Vipere, leoni e dinosauri: la guerra goliardica del Palio d’Ateneo

Gli studenti di Unict trasformano la competizione in uno spettacolo di colori, cori e follia creativa: non solo sport, ma orgoglio, identità e puro caos universitario

Carlotta Fortuna
Il team di Medicina alla Villa Bellini
Dario Giuseppe Di Guardia prima di vestire i panni di Spider Med
Il vessillo di Medicina
Uno degli slogan di Medicina
Il team di Ingegneria alla Villa Bellini
Uno degli slogan di Ingegneria
Francesco Garra di Ingegneria
Il team di Ingegneria in via Etnea
Il team di Ingegneria in via Etnea
Il team di Ingegneria in via Etnea
Il Muro viola di Economia
Il team di Economia in via Etnea
Studenti di Economia
Studenti di Economia
Il team del Disum al Monastero dei Benedettini
Chiara Caruso e Gaia Castro del Disum
Supporter del Disum
Supporter del Disum
Coreografie delle studentesse del Disum
Supporter del Disum
Lo striscione "Forza Disum"
Giulio Traina del Disum
Il team del Disum alla Villa Bellini
Il team del Disum alla Villa Bellini
Gli abiti carnascialeschi "omaggiati" da Farmacia
Gli abiti carnascialeschi "omaggiati" da Farmacia
Gli abiti carnascialeschi "omaggiati" da Farmacia
Gli abiti carnascialeschi "omaggiati" da Farmacia

Cori, urla, rombo delle tifoserie che si rincorrono tra bandiere gigantesche e fumogeni colorati. Ma anche rulli di tamburi e in mezzo supereroi, gladiatori, serpenti di Medusa, dinosauri viola e, perfino, una Pantera rosa che danza tra la folla. 

Benvenuti al Palio d’Ateneo dell’Università di Catania, dove la competizione smette di essere soltanto una gara e diventa un carnevale epico di adrenalina, goliardia e appartenenza.

Qui nessuno si limita a tifare. Gli studenti cuciono costumi fino a notte fonda, dipingono striscioni enormi, inventano slogan e preparano coreografie degne di una curva da stadio. 

Ogni team, in rappresentanza del proprio dipartimento, entra nell’arena come un piccolo regno pronto alla battaglia: Medicina, detentrice del Palio, sfodera le sue Furie Rosse, Ingegneria ruggisce con i suoi Leoni strategici, Economia risponde a colpi di ironia e dinosauri ballerini, mentre il Disum mescola filosofia, teatro e caos creativo sotto il vessillo del Muro bianco.

E quando i cori iniziano a scuotere l’aria, la polvere si alza davvero. Perché al Palio non vincono soltanto i più veloci o i più forti: vincono quelli capaci di trascinare un intero dipartimento dentro una leggenda collettiva fatta di sudore, vernice, risate e orgoglio universitario.

Il team di Medicina con il Palio

Il team di Medicina con il "Palio"

Da ventuno anni a questa parte, infatti, i giovani studenti dell'Università di Catania che partecipano al Palio d’Ateneo, organizzato dal Cus Catania in sinergia con l’ateneo e Radio Zammù, sono impegnati, oltre che nella preparazione atletica e nel tifo, nell'allestimento e nella realizzazione del materiale artistico, per mostrare attraverso i cromatismi tutto l'entusiasmo e l'orgoglio di appartenere al proprio dipartimento

Il Palio diventa così un'occasione per lasciarsi andare al genuino divertimento e sprigionare ogni forma di creatività, promuovendo il lavoro di piccoli "artigiani" del costume, coreografi e capitani di tifoseria. Gli atleti delle tredici squadre sono pronti a gareggiare, mentre i sostenitori scalpitano per ruggire i loro nomi senza alcuna esitazione.

Dunque, la sfida è aperta. Lo scorso anno sono state le Vipere di Medicina a guadagnarsi la vittoria, seguite dai Leoni di Ingegneria e dai Dinosauri di Economia. Tuttavia, conviene che questi ultimi si guardino le spalle e continuino a tenere testa agli avversari, perché il trofeo finirà nelle mani di chi riuscirà a cambiare il proprio destino. Li attendono nell'arena numerosi e temibili combattenti: pantere, lupi, squali, tigri, tori, gladiatori… e persino fenicotteri!

Il team di Medicina con il suo iconico slogan

Il team di Medicina con il suo iconico slogan

Il cuore pulsante della manifestazione è la partecipazione di animo e corpo, espressione di passione e disciplina di tutti gli oltre tremila studenti e studentesse che partecipano alla competizione. E chi meglio degli studenti stessi può confermarlo? Iniziamo dai vincitori dell'edizione 2025: Medicina e Scienze Motorie

Dario Giuseppe Di Guardia, studente all'ultimo anno, atleta per il limbo e la corsa coi sacchi, nonché organizzatore: «Sin da piccolo il mio sogno è sempre stato quello di diventare come Spider Man. Il Palio è stato quindi l'occasione perfetta per esprimere questo lato di me. Mi rivedo in questo supereroe perché, attraverso il costume, posso 'salvare' gli animi di chi mi circonda infondendo coraggio, esattamente come fa il medico quando si adopera per il bene degli altri». 

«Non a caso, mi piace definirmi uno Spider Med, il medico "uomo ragno" – racconta sorridendo -. Come figura simbolo userei tre parole che rappresentano il nostro Dipartimento: 'identità', ovvero il senso di appartenenza; 'sportività', intesa come coesione; infine 'passione', che vedo riflessa nei sorrisi dei miei colleghi».

Dario Giuseppe Di Guardia

Dario Giuseppe Di Guardia nelle vesti di "Spider Med"

Rosso è il colore della passione che anima la bandiera rappresentativa. A parlarne Delfo Calogero e Giorgia Sfalanga, organizzatori del team di Medicina: «Facendo parte del direttivo, ci siamo occupati di guidare la tifoseria e i cori delle Furie Rosse, realizzare gli striscioni ed esporre i drappi – raccontano -. Il nostro compito è continuare con orgoglio il lavoro iniziato dai colleghi che ci hanno preceduto, con l'intenzione di superare ogni aspettativa. La nostra forza consiste nell'aver aumentato il numero di bandiere che verranno sollevate in cielo. Vogliamo dimostrare che ci siamo come studenti e, prima di tutto, come atleti perché, come recita il nostro slogan: 'Il Palio è una gara. L'Università no'». 

«L'icona che ci rappresenta sono i serpenti della testa di Medusa, dipinti sui nostri vessilli e sulle maglie. Grazie a questi riusciremo a lasciare di sasso chi ci sottovaluta, difendendo la posizione raggiunta l'anno scorso. In questo consiste la nostra grinta», sottolineano.

Giorgia Sfalanga e Delfo Calogero con l'icona delle Vipere di Medicina

Giorgia Sfalanga e Delfo Calogero con l'icona delle "Vipere" di Medicina

Tuttavia la pensano diversamente gli acerrimi rivali: gli ingegneri. Francesco Garra, rappresentante e membro della tifoseria, spiega: «Ingegneria vive il Palio come una sfida personale. Siamo stati costantemente motivati dai colleghi più grandi a dare il massimo; per noi il traguardo rappresenta il risultato di un lungo processo di preparazione calcolato». 

«La nostra parola d'ordine è la competenza ed è ciò che ruggiscono i nostri striscioni: siamo ingegneri e, come abbiamo progettato la nostra identità con i tessuti e i costumi, con l'abilità tecnica vinceremo – spiegano -. Per questo scopo abbiamo scelto il leone come simbolo di unione e tenacia su sfondo nero e bianco: il nostro ingresso nell'arena sancirà l'inizio del dominio, come conferma lo slogan: Hic sunt leones».

Il "Cavaliere Oscuro" del Palio, impersonato da Filippo Sicari, spiega: «Se i medici gareggeranno con Spider Man, noi schiereremo Batman. Con il mio mantello nero proteggerò nelle tenebre i miei compagni, così che possano cogliere di sorpresa i rivali».

Batman

Filippo Sicari nei panni di Batman

Così, i maestri della progettazione giocano con il nero, posizionando i pezzi su una scacchiera pericolosa e mettendo in gioco strategie segrete frutto di mesi di studio. Ma non sono affatto spaventati gli studenti di Economia

Alessio Gibilisco, membro del coordinamento del Muro viola, in rappresentanza del Dipartimento di Economia e Impresa: «Per quest'anno abbiamo preparato una coreografia goliardica, accompagnata da simpatici striscioni di benvenuto. Vogliamo riportare sul podio uno spirito innovativo, capace di suscitare ilarità anche tra chi gareggia contro di noi».

«Per noi il Palio è anche gioco, un lato fondamentale dell'identità di futuri professionisti: un aspetto complementare alla solennità trasmessa dalla nostra icona, la dea Minerva – racconta -. Il nostro slogan, infatti, è Voi umani, noi Dei, perché vogliamo portare in campo forza e capacità, ma anche la nostra fiera e umana rumorosità».

Dal muro ad un personaggio buffo, quello di un grosso Dinosauro viola impersonato da Antonio Iemiso.

«Mi sono proposto per vestirmi da dinosauro solo per far ridere – ci tiene a sottolineare -. Mi piace scattare foto con i miei amici mentre interpreto la mascotte: ho piena libertà di divertirmi nel modo più originale. Non c'è una vera ragione dietro questo costume: era l'unico viola che abbiamo trovato e il più facile da montare. Però è molto versatile e mi permette di ballare, suonare il tamburo, agitare le piccole zampe da T-Rex. Il mio costume è iconico, nessun altro ne ha uno così bello».

Antonio Iemiso nelle vesti di Dinosauro

Antonio Iemiso nelle vesti di Dinosauro

E da un “muro viola” si passa rapidamente al Muro bianco, quello del team del Dipartimento di Scienze umanistiche. Proprio tra le mura del Monastero dei Benedettini è stato possibile seguire attentamente l'allestimento della parata "bianca". 

A parlare sono le organizzatrici Chiara Caruso e Gaia Castro: «Quest'anno porteremo un sacco di sorprese, frutto del nostro impegno. Abbiamo pensato a tutto: ogni cosa sarà diversa rispetto al passato», esordisce Gaia. E Chiara prosegue: «È stato un vero investimento acquistare questi materiali per le future generazioni; volevamo che diventassero memorabili».

«Il nostro arsenale è composto da lenzuola, una bandiera con scritto Cogito ergo Disum, uno striscione per il Muro Bianco con la cupola del Monastero e altri piccoli vessilli. La cupola è per noi simbolo di resilienza. Ci consideriamo come una pellicola d'altri tempi: meditiamo sul passato, sempre dediti agli ardimenti del verseggiare e alla filosofia. Però, come i film, siamo in evoluzione: quest'anno arriveranno anche i colori», conclude Gaia.

Il team del Disum

Il team del Disum con il loro "Muro bianco" in mostra insieme con lo slogan "Cogito ergo Disum"

E Giulio Traina, in veste di portafortuna dei Disumani, evidenzia che «non essendo bravo negli sport, ma bravissimo nel fare baldoria, ho deciso di buttarmi subito nella mischia». «Con il costume da Pantera rosa riesco meglio nell'obiettivo di portare felicità, ridendo con gli altri – aggiunge -. Il mio personaggio è molto attivo: vado a parlare con le altre mascotte per prenderci in giro a vicenda e incito i miei compagni gridando: 'Il Disum c'è!'. Perché anche se siamo pochi, siamo sempre presenti ed entusiasti».

Ma quest’anno a trasformare la parata del Palio d’Ateneo in un’esplosione di colori, folklore e creatività studentesca ci ha pensato anche il Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute che ha messo “sul campo” costumi monumentali ispirati al Carnevale, e ancora piume, ricami dorati e bandiere lanciate nel cielo. Ma anche tamburini, trombettieri e gruppi storici in abiti medievali che hanno scandito il ritmo del corteo, creando un’atmosfera sospesa tra festa universitaria e tradizione siciliana. 

Dalla Villa Bellini a piazza Università, cori, sorrisi e smartphone alzati hanno accompagnato uno spettacolo capace di lasciare tutti a bocca aperta.

Il team del Disum

Il team del Disum alla Villa Bellini

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