Oltre 26mila studenti attesi a Catania per l’evento promosso dal progetto Oui: tra stand, incontri e gadget, i liceali vivono il primo vero contatto con il mondo universitario
C’è chi arriva con le idee già chiare e chi, invece, si aggira tra gli stand con lo sguardo curioso e un po’ spaesato. Al Salone dell’Orientamento 2026 dell’Università di Catania, l’atmosfera è un mix di entusiasmo, incertezza e scoperta: un passaggio quasi simbolico tra la scuola e quel “dopo” che inizia a prendere forma proprio qui, tra brochure, gadget e conversazioni con studenti e docenti universitari.
L’iniziativa, inserita nel progetto Oui, ovunque da qui e finanziata con fondi NextGenerationEU (Pnrr), si conferma come un appuntamento centrale per l’orientamento, capace di coinvolgere non solo diplomandi, ma anche universitari, laureandi e laureati. Nelle quattro giornate sono attesi circa 26mila partecipanti.
Ma sono soprattutto loro, gli studenti degli istituti superiori, a dare colore e voce all’evento.
Il Salone dell’Orientamento non è solo un evento informativo: è un momento di passaggio. Tra stand affollati, volantini colorati e gadget che finiscono negli zaini, prende forma qualcosa di più profondo. È qui che molti studenti, per la prima volta, si confrontano con una domanda decisiva: Cosa voglio fare davvero?
E in quel mix di entusiasmo, indecisione e possibilità, nasce la consapevolezza che scegliere non è solo un obbligo, ma anche una straordinaria opportunità.
Future matricole al Salone dell'Orientamento
La prima volta tra università e futuro
Per molti liceali, il Salone rappresenta il primo vero contatto con il mondo accademico. Un’esperienza che mescola curiosità e una certa dose di “fortuna”, quella di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Aurora La Gioia, Giada Puma e Ilaria Magrì, del Liceo scientifico statale "Galileo Galilei" di Catania, raccontano con spontaneità il loro arrivo: «Ci hanno portato con la scuola», ammettono sorridendo. «Ci hanno obbligato… ci hanno forzato», scherzano.
Eppure, tra una battuta e l’altra, emerge una direzione precisa: «Sì, psicologia», rispondono alla domanda sul futuro evidenziando che, oltre a Catania, in ballo ci sono anche le sedi di Roma e Parma. E sul Salone il giudizio complessivo è positivo come sottolineano: «È molto bello. «È utile per chi non sa cosa scegliere - spiegano -. Serve a chiarirsi le idee e a conoscere nuove persone».

Aurora La Gioia, Giada Puma e Ilaria Magrì
Tra certezze e scoperte
C’è chi arriva con un obiettivo già in mente e chi, invece, costruisce il proprio percorso passo dopo passo. Sofia Corallo e Gaia Gueli sottolineano l’organizzazione e la quantità di informazioni: «Per adesso sembra bello, ci hanno dato molte informazioni utili», dice Sofia. «È molto organizzato», aggiunge Gaia.
Anche qui emergono scelte: «Sono molto orientata per psicologia», racconta Sofia, «penso di essere proprio nel posto giusto».
Gaia, invece, guarda a scienze dell’educazione: «Anche io penso di essere nel posto giusto perchè ci sono state fornite tantissime informazioni utili che non avremmo saputo da soli».

Sofia Corallo e Gaia Gueli
Percorsi diversi, stesso bisogno di orientamento
Non tutti guardano all’università nello stesso modo. Salvatore Signorino e Gabriele Pedrino, dell’IT "Archimede" di Catania, rappresentano due visioni diverse: «Io sono indirizzato verso una carriera militare», spiega Salvatore. «Io invece penso di iscrivermi in ingegneria elettronica», aggiunge Gabriele.
Entrambi, però, concordano sull’utilità dell’evento: «È abbastanza utile per orientarsi al proprio futuro». E all'unisono aggiungono: «Ti permette di scegliere tra tanti corsi, non solo uno. Una iniziativa molto utile per chi vuole orientarsi tra i tantissimi corsi di studio».

Salvatore Signorino e Gabriele Pedrino
Chi ha già scelto… e chi no
Tra gli stand, c’è anche chi ha già le idee chiare, come Sofia Di Quattro, studentessa del Liceo linguistico “Principe Umberto di Savoia” di Catania: «Sono qui per orientarmi meglio, anche se ho le idee abbastanza chiare». Il suo obiettivo? «Lingue e letterature straniere», risponde sorridendo.
E il Salone conferma le sue aspettative: «Ho ricevuto spiegazioni abbastanza esaustive, sono molto soddisfatta».

Sofia Di Quattro
Diversa la situazione per Lorenzo Spina, Giorgio Gazza e Manuel Cavallaro dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "Marconi" di Catania: «La scuola ci ha offerto questa occasione nell'ambito del Pcto», raccontano.
Tra loro Lorenzo ha già scelto, si iscriverà in Giurisprudenza, mentre Giorgio e Manuel sono ancora indecisi. Ma su un punto Lorenzo e Giorgio sono concordi: «Il Salone si sta rilevando una occasione utile per schiarirsi le idee tra i numerosi corsi di studio offerti dall'ateneo catanese».
Un po' meno Manuel che appare più incerto: «Non so se mi iscriverò all'università o meno, vediamo».

Lorenzo Spina, Giorgio Gazza e Manuel Cavallaro
Un’occasione per capire (davvero) cosa fare
Antonino Parisi e Alessio Falsaperla, anche loro dell'Istituto Tecnico Industriale Statale "Marconi" di Catania vedono nel Salone un’opportunità concreta: «La scuola ci ha offerto questa possibilità per capire cosa fare dopo il diploma e noi stiamo cercando di coglierla pienamente». E in effetti hanno già le idee chiare sul loro futuro: Antonino punta all’accademia militare, mentre Alessio a un percorso ingegneristico.
E ciò che colpisce di più entrambi è il contatto umano: «Nei vari stand tutti ci stanno aiutano ad orientarci, ci spiegano tutte le strade che potremmo intraprendere».

Antonino Parisi e Alessio Falsaperla