Archeologia, filosofia, storia, linguistica, libri digitali, musica, economia, politica e diritto: alla Sharper Night i saperi dell’Università di Catania diventano esperienze da vivere e strumenti per immaginare il futuro
La ricerca esce dai laboratori, incontra la città e si trasforma in un’esperienza da vedere, ascoltare e sperimentare. Il 25 settembre, in occasione della Sharper Night – Notte europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, piazza Università si è trasformata in un grande vero e proprio laboratorio a cielo aperto, che ha ospitato esperimenti dal vivo, stand interattivi, giochi, spettacoli, mostre e dibattiti.
Ad illustrare la ricerca al pubblico di grandi e piccoli sono stati proprio i docenti, il personale tecnico-amministrativo, studenti e studentesse, dottorandi e assegnisti.
Tra i 41 stand allestiti in piazza, il Dipartimento di Scienze umanistiche si è presentato al pubblico illustrando una panoramica ricca ed esperienziale della propria offerta formativa e delle attività di ricerca.
L'esposizione ha proposto un itinerario coinvolgente che ha abbracciato differenti ambiti del sapere quali linguistica e dialettologia, storia del libro e tipografia, archeologia e manifattura antica e storia e società. Lo stand ha permesso ai visitatori di avvicinarsi alla ricerca attraverso progetti differenti, accomunati dalla volontà di rendere il pubblico partecipe e coinvolto.
Al suo fianco i dipartimenti di Economia e Impresa, di Giurisprudenza e di Scienze politiche e sociali.

Lo stand del Disum
Archeologia e Manifattura Antica
E se volessimo andare alla scoperta di uno dei mondi del passato? Oggi possiamo grazie alle teorie e tecniche per l’archeologia sperimentale, disciplina che trova asilo all’interno del corso di laurea di Beni Culturali del Dipartimento di Scienze umanistiche.
Le docenti Grazia Calandra e Simona Todaro hanno impostato la loro ricerca sulla tessitura, uno dei reperti archeologici difficile da trovare.
Attraverso impronte ritrovate sui tessuti e sulle ceramiche le ricercatrici provano a ricostruire le tecniche che rendevano possibile la loro realizzazione.

Simona Todaro, William Lo Piero e Grazia Calandra
«Come replica archeologica per la tessitura, ad oggi ci rimane molto poco, solo grazie a piccoli oggetti ritrovati possiamo ricostruire un’attività riproduttiva: i tessuti», ha spiegato la dottoranda Grazia Cassandra.
Le fusaiole e i pesi da telaio sono i protagonisti della loro ricerca. I filati ricavati da questi strumenti di lavorazione sono prevalentemente vegetali che hanno una particolare lavorazione con momenti di asciugatura e di battuta per essere ammorbiditi, solo dopo il Neolitico, per mezzo dell’addomesticazione delle pecore inizierà a essere sfruttato anche il vello.
D’ulteriore importanza le tecniche di assemblaggio e di colorazione dei tessuti tramite cui ad oggi si può risalire a una determinata epoca storica o a uno specifico popolo.

La dottoressa Grazia Calandra mostra dei reperti archeologici
Storia e società
Dalla veridicità dei reperti storici al pensiero filosofico di tre capisaldi della filosofia, lo stand interattivo del Disum ha offerto un momento di riflessione.
É questo il tema del progetto esposto dal dottorando Francesco Leonardi intitolato Right or Not? Moralizzatori e soggetti Morali. L’idea è quella di riflettere sulla libertà morale, capire cosa vuol dire scegliere in relazione con la libertà altrui, attraverso la lettura di Kant, Pascal e Levinas che se pur separati da idee ed epoche diverse sono considerati i padri della filosofia morale.
Scannerizzando un qr code, i visitatori hanno avuto la possibilità di esprimere la loro opinione riguardo parti di testi che hanno letto e portato con loro alla fine della serata.
Che questo abbia potuto far breccia nei cuori dei giovani studenti propensi a interfacciarsi con gli studi filosofici? Solo la loro ‘’morale’’ e il tempo potranno rivelare la risposta, nel frattempo quello che rimane è l’opportunità che questo stand ha dato loro.

La lavagna interattiva di ‘’Right or Not’’
«Inutile nasconderlo, non viviamo tempi eccezionali ma è giusto ricordare che la dimensione del conflitto e della pace ha sempre fatto parte delle comunità dalla prima età moderna all’età contemporanea», ha spiegato Giacomo Santoro, coordinatore del centro ricerca di storia del potere, conosciuto come CHISPO (Center for the History of Power) e portavoce del progetto Guerra e Pace presentato dallo stand del dipartimento di scienze umanistiche.
Il progetto si basa su una tripartizione; partendo dall’Italia dei conflitti tra il ‘400 e il ‘500, passando poi dal ‘600 con un’Europa che prova a pensare alla pace fino ad arrivare agli anni del Settecento e dell’Ottocento che hanno come protagonista un’Europa che vede nel diritto e nell’arbitrato uno strumento di risoluzione dei conflitti.
«I latini dicevano Si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace, prepara la guerra) facendo pensare che il modo più efficace per evitare un conflitto e mantenere la pace fosse mostrarsi forti, e armati e pronti a difenderci», ha spiegato il dottore di ricerca Giacomo Santoro che, con il suo progetto, ha invitato i presenti a riflettere su un’altra linea di pensiero: ‘’Se vuoi la pace, prepara la pace’’.

Tra le locandine, in basso a sinistra la proposta di ‘’Guerra e Pace’’
Linguistica e dialettologia
DALLAS – Dalla lettura alla scrittura, ha affrontato il tema delle capacità di lettura delle matricole universitarie. Il progetto nasce da un’indagine condotta su 140 studenti, attraverso la quale sono state analizzate le difficoltà incontrate nella comprensione di testi complessi, come quelli letterari e i saggi accademici.
«Ci sono delle difficoltà abbastanza grosse sulle figure retoriche, una sovrastima della propria comprensione e grandissime difficoltà di concentrazione», ha spiegato la docente e responsabile del progetto Renata Gambino, promotrice del progetto insieme a Rossana Barcellona del Dipartimento di Scienze umanistiche.
Il progetto si propone quindi di individuare possibili strumenti per rafforzare le competenze di lettura, attraverso attività dedicate alle difficoltà emerse dall’indagine, tra cui laboratori sulle figure retoriche e sulla loro funzione nei processi cognitivi.

Progetto Dallas
Storia del libro e tipografia
A coinvolgere i visitatori in maniera più ludica è stato, invece, Memory: alla scoperta del tipografo itinerante Simone Trento un tipografo itinerante che operò tra Catania e Caltagirone.
Il gioco - presentato dalla docente Simona Inserra con Giulia Blandino, Sara Di Giuseppe, Corrado Di Mauro, Federica Diliberto, Rachele Farinato, Francesca Licciardello e Marco Lugnan - proponeva di abbinare carte raffiguranti diversi elementi legati ai libri stampati nel Settecento dal tipografo catanese Simone Trento: dai caratteri mobili alla calcografia, fino all’impronta del tipografo e ai frontespizi delle sue opere.
Il progetto nasce nell’ambito dell’insegnamento di Biblioteche digitali ed è il risultato di un lavoro interdisciplinare. La ricerca sui libri e sui loro aspetti artistici è stata affiancata dalla realizzazione di un sito e di una biblioteca digitale, comprendente anche le riproduzioni dei libri conservati presso la Biblioteca del Monastero dei Benedettini di Catania. Il sito, già visitato con regolarità anche da utenti europei ed extraeuropei, è stato presentato per la prima volta al pubblico dei ragazzi proprio in occasione dell’evento.
Il lavoro è frutto della collaborazione tra Francesca Licciardello, laureata in Scienze del Testo per le Professioni Digitali, e Sara Di Giuseppe, laureata in Storia dell'Arte, che hanno unito competenze storico-artistiche e informatiche.

Memory game
Catania in playlist – Laboratorio di mappatura musicale urbana
Il progetto Catania in playlist – Laboratorio di mappatura musicale urbana, ha portato la ricerca musicologica direttamente nello spazio della città. Ai visitatori è stato chiesto di compilare un modulo, associando un artista o un brano musicale a una piazza o a un luogo simbolico di Catania.
Le associazioni raccolte permettono di osservare quali generi e artisti vengono collegati ai diversi luoghi della città e, più in generale, di indagare il rapporto tra musica, gusto personale e costruzione dell’identità.
L’attività, già illustrata durante la precedente edizione della manifestazione, è stata riproposta anche quest’anno grazie all’interesse suscitato e alla possibilità di raccogliere nuovi dati utili alla ricerca sull’identità musicale di Catania.
Una dimostrazione a cura di Maria Rosa De Luca, Giuseppe Sanfratello e delle dottorande Giuliana De Luca e Simona Di Stefano, del corso di dottorato in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale.

Catania in playlist
Economia, società e diritto: competenze per le professioni del futuro
Dall’economia alla gestione delle imprese, dalle politiche pubbliche alle relazioni internazionali, fino al diritto e alle nuove professioni legate all’innovazione: un’offerta formativa pensata per leggere e governare la complessità del presente e le trasformazioni del futuro.
Il Dipartimento di Economia e Impresa ha proposto ai visitatori i diversi percorsi in Economia, Economia Aziendale e Management delle Imprese per l’Economia Sostenibile, insieme a lauree magistrali in ambiti come direzione aziendale, politiche pubbliche, finanza e data science, formando competenze per imprese, banche, consulenza e amministrazioni.
Un settore in continua evoluzione e sempre di più interesse alla luce degli avvenimenti degli ultimi decenni.
Lo stand del Dipartimento di Economia e Impresa
Il Dipartimento di Giurisprudenza, riconosciuto Dipartimento di Eccellenza per il periodo 2023-2027, affianca alla tradizionale laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza il nuovo corso triennale in Servizi Giuridici per l’Innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle Imprese e nel Lavoro, con competenze all’incrocio tra diritto, innovazione digitale e gestione delle risorse umane.
Un ventaglio di percorsi che guarda quindi a professioni sempre più interdisciplinari, dove competenze economiche, sociali e giuridiche diventano strumenti per affrontare le sfide della transizione digitale, della sostenibilità e della trasformazione del lavoro.
Lo stand del Dipartimento di Giurisprudenza
Il Dipartimento di Scienze politiche e sociali offre invece percorsi che spaziano dall’amministrazione e organizzazione alla sociologia, dal servizio sociale alla politica, alle relazioni internazionali e alla gestione della pubblica amministrazione, aprendo prospettive professionali nei servizi, nelle istituzioni, nel terzo settore e negli organismi internazionali.
Nell’ambito della Sharper Night ha presentato il tema Che caos di democrazia. Dissonanze del presente per esplorare il tema della democrazia attraverso linguaggi non convenzionali tramite minitalk e Edu-game di ruolo e laboratori ludici sulla ricerca e quiz in stile Kahoot intitolato Chi vuol essere democratico?.

Lo stand del Dipartimento di Scienze politiche e sociali