Al Monastero dei Benedettini 200 ricercatori da 44 Paesi alla SSD 2026. Presentate nuove prospettive su sensoristica avanzata, smart energy, automazione e tecnologie per il futuro. Unict consolida il ruolo di hub scientifico del Mediterraneo
Per tre giorni il Monastero dei Benedettini si è trasformato in un laboratorio internazionale dell’innovazione. Tra intelligenza artificiale, sistemi energetici sostenibili, sensoristica avanzata e tecnologie per il controllo intelligente, la 23ª International Multi-Conference on Systems, Signals and Devices (SSD 2026) ha portato a Catania oltre 200 studiosi provenienti da 44 Paesi, confermando il ruolo strategico dell’Università di Catania nel panorama scientifico internazionale e facendo della città etnea un crocevia globale della ricerca tecnologica avanzata.
Storicamente la SSD è strutturata in quattro macroaree di ricerca: Sensors, Circuits & Instrumentation Systems; Power Systems & Smart Energy; Systems, Automation & Control; Communication, Signal Processing & Information Technology. Questa articolazione riflette la natura fortemente interdisciplinare della conferenza e la sua capacità di coprire in modo organico i principali ambiti dell’ingegneria dell’informazione e industriale.
L’edizione 2026 ha confermato il respiro globale della conferenza, con contributi provenienti da 44 Paesi, dall’Europa al Medio Oriente, dall’Asia alle Americhe. Una partecipazione ampia e diversificata che ha favorito il confronto interdisciplinare e la nascita di nuove collaborazioni scientifiche.

Un momento dell'intervento del prof. Carlo Trigona
Il programma si è distinto per densità e qualità dei contenuti: quattro sessioni plenarie hanno offerto una visione strategica sui temi emergenti, mentre otto keynote lectures hanno approfondito aspetti specifici della ricerca contemporanea. A queste si sono affiancate una tavola rotonda e ben 42 sessioni orali, a testimonianza della vivacità e dell’ampiezza delle tematiche trattate, come sottolineato dal prof. Carlo Trigona, general chair, insieme al Prof. Kasim Al-Aubidy (Tishk International University, Iraq), alla Prof.ssa Olfa Kanoun (TU Chemnitz, Germania), al Prof. Ahmed Said Nouri e al Prof. Nabil Derbel (University of Sfax, Tunisia).
“Per tre giorni il Monastero dei Benedettini si è trasformato in una fucina di idee e proposte progettuali, all’insegna dell’innovazione e delle opportunità di trasferimento tecnologico. Si è trattato di un evento di ampio respiro alla cui complessa realizzazione hanno contribuito diversi colleghi e giovani ricercatori”, ha aggiunto Carlo Trigona, docente del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica.
Per la buona riuscita dell’evento è stato fondamentale, infatti, l’apporto di numerosi docenti dell’ateneo catanese, coinvolti nell’organizzazione, sia come chair delle diverse track tematiche, sia nei comitati scientifici: il prof. Mattia Frasca per l’area automazione e controllo e il prof. Giuseppe Marco Tina per i sistemi elettrici per l’energia.
Il comitato organizzatore locale ha visto la partecipazione delle docenti Anna Maria Gueli e Eleonora Pappalardo, insieme a numerosi giovani ricercatori dei dipartimenti di Matematica e Informatica, di Fisica e Astronomia e di Ingegneria elettrica elettronica e informatica, con il coinvolgimento anche dell’IEEE Student Branch. In questo contesto, i docenti Maide Bucolo e Antonino Laudani hanno rappresentato rispettivamente le societies IEEE CAS C&S Italy Chapter e IEEE Industry Applications/Power Electronics Italy Chapter.

Alcuni partecipanti alla conferenza
“Nel corso del convegno si è voluto dedicare spazio a una tavola rotonda organizzata sui temi di un importante progetto che vede coinvolto come capofila l’ateneo catanese. Si tratta di Flottant - Filières de L'énergie Optimisée avec Transducteurs et Technologies Avancées, un'iniziativa di ricerca cofinanziata dall'Unione Europea nell’ambito della linea Interreg Italia-Tunisia, che mira a sviluppare sistemi ibridi innovativi per l'estrazione e l'ottimizzazione dell'energia dalle fonti marine, riducendo l'impatto ambientale nel Mediterraneo”, ha aggiunto il prof. Carlo Trigona.
Tra i plenary e keynote speakers, oltre a una vasta rappresentanza di aziende e università di prestigio nazionale e internazionale, la conferenza ha visto il contributo del Prof. Salvatore Baglio con un talk dal titolo “Playing” with piezoelectric cantilevers, magnets and stoppers: methods, devices and … collaterals!”, che ha aperto i lavori, e del prof. Giacomo Scelba, con il talk “Sensorless and Fault-Tolerant Electric Drives: Enabling Reliable and Efficient Motor Control Systems”.
SSD 2026 ha rappresentato non solo un momento di aggiornamento scientifico di alto livello, ma anche un’importante occasione di visibilità per l’ateneo e per il territorio, rafforzando il ruolo di Catania come punto di riferimento internazionale nel campo dell’innovazione tecnologica. La massiccia partecipazione di giovani ricercatori lascia ben sperare per il futuro della ricerca in ambito tecnologico innovativo avanzato e testimonia la centralità di Unict quale polo dell’innovazione del Mediterraneo.

I partecipanti alla conferenza SSD 2026