Coastal Challenge, il videogioco che mette il clima nelle mani dei cittadini

Dalla ricerca europea un serious game per imparare a governare il futuro delle coste tra crisi climatica, sviluppo economico e tutela ambientale

Alfio Russo
Un momento della presentazione del serious game
Studentesse e studenti mentre testano il serious game
Un momento della presentazione del serious game

Cosa succede quando una città costiera deve scegliere tra sviluppo turistico, difesa del territorio e salvaguardia degli ecosistemi? E cosa accade quando le risorse non bastano per proteggere tutto? Con Coastal Challenge, il cambiamento climatico smette di essere un concetto astratto e diventa una sfida concreta, da affrontare decisione dopo decisione.

Il serious game sviluppato nell’ambito del progetto europeo Rest-Coast trasforma dati scientifici, scenari climatici e modelli di gestione costiera in un’esperienza interattiva immersiva. 

Il giocatore veste i panni di un decisore pubblico chiamato a governare il futuro delle coste - città portuali, aree turistiche e di pesca, zone agricole e habitat naturali - minacciate dall’innalzamento del mare e dagli eventi estremi.

Un frame del serious game

Un frame del serious game

«Il serious game nasce dall’esigenza di comunicare al grande pubblico l’importanza di una gestione sostenibile delle aree costiere», spiega Rosaria Ester Musumeci, responsabile del progetto per l’Università di Catania. «Su queste aree si concentrano popolazione, infrastrutture, industrie e trasporti: interessi spesso conflittuali che non possono essere gestiti solo dagli esperti, ma richiedono consapevolezza e partecipazione collettiva, soprattutto da parte delle giovani generazioni».

«Su queste aree, infatti, si concentra gran parte della popolazione: vi sorgono le principali città, le zone industriali e le infrastrutture di trasporto – aggiunge la prof.ssa Musumeci -. Questo comporta la presenza di interessi spesso conflittuali, che non possono essere gestiti esclusivamente dagli ingegneri o dagli esperti del settore, ma richiedono il coinvolgimento e la consapevolezza dell’intera società».

Un momento dell'intervento della prof.ssa Rosaria Ester Musumeci

Un momento dell'intervento della prof.ssa Rosaria Ester Musumeci

Una sfida, dunque, al centro di "Coastal Challenge", il serious game che è stato presentato nei giorni scorsi alla Cittadella universitaria da Paola Tanguy del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici - ente di ricerca sul cambiamento climatico nell’area mediterranea con sede principale a Lecce e altre a Milano, Bologna, Venezia, Caserta, Sassari e Viterbo - e Massimiliano Marino, ricercatore dell’Università di Catania.

Il progetto nasce nell’ambito di Rest-Coast, iniziativa europea che vede tra i partner anche l’Università di Catania, e punta a rafforzare la resilienza degli ecosistemi costieri attraverso il ripristino ambientale e l’adattamento ai cambiamenti climatici (vai all'articolo sui risultati raggiunti)

«All’interno di questo percorso – ha spiegato Paola Tanguy - la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ha sviluppato uno strumento innovativo di comunicazione scientifica che traduce modelli complessi in esperienza di gioco. "Coastal Challenge" non è un videogioco tradizionale, ma un ambiente di simulazione decisionale».

Un momento dell'intervento della dott.ssa Paola Tanguy

Un momento dell'intervento della dott.ssa Paola Tanguy

«L’utente, assumendo il ruolo di decisore pubblico, è chiamato a gestire differenti territori costieri lungo un arco temporale di circa trent’anni affrontando le sfide reali del cambiamento climatico come l’innalzamento del livello del mare, eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e pressioni economiche sui sistemi locali», ha aggiunto l’esperta del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. 

«Il cuore del gioco è nella gestione delle scelte – ha sottolineato la dott.ssa Paola Tanguy -. Ogni decisione implica un equilibrio complesso tra tutela ambientale, sviluppo economico e coesione sociale. Le risorse sono limitate e le conseguenze si manifestano nel lungo periodo, rendendo evidente la difficoltà dei processi di adattamento climatico. Il giocatore può sperimentare strategie differenti, dalle soluzioni basate sulla natura, come il ripristino delle zone umide, fino a interventi ingegneristici come dighe e barriere costiere».

Alcune studentesse nel ruolo di "decisori pubblici"

Alcune studentesse nel ruolo di "decisori pubblici"

Ad intervenire anche Massimiliano Marino, ricercatore dell’Università di Catania che si è soffermato sulla simulazione basata su scenari reali sviluppati nei siti pilota del progetto REST-COAST finalizzato allo studio dell’erosione, delle inondazioni e del degrado degli habitat costieri. 

«L’obiettivo è integrare conoscenze scientifiche, politiche ambientali ed esigenze economiche per costruire strumenti concreti di pianificazione. In questo contesto, il serious game diventa un ponte tra ricerca e società – ha spiegato Massimiliano Marino -. L’utilizzo dei serious games rappresenta oggi una frontiera emergente della comunicazione scientifica sui cambiamenti climatici. Strumenti come "Coastal Challenge", infatti, rendono accessibili temi complessi, favoriscono il coinvolgimento attivo e stimolano la consapevolezza, soprattutto tra studenti e giovani ricercatori».

Paola Tanguy e Massimiliano Marino

In foto Paola Tanguy e Massimiliano Marino

«Attraverso la simulazione – ha aggiunto il ricercatore dell’ateneo catanese - diventa possibile sviluppare competenze critiche e una maggiore capacità di lettura delle dinamiche ambientali, elementi sempre più centrali per affrontare le sfide del futuro. Un esperimento che unisce ricerca scientifica, tecnologia e formazione, e che porta in aula una nuova idea di apprendimento: non più solo teoria, ma esperienza diretta delle conseguenze delle scelte».

«Per questo motivo è fondamentale trasmettere questo messaggio al grande pubblico e, soprattutto, alle giovani generazioni – ha spiegato Rosaria Ester Musumeci, responsabile del progetto per Unict -. Il serious game rappresenta uno strumento efficace in questa direzione: è già stato sperimentato con successo in diverse università italiane ed europee, tra cui Bologna e un’università di Parigi. Grazie al gioco sono stati tradotti in modo accessibile i risultati del progetto Rest Coast, sviluppati sui nove siti pilota distribuiti in tutta Europa, trasformandoli in contenuti ed esperienze che i partecipanti possono esplorare e scoprire durante il gioco».

Vai alle presentazioni del "serious game" (video 1 e video 2)

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