Verde d'Estate, il viaggio tra i tesori viventi dell'Orto Botanico

Tra specie rare, alberi monumentali e api, una passeggiata guidata per riscoprire il patrimonio naturale dell'Università di Catania

La vasca acquatica
Stefano Andreoli mentre mostra alcune piante
Un momento della visita guidata
Stefano Andreoli e la vasca acquatica
Un momento della visita guidata
Un'area dell'Orto Botanico
Un momento della visita guidata

C'è un luogo nel cuore di Catania dove la natura racconta storie che attraversano continenti, secoli ed evoluzione. È l'Orto Botanico dell'Università di Catania che con la passeggiata guidata Verde d'Estate ha accompagnato visitatori di ogni età in un viaggio emozionante tra alberi monumentali, specie rare e biodiversità. 

Un percorso guidato organizzato da Officine Culturali che ha trasformato una semplice visita in un'esperienza di scoperta e meraviglia, ricordando come ogni pianta - proveniente da ogni parte del mondo, tra curiosità botaniche e nozioni di biodiversità -, ogni fiore e ogni ape custodiscano un equilibrio prezioso da conoscere e proteggere.

I numerosi visitatori, infatti, hanno avuto l'opportunità di conoscere la storia dell'Orto Botanico, le sue collezioni e il delicato equilibrio che lega piante, insetti impollinatori e ambiente.

Ad accogliere il gruppo è stata la guida di Officine Culturali, Stefano Andreoli, che ha ripercorso le origini dell'Orto Botanico, fondato nel 1858 dal monaco benedettino Francesco Tornabene, tra i primi docenti della cattedra di Botanica dell'Università di Catania. 

Alcune piante grasse presenti all'Orto Botanico

Alcune piante grasse presenti all'Orto Botanico

«Dobbiamo intendere l'Orto Botanico come un vero e proprio museo. La differenza è che qui non abbiamo oggetti inanimati esposti, ma organismi viventi: proprio per questo lo definiamo un museo dinamico, che cambia con il tempo», ha spiegato Stefano Andreoli raccontando come il giardino scientifico continui ancora oggi a essere un luogo dedicato alla ricerca, alla conservazione e alla divulgazione.

Il percorso si è sviluppato tra alcune delle collezioni più rappresentative dell'Orto. Dalle maestose Dracaena draco, note come alberi del drago per la caratteristica resina rossastra, alle numerosissime specie di palme custodite nel giardino botanico. 

La visita è poi proseguita davanti alle vasche dedicate alle piante acquatiche, dove i partecipanti hanno osservato ninfee e fiori di loto, soffermandosi sui loro particolari meccanismi di impollinazione. Dalle curiosità dei visitatori è nato un approfondimento sulle differenze tra loto e ninfea e sulle strategie evolutive adottate da queste specie per favorire l'impollinazione e aumentare la variabilità genetica.

Tra le tappe più apprezzate anche la serra tropicale, dove trovano spazio specie provenienti da diversi continenti, come mango, banano e plumeria. Qui la guida ha illustrato il rapporto tra clima e adattamento delle piante, soffermandosi anche sul tema delle specie aliene invasive. Osservando un eucalipto, una partecipante ha notato la particolare consistenza del tronco, definendolo «molto morbido» e «fresco», permettendo così di spiegare le caratteristiche della corteccia e degli oli essenziali che rendono questa pianta facilmente riconoscibile.

La vasca acquatica

La guida Stefano Andreoli e la vasca acquatica

Non è mancata una visita all'Orto Siculo, sezione unica dedicata esclusivamente alla flora della Sicilia. Passeggiando tra gli ambienti che riproducono la macchia mediterranea, il bosco termofilo e le zone umide, i partecipanti hanno scoperto il valore del carrubo, pianta profondamente legata alla tradizione siciliana, e della rarissima Zelkova sicula, specie endemica scoperta nel 1991 e oggi inserita tra quelle a rischio di estinzione. «È una delle piante più importanti che abbiamo all'interno dell'Orto Botanico», ha sottolineato la guida Stefano Andreoli, spiegando gli studi avviati per garantirne la conservazione.

L'ultima tappa del percorso si è svolta davanti all'arnia didattica installata da Officine Culturali, dove l'attenzione si è spostata sul ruolo fondamentale delle api. Osservando l'attività dell'alveare, la guida ha spiegato come la sopravvivenza di gran parte delle piante da fiore dipenda proprio dagli insetti impollinatori.

«Sempre più spesso non si parla soltanto di evoluzione, ma di co-evoluzione, perché specie diverse che vivono nello stesso ambiente si condizionano a vicenda. Questo rapporto raggiunge il suo massimo quando si parla di fiori e api», ha spiegato la guida. Un messaggio che si è concluso con una riflessione sulla tutela degli ecosistemi: «Il mantenimento degli equilibri della natura non è fondamentale per la sopravvivenza dell'ape, ma per la nostra. Se questi equilibri vengono compromessi, il problema è dell'uomo».

"Verde d'Estate" ha confermato ancora una volta il ruolo dell'Orto Botanico dell'Università di Catania come luogo di ricerca, conservazione e divulgazione scientifica, capace di avvicinare il pubblico alla conoscenza del patrimonio naturale attraverso un percorso coinvolgente, accessibile e ricco di spunti di riflessione.

Hanno collaborato Pierluigi Bianca, Giovanna Cosentino e Federico Greco

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