(Youth)opia, quando il teatro diventa laboratorio di cittadinanza per immaginare le città del futuro

Il progetto europeo fa tappa al Centro universitario teatrale con sette incontri dedicati agli under 30 tra arti performative, scrittura scenica e Youth Goals europei

Giusy Andolina

Come sarebbe una città costruita a partire dai desideri, dai bisogni e dall'immaginazione delle nuove generazioni? A Catania la risposta passa dal teatro. Dopo l'esperienza di Siracusa, arriva al Centro Universitario Teatrale di piazza Università – (Youth)opia – Le città ideali, il progetto europeo che trasforma il palcoscenico in uno spazio di confronto, partecipazione e creatività. Un percorso in sette tappe rivolto agli under 30, in cui arte e impegno civile si intrecciano per dare forma a nuove visioni di comunità, ispirate agli 11 Youth Goals europei e alle suggestioni de Le città invisibili di Italo Calvino.

(Youth)opia, infatti, è un esperimento di hacking urbano e creativo, ideato a partire dall’esperienza del laboratorio Utopico V.A.N., prevede un percorso di laboratorio teatrale e partecipativo finalizzato a stimolare cittadinanza attivaimmaginazione critica e riflessione sul futuro delle città.

L’ innovativo progetto europeo – nato e maturato negli ultimi tre anni e realizzato in collaborazione tra i due partner il collettivo V.A.N. a Catania e il CTU di Urbino – è dedicato ai giovani under 30, con lo scopo di accompagnarli e porre le basi per costruire delle città ideali attraverso gli strumenti del teatro e della scrittura. 

Il primo incontro, dal titolo Geografie umane, si è svolto al Cut nei giorni scorsi e ha registrato una partecipazione attiva di circa trenta ragazzi, interessati a scoprire come le arti performative possano farsi veicolo di cittadinanza attiva e come il tema della geografia si leghi al tema dell’umano attraverso le pratiche teatrali.

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La sessione è stata guidata in modo congiunto con il supporto di Arianna Pastena, Andrea Pacelli, Irene Mori, Andrea Di Falco e Ornella Matranga. In apertura, i facilitatori hanno avviato il lavoro attraverso delle attività di Ice-breaking con l’obiettivo di abbattere l’imbarazzo e aiutare i partecipanti a entrare in contatto per condividere il percorso: partendo dal corpo si è lavorato sulla spazializzazione di ogni provenienza geografica dei partecipanti, al fine di creare una mappa delle connessioni in cui visualizzare come ognuno di noi sia legato all’altro nello spazio. 

Questa prima fase è risultata fondamentale per stabilire una prima sintonia emotiva e spaziale tra i partecipanti. Il cuore dell’incontro è stato dedicato all’esplorazione di ogni identità, attraverso un’attività di intervista reciproca tra coppie di partecipanti; successivamente i partecipanti si sono presentati dinanzi al pubblico attraverso un’improvvisazione teatrale che li guidava all’interno di un contesto concreto. 

L’obiettivo dell’attività è stato raggiunto, ovvero il prendere consapevolezza attraverso la creatività e il teatro, di contesti delicati con cui confrontarsi come la guerra o i disagi sociali, e come questi contesti possano trasformarsi in giochi di fantasia. Pertanto la visione di una "città ideale" libera da ogni forma di violenza e pregiudizio riflette il successo di questi percorsi di consapevolezza, creati all’interno di un lavoro di gruppo.

Attraverso un supporto visivo, sono stati esplorati gli 11 Youth Goals (gli obiettivi europei per la gioventù) che (Youth)Opia intende approfondire e diffondere, creando un ponte tra i bisogni giovanili raccolti nei precedenti laboratori e gli Youth Goal formulati dai giovani europei. I partecipanti sono stati invitati a scoprire come tutti i temi emersi durante le attività fossero legati e contenuti nei Goals europei. 

Particolarmente significativa è stata la parte conclusiva, dedicata alla presentazione di un oggetto totem del percorso, una cassetta degli attrezzi in cui i partecipanti hanno iniziato a inserire tutti quelli che ritengono essere gli strumenti fondamentali per costruire la propria città ideale, citazioni, canzoni, poesie, desideri, piccoli pezzi del vissuto di ognuno che sostituiscono cemento e catrame con materiali profondamente umani. 

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Per concludere, lo spazio è stato suddiviso in quattro punti cardinali legati a quattro temperamenti: i partecipanti si sono piazzati nel punto che sentivano più vicino a sé, scoprendo che gli occhi che incontravano nel punto opposto al loro rappresentano la necessità di essere di supporto gli uni per gli altri, di completarsi a vicenda. 

L'esercizio ha permesso di creare una vera e propria mappa delle connessioni in cui ogni partecipante è diventato un tassello della nostra città ideale. L’entusiasmo e la qualità del dibattito emerso confermano l'importanza di (Youth)opia come momento di espressione per le nuove generazioni catanesi, e la necessità forte di condividere spazi rilevanti in cui potersi interrogare e crescere su tematiche care ai giovani.

(Youth)opia è dunque una dichiarazione e un invito ai giovani ad acquisire nuove competenze artistiche, come l’espressione corporea e la scrittura scenica, e riappropriarsi del diritto all’utopia creando la propria "Città Ideale". 

Dal public speaking & empowerment, al pensiero critico & media literacy; dalla sostenibilità & ecologia creativa alle relazioni & self-care, a il Lavoro che vorrei, per dare un contributo al mondo del lavoro visto come più umano e desiderabile, promuovendo l'accettazione di sé, abbattendo le barriere sociali per costruire connessioni umane autentiche. L'obiettivo è dunque creare una rete di benessere e di libertà di espressione che parte dall'individuo e si espande alla comunità, abbattendo ogni tipo di pregiudizio.

“Dal percorso di Youthopia - spiega l'attore Andrea Pacelli del collettivo Van - ci aspettiamo la nascita di uno spazio di espressione autentico, in cui gli Youth Goals europei possano diventare il motore di una libera ricerca teatrale. Il nostro obiettivo principale è favorire la maturazione creativa dei partecipanti. Vorremmo che questo percorso permettesse loro di esplorare nuove possibilità espressive, affinando l’uso del corpo, della voce e della scrittura scenica. Co-progettare una città utopica sul palcoscenico rappresenta una sfida creativa importante: significa tradurre grandi ideali in azioni concrete, dinamiche di gruppo, significa riuscire a vedere in uno spazio protetto e libero, i propri sogni prendere forma grazie alle connessioni umane che il teatro rende magiche”. 

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"Ci auguriamo - prosegue Ornella Matranga, coordinatrice educativa del progetto - che i partecipanti scoprano la forza del teatro e della libera espressione artistica come strumenti per dare forma al futuro che si aspettano e che hanno il diritto di desiderare, sviluppando una forte sensibilità estetica e una fiducia profonda nelle proprie capacità creative. Speriamo che alla fine del progetto ognuno di loro si senta un cittadino più consapevole, ma non solo, ci aspettiamo anche che ognuno possa scoprire che il vero presupposto per costruire una città ideale è che questa possa essere a misura di ognuno di noi, accogliendo e valorizzando i meravigliosi mondi che ci rendono unici”.

Un’occasione, dunque, per mettersi in gioco e superare i propri limiti espressivi, smettere di essere spettatori del presente per diventare sceneggiatori e attori di una città ideale, portando sul palco le proprie idee di cambiamento e vivendo un’esperienza di forte crescita personale, artistica e comunitaria.

I prossimi appuntamenti di Youthopia al Cut sono in programma il 28 settembre, il 26 ottobre e il 14 dicembre. Nel 2027 si terranno il 25 gennaio, il 22 febbraio, il 22 marzo e il 19 aprile.

Collettivo Van Verso Altre Narrazioni 

V.A.N. Verso Altre Narrazioni è un collettivo teatrale di giovani attori diplomati presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione INDA di Siracusa. Costituito nel dicembre 2021, il Collettivo V.A.N. gira per tutta l’Italia con il suo furgone, portando il teatro dove non c’è e raggiungendo un pubblico sempre più ampio. Le produzioni spaziano dal classico-musicale, al teatro contemporaneo fino agli spettacoli in strada; grande spazio è riservato anche a rassegne teatrali, laboratori di formazione e attività artistiche aggregative.

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