesso tavolo per confrontarsi sull’evoluzione tecnologica e sulle sfide produttive che definiranno il prossimo biennio.
L’occasione è stata la quarta edizione di Catania Microelettronica, promossa dal Dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica dell’Università di Catania insieme ad AEIT – sezione di Catania, con il patrocinio della Società Italiana di Elettronica. Un appuntamento che si consolida come snodo strategico di dialogo tra formazione universitaria e sistema industriale e della ricerca nel campo dei semiconduttori e dei sistemi integrati.
Cuore dell’iniziativa l’aula magna “Didattica” di Ingegneria (Edificio 14, Cittadella universitaria), dove lunedì 27 aprile i rappresentanti dei principali player internazionali del settore hanno ribadito il ruolo di Catania come hub dinamico e competitivo per la ricerca avanzata e le applicazioni industriali.
Protagonisti della giornata l’intera filiera: 3SUN, Advantest, Analog Devices, CNR-IMM, EDA Industries, Nexperia, NXP Semiconductors, Renesas Electronics, STMicroelectronics, Technoprobe e Vishay. Le aziende hanno presentato le proprie attività, offerto dimostrazioni dal vivo di dispositivi e prototipi, condotto colloqui conoscitivi con i candidati e risposto alle domande dei partecipanti.
Obiettivo centrale: rafforzare le sinergie tra università e imprese, offrendo a studenti magistrali, neolaureati e dottorandi un confronto diretto con referenti tecnici e HR. In agenda: tesi in collaborazione, tirocini curriculari ed extracurriculari, opportunità di inserimento lavorativo e approfondimenti sui profili professionali più richiesti.

Un momento dell'incontro
La partecipazione di numerose classi degli istituti del territorio ha inoltre rafforzato l’azione di orientamento, mettendo in evidenza le prospettive di un settore in costante crescita e accompagnando le future matricole verso scelte universitarie più consapevoli in ambito STEM. «Le aziende del territorio catanese, in particolare quelle del settore microelettronico – ha esordito Agostino Galluzzo, già presidente della sezione catanese dell’Associazione italiana di Elettrotecnica Elettronica Automazione Informatica e Telecomunicazioni -, si presentano agli studenti per offrire una visione concreta delle opportunità professionali disponibili a livello locale.
Si tratta di percorsi di carriera che, per esperienza diretta, possono risultare estremamente stimolanti: lavori interessanti, che spesso vengono vissuti più come occasioni di crescita che come semplice occupazione. Parliamo, inoltre, di realtà multinazionali, capaci di proiettare i giovani in contesti internazionali, favorendo il confronto con culture, persone e abitudini diverse».
Un interesse confermato, ad esempio, dal dirigente scolastico del Liceo “Fermi” di Paternò, Valter Aloisi: «È la quarta volta che partecipiamo a questa manifestazione – spiega Aloisi -. Quest’anno abbiamo coinvolto 59 studenti del quarto anno del liceo scientifico. L’obiettivo è far conoscere ai nostri ragazzi la realtà del mondo della microelettronica presente nel territorio catanese, che purtroppo rimane ancora poco nota tra i giovani.
Al di là delle attività di orientamento (come i percorsi di Asl/Pcto), esiste infatti un ecosistema industriale ampio e strutturato: non solo le grandi aziende, ma anche tutto l’indotto, che rappresenta una realtà concreta e offre significative opportunità occupazionali. Tuttavia, queste possibilità non sono ancora sufficientemente conosciute. Per questo riteniamo fondamentale avvicinare gli studenti a questo settore, nella speranza che possano maturare interessi e inclinazioni tali da orientarli verso percorsi di studio e professionali in ambito tecnologico, caratterizzati da prospettive lavorative solide e qualificanti. Questo è il nostro obiettivo principale».

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Giovanni Muscato: “Puntiamo a un numero più alto di iscritti ai corsi Dieei”
«L’appeal della nostra offerta formativa è decisamente alto – ha precisato il prof. Giovanni Muscato, direttore del dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica -: tutti i nostri corsi di laurea magistrale registrano una buona partecipazione, e anche le iscrizioni alle triennali sono solide, svolgendo un ruolo propedeutico fondamentale per il proseguimento degli studi. È evidente, tuttavia, che potremmo accogliere un numero ancora maggiore di studenti, soprattutto alla luce della crescente domanda proveniente dalle aziende. Lo dimostrano chiaramente iniziative come questa giornata, che vede la presenza di numerose realtà imprenditoriali: accanto alle aziende storiche, infatti, se ne affiancano molte nuove che si stanno insediando nel territorio».
«Si tratta di imprese in forte espansione, con una chiara esigenza di crescita e ampliamento degli organici – ha proseguito il direttore del Dieei -. Molte di queste aziende stanno attirando professionalità anche dall’esterno, determinando un fenomeno duplice: da un lato il rientro di figure con maggiore esperienza, dall’altro nuove assunzioni provenienti da fuori. Si registra quindi una sorta di “immigrazione di competenze”, dovuta al fatto che il sistema formativo locale non riesce ancora a soddisfare pienamente la domanda attuale. Proprio per questo motivo, durante questa giornata abbiamo coinvolto le scuole, con l’obiettivo di far conoscere più da vicino il territorio e le opportunità offerte, evidenziando come le prospettive occupazionali possano essere non solo numerose, ma anche altamente qualificate».
Sul versante della ricerca, la sinergia con le aziende è già ampiamente consolidata. «Storicamente collaboriamo con STMicroelectronics, con cui abbiamo sviluppato centinaia di progetti congiunti e presso la quale è attivo anche un nostro laboratorio interno – ha ricordato il prof. Muscato -. Attualmente sono in corso progetti di ricerca con NXP Semiconductors, oltre a convenzioni e collaborazioni con Vishay e molte altre realtà del settore. Alcune di queste aziende, in particolare quelle tecnologiche, partecipano direttamente all’offerta formativa, contribuendo con corsi integrati all’interno dei nostri percorsi accademici. Ne deriva uno scambio continuo e strutturato: da un lato attività di ricerca condivise e trasferimento di competenze, dall’altro una presenza reciproca, con il mondo accademico che entra nelle aziende e le aziende che partecipano attivamente alla didattica universitaria».

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Bruno Andò: “Orientamento e incontri con le aziende per contrastare gli abbandoni”
L’attrattività del corso di laurea in Ingegneria elettronica è confermata in modo evidente dai numeri registrati negli ultimi anni: mediamente si contano circa 150 nuove immatricolazioni ogni anno. Questo dato testimonia un interesse costante e significativo da parte degli studenti, come rileva il presidente del corso triennale Bruno Andò.
«Per chi intende intraprendere una carriera nell’ambito dell’ingegneria elettronica, il corso di primo livello rappresenta uno step fondamentale. Il nostro obiettivo è renderlo sempre più attrattivo, agendo su diversi fronti – spiega il prof. Andò -. In primo luogo, puntiamo su un’intensa attività di orientamento nelle scuole, promossa dal Dipartimento. Personalmente partecipo a incontri e presentazioni per illustrare agli studenti il valore del percorso formativo: il corso triennale consente infatti di acquisire solide competenze di base nelle discipline matematiche e fisiche, insieme a conoscenze più specialistiche nei settori caratterizzanti dell’ingegneria elettronica, come l’automazione, le telecomunicazioni e l’elettronica stessa».
Questo percorso apre sia alla prosecuzione degli studi sia all’ingresso nel mondo del lavoro. I dati mostrano che circa l’80% degli studenti sceglie di proseguire con un corso di laurea magistrale, mentre una quota compresa tra il 12% e il 15% si inserisce direttamente nel mercato del lavoro già dopo la laurea triennale.
«Come in molti altri corsi di laurea – aggiunge il docente -, anche nel nostro caso si registra un certo tasso di abbandono. Per contrastarlo, mettiamo in campo diverse azioni mirate, tra cui iniziative di orientamento in itinere e un forte coinvolgimento delle aziende. Organizziamo infatti eventi e momenti di incontro che permettono agli studenti di conoscere da vicino il tessuto industriale del settore elettronico, sia a livello nazionale sia locale. Questo è fondamentale per sviluppare una maggiore consapevolezza delle opportunità professionali e del contesto produttivo in cui potranno inserirsi. A queste attività si affiancano cicli di seminari tenuti direttamente dalle aziende, che rappresentano un’ulteriore occasione di confronto e crescita. Il coinvolgimento del mondo produttivo dimostra il forte interesse delle imprese verso la formazione degli studenti e consente di integrare il percorso accademico tradizionale con contributi pratici e aggiornati».
Già durante il triennio, infatti, gli studenti hanno l’opportunità di acquisire conoscenze, competenze e competenze trasversali (skill) che potranno poi sviluppare e consolidare nel tempo, anche attraverso percorsi di approfondimento autonomo. «Seminare queste basi fin dal primo livello – conclude Andò - è essenziale per costruire profili professionali solidi e competitivi».

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Alfio Dario Grasso: “Per il corso magistrale un tasso di occupazione che sfiora il 100%”
«I dati AlmaLaurea e le statistiche ufficiali – afferma il presidente del corso magistrale in Electronic Engineering, Alfio Dario Grasso - indicano chiaramente la solidità di questo percorso. Nell’anno accademico in corso contiamo 47 iscritti: il 70% proviene dalla laurea triennale del nostro dipartimento, mentre circa il 10% è costituito da studenti internazionali. Un elemento distintivo è rappresentato dal tasso di occupazione: il 100% dei laureati trova lavoro in Sicilia, prevalentemente nella provincia di Catania. Si tratta di un risultato unico a livello di Ateneo, che dimostra concretamente come, nel nostro caso, sia già possibile studiare e lavorare con successo nel territorio».
Anche questo dato, secondo il docente, è strettamente legato al rapporto continuo e strutturato con le imprese. «Tutte le aziende presenti a questo convegno – sottolinea - fanno parte del nostro comitato di indirizzo e contribuiscono attivamente alla definizione del piano di studi, che viene progettato in coerenza con le esigenze del tessuto produttivo locale. È proprio questa sinergia a consentire ai nostri studenti di inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro, spesso ancora prima di conseguire il titolo. Nella recente sessione di laurea del 21 aprile, su 10 laureandi, 6 avevano già un contratto firmato, mentre gli altri avevano comunque completato percorsi di inserimento in azienda».
Questi risultati rappresentano uno stimolo importante, ma evidenziano anche una criticità: i numeri restano insufficienti rispetto al fabbisogno del territorio. Sebbene i 47 iscritti superino la media nazionale, non sono ancora adeguati a coprire la domanda espressa dalle imprese locali. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare questo numero nei prossimi tre anni. «In questa direzione – aggiunge il prof. Grasso -, stiamo lavorando per rendere il corso sempre più attrattivo, comunicando con maggiore efficacia le concrete opportunità occupazionali offerte, in un contesto internazionale altamente dinamico e con prospettive di carriera significative. Un ulteriore indicatore rafforza questo quadro: a un anno dalla laurea, la retribuzione media dei nostri neolaureati è superiore di circa il 10% rispetto alla media nazionale. Questo significa che, oggi, un laureato a Catania in questo ambito può raggiungere livelli retributivi persino superiori rispetto a quelli di atenei storicamente considerati di riferimento, come il Politecnico di Torino».

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Salvatore Pennisi: “Incrementare la qualità della formazione per studenti sempre più motivati e consapevoli”
«Anno dopo anno, “Catania Microelettronica” ha registrato una crescita significativa – riflette il prof. Salvatore Pennisi, ordinario di Elettronica e consigliere Sie, tra i promotori dell’evento -, testimoniata dalla partecipazione sempre più ampia di aziende, scuole e centri di ricerca. Un segnale chiaro della sua capacità di consolidarsi come punto di riferimento per il territorio». Il valore dell’iniziativa è duplice, secondo Pennisi: «Da un lato, offre un’importante occasione per far conoscere al territorio le realtà industriali del settore: i loro piani di sviluppo, gli investimenti in corso e le concrete opportunità professionali disponibili a livello locale. Dall’altro, svolge una funzione cruciale di orientamento».
«In un contesto segnato dalla crisi demografica, che porterà inevitabilmente a una riduzione del numero di iscritti, diventa essenziale puntare con decisione sulla qualità della formazione – aggiunge -. Ciò significa, in particolare, contrastare in modo efficace l’abbandono universitario, che colpisce in misura rilevante i corsi di laurea — soprattutto in ambito ingegneristico. Diventa quindi fondamentale formare studenti motivati e consapevoli, capaci di comprendere sia le sfide che li attendono sia le opportunità offerte dal territorio». In questa prospettiva, suggerisce in conclusione Pennisi, l’università è chiamata a rafforzare ulteriormente il proprio impegno nell’orientamento, affrontando con maggiore profondità il tema della crisi demografica: non inseguire grandi numeri, ma investire sulla qualità.

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