YPIA 2026 premia quattro nuovi talenti della fotografia italiana

Tra 76 progetti da 22 istituzioni, vincono Cristina Cappello, Nicla Cristiano, Beatrice Migliorati e Giulia Pasasseo. Al centro della sesta edizione il tema dei "Confini"

Alfio Russo

Sono Cristina Cappello dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Nicla Cristiano dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Beatrice Migliorati dell’ISIA Urbino e Giulia Pasasseo dell’Accademia di Belle Arti di Roma i vincitori della sesta edizione di Young Photographers from Italian Academies (YPIA), il contest promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catania Catania per valorizzare la ricerca fotografica dei giovani autori formatisi nelle Accademie di Belle Arti, negli ISIA, nelle Università, nelle Fondazioni e nelle istituzioni pubbliche e private di terzo livello. 

Da Milano a Venezia, da Firenze a Roma, da Bari a Catania, l’edizione 2026 ha registrato il più alto numero di partecipazioni dalla nascita del progetto: ben 76 progetti provenienti da 22 istituzioni di alta formazione rappresentative dell'intero territorio nazionale, gli artisti hanno interpretato il tema "Confini", esplorandone le molteplici declinazioni: dalla dimensione personale e identitaria ai territori, dalla politica al corpo, fino al rapporto tra limite e possibilità, trasformando la fotografia in uno spazio di riflessione, dialogo e relazione.

«Il grande successo di adesioni e di partecipazioni alla call – dichiara Rosario Antoci, Prodirettore dell'Accademia di Belle Arti di Catania e curatore del progetto – conferma Young Photographers from Italian Academies quale piattaforma internazionale di dialogo, confronto e ricerca all'insegna della fotografia, della creatività e dell'arte, capace di valorizzare i giovani talenti, offrendo un osservatorio di scambio tra studenti, professionisti, esperti, studiosi e docenti».

Vincitori e finalisti

La giuria ha reso noti, oltre ai nomi dei quattro vincitori, i dodici finalisti. 

I vincitori sono Cristina Cappello dell’Accademia di Belle Arti di Catania con l’opera The Ballad of the Latent Entities; Nicla Cristiano dell’Accademia di Belle Arti di Napoli con La dualità della vita drag; Beatrice Migliorati dell’ISIA Urbino con F.U.O.; Giulia Pasasseo dell’Accademia di Belle Arti di Roma con Luna Nullius.

I finalisti: Marta Bicego della CFP Bauer Milano con l’opera Viewmaster; Davide Coverchiata dell’Accademia di Belle Arti di Roma con Una sua idea di mondo; Marta Di Pietrantonio della RUFA Roma con Clandestino regolare; Stefania Nirella dell’IIF Istituto Italiano di Fotografia Milano con Xapirimuu – agire da spirito; Stephany Nwobodo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna con La mia casa era un fazzoletto; Stella Regno della CFP Bauer di Milano con Un, Due, Tre…; Maria Luna Tucci della RUFA Roma con Sistema non autorizzato; Marco Waldis della FSM Fondazione Studio Marangoni di Firenze con Where the west ends.  

I quattro vincitori saranno protagonisti della mostra prodotta dall'Accademia di Belle Arti di Catania, in programma da giovedì 1° ottobre nei locali della Galleria Massimo Ligreggi di Catania.

Venerdì 2 ottobre 2026, nei locali dell'Accademia di Belle Arti di Catania, si svolgerà l'incontro Views and Dialogues on Photography, talk che coinvolge i componenti la giuria su argomenti che approfondiscono direttrici emerse dal tema al centro della sesta edizione.

Nella serata inaugurale sarà assegnato il Clou Prize che permetterà a uno dei 12 finalisti di esporre il progetto in una personale negli spazi di Clou. Circolo d’arte Contemporanea di Ragusa. Tutti i 12 progetti finalisti saranno inseriti nel catalogo Young Photographers from Italian Academies #6 prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Catania, curato da Rosario Antoci, artista e docente dell'ABACT, con progetto grafico del direttore dell’Accademia, Gianni Latino.

Le opere dei quattro vincitori

Le opere dei quattro vincitori

Il tema della sesta edizione

Il tema proposto di questa edizione della call è Confini che ricordano quello che siamo e quello che possiamo, l’umano, la scienza, la conoscenza, quanto ci può essere concesso dai nostri limiti e dove possono essere collocati questi. 

Sono suoi sinonimi: frontiera, margine, bordo, demarcazione, estremità, limite. E non esistendo un contrario universale si oppongono loro termini come infinito, illimitato, sconfinato e aperto. 

Il tema ci ricorda il bisogno dell’uomo di marcare uno spazio che lo separi, che protegga ciò che avverte come proprio, differenziandolo da altro e dal diverso. Un confine, dunque, crea un di qua e un di là, un dentro e un fuori, manifesta tutta la sua ambivalenza poiché non solo chiude e separa ma aderisce, crea un punto di contatto, una soglia. 

Non si riferiscono solo ai territori e alle geografie, ma ci rimandano alla politica con le sue divisioni, alla società con i suoi conflitti. Delimitano gli spazi in cui agiamo e operiamo, le architetture che abitiamo, l’io e la psiche, marcano il pensiero, il linguaggio ed il corpo. 

Corpi, oggetti, spazio, territori, dalla cellula alle galassie i confini sembrano incasellare le forme o almeno questo e quello che vedono i nostri occhi, ciò che può pensare la nostra mente, dire il nostro linguaggio. Aprire lo sguardo, liberare i pensieri cercare le parole esatte può trasformare il confine da barriera a relazione. Frequentare i confini, abitare la liminalità richiede l’apertura e la volontà di fare esperienza di apprendimento.

La giuria

Le proposte pervenute sono state valutate da una giuria di esponenti di rilievo del mondo delle arti visive composta da Moira Ricci, fotografa e artista; Mauro Zanchi, storico dell'arte, critico, saggista e docente; Monica Maffioli, storica dell'arte e della fotografia, in rappresentanza della SISF; Carmelo Bongiorno, fotografo e docente dell'Accademia di Belle Arti di Catania e naturalmente da Rosario Antoci, ideatore, curatore e coordinatore del progetto, artista e professore dell'Accademia di Belle Arti di Catania.

Alla sesta edizione hanno preso parte gli studenti e le studentesse delle Accademie di Belle Arti di Bari, Bologna, Catania, “Aldo Galli” di Como, Firenze, Foggia, Frosinone, Macerata, “Brera” di Milano, Napoli, Roma, Urbino e Venezia.

E, inoltre, dell’ISIA di Faenza, Firenze, Pescara e Urbino, della Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dell’IIF Istituto Italiano di Fotografia Milano, della Nuova Accademia di Belle Arti NABA Milano, della CFP Bauer di Milano e della RUFA Roma.

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