Violenza di genere, un percorso strutturale per il recupero degli autori

Il protocollo tra Udepe Catania, Ulepe Siracusa e Cuav “Il Primo Passo” rafforza i programmi di recupero attraverso presa in carico psicoeducativa e monitoraggio dei percorsi

Alfio Russo

Rendere strutturale l’invio degli autori di violenza di genere ai programmi di recupero, assicurando un percorso definito di presa in carico, accompagnamento psicoeducativo e monitoraggio dell’andamento degli interventi. 

È questo l’obiettivo centrale del protocollo di collaborazione sottoscritto dall’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Catania, dall’Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna di Siracusa e dal Cuav - Centro per Uomini autori di violenza “Il Primo Passo” dell’APS Centro FamigliE. 

L’intesa formalizza e rende più strutturata una collaborazione sul territorio già avviata da oltre quattro anni, definendo compiti, procedure e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.

Il protocollo riguarda in particolare gli autori di violenza di genere, fisica o psicologica, commessa in ambito familiare o nelle relazioni affettive, e punta a dare piena attuazione ai programmi di recupero previsti dall’art. 165, comma 5, del Codice penale. 

L’obiettivo è affiancare all’esecuzione della sanzione un intervento specifico sul comportamento violento, nella prospettiva di favorire la consapevolezza della gravità degli atti commessi e contribuire alla riduzione del rischio di recidiva, attraverso un percorso qualificato e verificabile.

Nel concreto, l’Udepe di Catania e l’Ulepe di Siracusa comunicheranno al condannato l’obbligo di attivare il programma di recupero, indicando la possibilità di svolgerlo nei locali del Cuav “Il Primo Passo”. Il Centro procederà quindi alla presa in carico dell’autore di violenza e alla definizione di un percorso psicoeducativo personalizzato, calibrato sulle caratteristiche e sui bisogni della persona e finalizzato a intervenire sui comportamenti violenti e sui meccanismi che li alimentano.

Il percorso non si esaurisce nella presa in carico iniziale. Il Cuav si impegna infatti a seguire l’evoluzione del programma e a relazionare periodicamente all’Autorità giudiziaria e agli Uffici di esecuzione penale esterna sull’andamento del trattamento. In questo modo, l’attività del Centro viene inserita all’interno di un sistema di collaborazione e di monitoraggio che consente agli Uffici EPE di verificare il regolare svolgimento del percorso e di intervenire qualora emergano situazioni di irregolarità.

Si tratta dunque di un modello integrato nel quale la dimensione penale e quella del recupero dell’autore di violenza procedono insieme. La sanzione non viene considerata come l’unico strumento di intervento, ma viene affiancata da un lavoro specifico sul comportamento violento, sulla responsabilizzazione e sulla consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Un approccio che punta a tutelare le vittime e, al tempo stesso, a intervenire sui fattori che possono alimentare il rischio di reiterazione della violenza.

A siglare l’intesa, nella sede dell’associazione catanese di via Lavaggi 7, sono stati il presidente del Centro FamigliE, Antonello Arculeo, psicologo e psicoterapeuta, e la dirigente dell’Udepe di Catania, Maria Pia Fontana. Il protocollo coinvolge anche l’Ulepe di Siracusa, rafforzando così il lavoro di rete tra gli uffici dell’esecuzione penale esterna e il centro specializzato nella presa in carico degli uomini autori di violenza.

I rappresentati di Udepe, Ulepe e Cuav

I rappresentati di Udepe, Ulepe e Cuav

“Registriamo una crescita costante, di circa il 30%, delle persone che chiedono di intraprendere un percorso con noi. Abbiamo già superato i numeri, già molto alti, del 2025 – ha dichiarato il presidente di Centro FamigliE Antonello Arculeo – Mi riferisco soprattutto al lavoro primario del Cuav, quello con soggetti sottoposti a provvedimento giudiziario e con le persone raggiunte da ammonimento dalla Questura”. E aggiunge. “La firma di questo protocollo è un momento importante perché credo sia fondamentale dare una cornice istituzionale a questo percorso, per rendere più forte e significativo il nostro impegno quotidiano nel contrasto alla violenza maschile contro le donne. Percorso che, nel territorio etneo, è iniziato otto anni fa”. 

“Questo protocollo - ha sottolineato la Dirigente dell’Udepe dott.ssa Maria Pia Fontana – è frutto di un’operatività che si è consolidata attraverso la prassi quotidiana, con un confronto costante tra gli operatori. I contenuti dell'Accordo non riflettono format generici o statici ma sono l'esito di una collaborazione sul campo dinamica, un lavoro "artigianale" ritagliato sui bisogni della nostra utenza e sono il frutto di una condivisione concreta di metodi e strumenti”. 

 “Compito dell’Udepe è fungere da sentinella nel caso in cui si verifichino situazioni di irregolarità durante il percorso – ha aggiunto -. La nostra funzione, demandata al gruppo interdisciplinare Codice Rosso, composto da assistenti sociali, psicologi e agenti di polizia penitenziaria, non è solo di garanzia e supervisione complessiva e di valutazione sui risultati dei percorsi di recupero, ma anche di sicurezza sociale. Un lavoro integrato per garantire programmi di qualità agli autori di violenza di genere, percorsi che tutelano le vittime e la comunità tutta”. 

Per la dott.ssa Gabriella Picco, direttrice dell’Ufficio locale di Esecuzione Penale Esterna di Siracusa – c’era il bisogno di formalizzare, di mettere su carta il lavoro di rete, definendo compiti reciproci e i passaggi. Il fenomeno della violenza di genere non è un fenomeno destinato a diminuire, anzi è in crescita e per questo dobbiamo farci trovare pronti. La rete è fondamentale per tenere insieme due aspetti: quello dell’esecuzione pensale e quello del percorso di recupero dell’autore di maltrattamenti”. 

Nella sede di via Lavaggi, alla firma del protocollo di collaborazione erano tra gli altri presenti la dott.ssa Simona Carla Verborosso, Comandante del Nucleo di Polizia Penitenziaria dell'Udepe di Catania e la dott.ssa Barbara Murabito, responsabile area misure e sanzioni di comunità. 

Dell’équipe Cuav “Il Primo Passo” erano presenti la dott.ssa Valeria Squatrito, psicologa e psicoterapeuta, il dott. Salvatore Scardilli, psicologo e piscoterapeuta e l’avvocata Valentina Armenia. 

Back to top