Tecnologie digitali, AI e nuovi modelli formativi al centro del cambiamento promosso da Unict nel network nazionale Digital Education Hub
Dalla formazione digitale all’intelligenza artificiale, passando per micro-credenziali, open badge e nuovi ecosistemi didattici: il progetto Alma, che opera nell'ambito della Digital Education Hub, ha trasformato l’Università di Catania in un laboratorio di innovazione educativa. Durante l’evento finale al Monastero dei Benedettini – dal titolo Presentazione dei risultati Alma Digital Education Hub e Alma Unict - docenti, ricercatori e responsabili scientifici hanno raccontato risultati, sperimentazioni e visioni di un’università sempre più inclusiva, flessibile e orientata al futuro.
Il Progetto Alma – Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, finanziato nell’ambito del PNRR - Subinvestimento Digital Education Hubs (DEH), coordinato dall’Università Federico II di Napoli, in partenariato con 14 università pubbliche e AFAM, è un'iniziativa pensata per portare docenti, ricercatori e ricercatrici e personale tecnico amministrativo al centro della trasformazione digitale della didattica.
L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali del prof. Alberto Fichera, principal investigator e coordinatore del team scientifico e PI Alma dell'Università di Catania, che ha parlato dell'importanza del progetto Alma e ha presentato i responsabili dei work package che hanno parlato delle attività svolte e dei risultati raggiunti durante gli Alma Days and Sessions.
L'università di Catania è entrata a far parte della Digital Education Hub, capitanata dalla Federico II e dalla Federica Web Learning. Il progetto Alma mira ad innovare l'istruzione universitaria attraverso la digitalizzazione e le tecnologie di intelligenza artificiale rispondendo alla domanda di flessibilità degli studenti. Il percorso Alma Days and Sessions ha creato degli incontri basati su momenti pratici e momenti di riflessione teorica generando 1.053 iscrizioni, registrando 119 presenze in quattro giorni e 198 presenze in nove sessioni.
In seguito ha preso la parola il Prof. Giuseppe C. Pillera, responsabile scientifico del WP1 Alma dell'Università di Catania, sul tema Infrastrutture e sperimentazione di programmi formativi digitali. Durante gli Alma Days il docente si è concentrato su una riflessione sull'inclusione delle nuove tecnologie nella didattica focalizzandosi su alcuni approcci chiave come l'utilizzo di Moodle, mentre con la sessione dedicata ad Alma Session sono stati organizzati dei laboratori basati sulla produzione di percorsi formativi digitali. Il work package serve il progetto Alma su due livelli: infrastrutturale e applicativo.
Per quanto riguarda il livello infrastrutturale vi era la necessità di acquisire e riqualificare lo spazio e acquistare attrezzature e software per la produzione di percorsi formativi digitali, mentre a livello applicativo sono stati creati nove percorsi formativi, sui quali stanno effettuando le riprese e i testi di conformità.
La prof.ssa Teresa Consoli, responsabile scientifica WP2 Alma dell'Università di Catania, si è occupata dell’Osservatorio delle Micro Credenziali concentrandosi su Open Badge e Micro Credenziali.
Gli Open Badge sono attestati digitali che rilasciano competenze tramite le piattaforme digitali mentre le MicroCredenziali rappresentano una trasformazione radicale dell'educazione, garantendo l'acquisizione di competenze tramite percorsi brevi.
Durante gli Alma Days la docente ha creato una tavola rotonda per riflettere sulle modifiche da apportare per riformare l'università mentre con Alma Session i partecipanti hanno lavorato per raggiungere un cambio di prospettiva, che implica una progettazione della didattica organizzata e trasparenza nei percorsi erogati.
In questo ambito, l'Università di Catania ha avviato un percorso per riconoscere le procedure di Open Badge e ha acquistato la piattaforma Bestr by Cineca, una piattaforma di riferimento per la Digital Credentialing utilizzata per il rilascio di Open Badge che certificano le competenze acquisite dagli studenti. Inoltre è stata avviata una collaborazione con TLC-DLMh, un centro universitario dedicato all'eccellenza didattica e alla certificazione delle competenze nel contesto europeo.

Un momento dell'intervento del prof. Alberto Fichera
A seguire è intervenuta la prof.ssa Raffaella C. Strongoli, responsabile scientifica WP3 Alma dell'Università di Catania, che si è soffermata su Ecosistemi Formativi per il Faculty Development verso una didattica integrata e trasformativa.
Nel corso delle attività del WP3 è stato strutturato un action plan per implementare la figura del docente nonché change agent di Unict ed è stato avviato un master di secondo livello per PTA per la formazione del Digital Expert tra il personale tecnico amministrativo.
Durante gli Alma Days l'obiettivo era rendere esplicito come la formazione non debba essere legata all'utilizzo della tecnologia perché per costruire un nuovo lessico comune bisogna superare la logica della tecnica in favore del patto educativo.
In questo ambito sono stati organizzati due workshop in collaborazione con l’Università di Padova con due change agent e formatori change agent. «I change agent hanno aperto strade nuove ai nostri docenti e abbiamo capito come modificare gli spazi di apprendimento attraverso la didattica. Dobbiamo creare una postura didattica che genera cambiamenti profondi e persistenti per lavorare verso una didattica integrata» ha concluso la Prof.ssa Raffaella C. Strongoli.
Il prof. Alfredo Pulvirenti, responsabile scientifico WP4 Alma dell'Università di Catania, ha lavorato sull’AI per la Digital Education, con l’obiettivo di far comprendere il ruolo dell'intelligenza artificiale nella didattica universitaria. Il WP4 si basa su quattro pilastri d'azione, la mappatura, ovvero trovare delle applicazioni per innovare la didattica digitale e supportare docenti e studenti, l’utilizzo dell’AI per produrre materiali didattici, l’engagement per comprendere come gli studenti lavorano con il materiale che viene fornito e infine aumentare la soddisfazione degli studenti tramite gli assistenti.
Uno dei risultati ottenuti riguarda Moodle Plugin, un tutor virtuale RAG integrato in Moodle, che rappresenta un’estensione del docente e consente di interagire con il materiale didattico messo a disposizione.
«L’AI serve per migliorare l'esperienza dello studente e massimizzare i loro risultati per migliorare la performance agli esami. Abbiamo tanti strumenti tecnologici ma dobbiamo metterli al servizio del nostro ateneo e comprendere il loro utilizzo tecnico ma soprattutto dobbiamo capire che possono amplificare il mestiere del docente e rendere efficace la nostra forza pedagogica» ha concluso il Prof. Alfredo Pulvirenti.
A chiusura dell'evento è intervenuta la Prof.ssa Elita Schillaci, ordinario di Economia e Gestione delle imprese all'Università di Catania, che ha parlato di Open Innovation, che avviene nei luoghi che creano conoscenza, e del cosiddetto effetto disruptive, che unisce il concetto di distruzione e creazione. L’innovazione è la base dell'esistenza di ogni impresa, di conseguenza l’AI non è solo un’infrastruttura tecnologica ma è un socio invisibile che permette di valorizzare il lavoro dei docenti che vogliono lasciare un segno attraverso la conoscenza.
«La disruptive innovation è un evento che trasforma tutto ed è necessaria per creare nuovi ecosistemi – ha spiegato la docente -. Con Alma abbiamo visto lo sforzo di una comunità che si è interrogata, creare nuovi stimoli al cambiamento può essere uno dei passi successivi per Alma».

Un momento dell'intervento della prof.ssa Elita Schillaci