Verso l’accreditamento Anvur 2027: la Dirigenza al centro del sistema AVA 3

Unict rafforza il proprio sistema di Assicurazione della Qualità puntando sul ruolo strategico della governance tecnico-amministrativa. «La dirigenza nel sistema di assicurazione della qualità, in particolare in AVA 3, è centrale», spiega Maria Nardo

Alfio Russo

In vista della visita di accreditamento periodico dell’Anvur prevista per il 2027, l’Università di Catania prosegue il percorso di rafforzamento del proprio sistema di Assicurazione della Qualità. 

Il Presidio della Qualità di Ateneo, a tal proposito, ha promosso un nuovo momento di confronto e approfondimento dedicato alla Dirigenza, figura chiave nell’attuazione concreta delle strategie istituzionali.

Il seminario Ambito B – AVA 3 Governo e gestione delle risorse: il ruolo della Dirigenza si inserisce in questo percorso formativo con l’obiettivo di riflettere sul contributo strategico della governance tecnico-amministrativa all’interno del modello AVA 3

In particolare, l’Ambito B richiama con forza la responsabilità dell’ateneo nel dimostrare l’efficacia del proprio sistema di governo e la coerenza tra pianificazione strategica, allocazione delle risorse e risultati conseguiti nella didattica, nella ricerca e nella terza missione.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del Presidio della Qualità di Ateneo, prof. Gianluca Giustolisi, è intervenuta Maria Nardo, docente di Economia aziendale all’Università della Calabria, componente del Nucleo di Valutazione dell’ateneo catanese ed esperta di Sistema Anvur. 

Tra i presenti anche il direttore generale Corrado Spinella, il presidente del Nucleo di ValutazioneGiovanni Cascone e la dott. Ione Zuccarello componente del Presidio della Qualità dell'ateneo catanese.

L’intervista che segue approfondisce alcuni temi centrali: come superare la visione della gestione delle risorse come mera funzione tecnico-amministrativa per renderla leva strategica e proattiva nel monitoraggio dei risultati; quali siano le criticità più ricorrenti nella documentazione e nella tracciabilità dei processi decisionali, e quali evidenze predisporre per dimostrare la coerenza tra scelte allocative e linee strategiche; come bilanciare le esigenze di compliance e rigore procedurale richieste dal modello AVA 3 con la necessità di semplificazione amministrativa e valorizzazione delle competenze interne.

Il modello AVA 3 pone un forte accento sulla capacità dell'Ateneo di dimostrare l'efficacia del proprio sistema di governo. In questa prospettiva, come può la Dirigenza assicurare che la gestione delle risorse (Ambito B) non sia percepita solo come un supporto tecnico-amministrativo, ma diventi parte integrante e proattiva del monitoraggio dei risultati della didattica e della ricerca in vista della visita del 2027?

«La dirigenza nel sistema di assicurazione della qualità, in particolare in AVA 3, è centrale – ha detto la prof.ssa Maria Nardo -. È centrale perché l'ambito B rappresenta una novità di AVA 3. Nei precedenti sistemi non era chiaramente esplicitato. Tutta la parte legata alla gestione delle risorse dove i dirigenti sono fondamentali è una novità di AVA 3. L'ambito B riguarda diverse tematiche, basti pensare alla capacità di attuare obiettive e strategie sulle infrastrutture».

«Quando parliamo di infrastrutture ci riferiamo anche ai sistemi che riguardano la comunicazione piuttosto che le reti – ha aggiunto -. C'è una parte destinata alla gestione delle risorse finanziarie nell'ambito B, ovvero alla sostenibilità, anche prospettica, che tiene conto della capacità di poter erogare servizi di qualità considerato il numero degli studenti e i cambiamenti che si verificano in un contesto universitario. Indubbiamente il ruolo della dirigenza non può essere circoscritto soltanto all'ambito B del modello AVA 3, ma in modo trasversale interviene su tutti gli altri ambiti: sui dipartimenti e sui dottorati di ricerca ad esempio perché l'integrazione delle attività della parte accademica e del personale tecnico-amministrativo è fondamentale».

In foto da sinistra Gianluca Giustolisi, Maria Nardo, Giovanni Cascone e Corrado Spinella

In foto da sinistra Gianluca Giustolisi, Maria Nardo, Giovanni Cascone e Corrado Spinella

Considerata la sua esperienza come esperta di Sistema Anvur, quali sono, a suo avviso, le criticità più frequenti che la Dirigenza incontra nel documentare la 'tracciabilità' dei processi decisionali? In particolare, quali tipi di evidenze documentali consiglia di predisporre per dimostrare che l'allocazione delle risorse sia effettivamente coerente con le linee strategiche di Ateneo?

«Uno dei problemi principali che sta vivendo il sistema universitario e in generale le università pubbliche e il sistema delle pubbliche amministrazioni è la carenza di risorse – ha detto la prof.ssa Maria Nardo -. La carenza di risorse in un mondo dove il capitale umano è fondamentale, come appunto le università, si traduce in un insufficiente numero di persone che possono svolgere i servizi e le attività. La dirigenza, dunque, si trova a dover gestire contemporaneamente, con risorse disponibili limitate, sia le risorse umane, sia una miriade di servizi, in un sistema sempre più complesso. In questo modo si tende a lavorare per emergenza».

«Lavorare per emergenza contrasta il modello AVA 3, dove la programmazione, il ciclo di Deming è fondamentale – ha aggiunto -. Ne consegue che un dirigente deve governare il sistema, raggiungere gli obiettivi nei termini, creare dei flussi tracciati di tipo documentale in modo tale che quando verrà il soggetto controllore la documentazione è completa e i servizi di qualità».

«L’importante è essere consapevoli delle criticità, individuare quali sono le misure correttive – ha spiegato -. È il sistema che ti porta a non avere uno scollamento tra quello che fai e quello che poi vai a documentare, l'evidenza documentale non deve però sacrificare la semplificazione».

«Noi dobbiamo lavorare per semplificare, non è importante avere migliaia di indicatori, ma è importante avere un sistema che ci permette di dare alle persone giuste, nel momento giusto, con un sistema rodato, condiviso, gli indicatori necessari per fare la valutazione affinché la scelta sia la scelta migliore – ha tenuto a precisare l’esperta del Sistema Anvur -. Ci stiamo focalizzando forse troppo sullo strumento che, invece, è il supporto del fine ultimo». 

«Dobbiamo essere in grado di individuare pochi indicatori, ma necessari, affinché quando la governance chiede un'informazione, per assumere una decisione, abbia quei numeri che permettono di assumere con consapevolezza la scelta tra diverse alternative - ha spiegato la prof.ssa Maria Nardo -. Lo stesso vale per i corsi di studio, se un coordinatore deve prendere le decisioni (allargare o non allargare il numero degli studenti) l'importante è che la decisione sia presa sulla base di dati affidabili certi e in un'ottica del fare e fare bene».

All'interno dei requisiti dell'Ambito B, molta importanza è data alla qualità dei servizi e alla crescita del personale. Come può il ruolo del Dirigente bilanciare la crescente richiesta di compliance e rigore procedurale imposta da AVA 3 con la necessità di semplificazione amministrativa e valorizzazione delle competenze interne all'Ateneo?

«Il dirigente deve bilanciare la crescente richiesta con il rigore procedurale – ha spiegato la prof.ssa Maria Nardo -. Il modello Ava3 ha punti di attenzione, ambiti, richiede evidenza documentale, è un sistema che potrebbe anche essere percepito rigido». 

«Al tempo stesso è un sistema che pone l'attenzione su dei temi centrali – ha aggiunto -. Se lo percepiamo come un appesantimento, un qualcosa che dobbiamo fare perché serve periodicamente rispondere alle domande dell'Anvur e avere quel giudizio (A, B, soddisfacente, non soddisfacente) non andremo da nessuna parte. Se, invece, questo sistema lo viviamo pensando che ciò che stiamo facendo tornerà utile, noi riusciremo indirettamente, senza nemmeno renderci conto, a semplificare il modello. Perché andremo sulle cose che ci servono veramente per il bene del nostro ateneo e, in particolare, dei nostri studenti».

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