Ricerca, inclusione e innovazione sociale al centro del confronto promosso dall’ateneo per rafforzare il dialogo con il territorio e le reti internazionali per attuare l’Agenda 2030
In un Mediterraneo che cambia e chiede risposte sempre più integrate e concrete, l’Università di Catania si conferma snodo strategico tra conoscenza e trasformazione sociale.
L’incontro Ateneo e territorio: come l’Università di Catania declina la sostenibilità attraverso la Terza Missione, ospitato nella Sala Ulisse di SiciliaFiera nell’ambito del Green Expo del Mediterraneo Ecomed 2026, ha acceso i riflettori sul ruolo dell’Ateneo come motore di sviluppo sostenibile, inclusivo e partecipato.
Un confronto ampio e articolato - organizzato dal CTS dell’Area Terza Missione di Unict in collaborazione con la Scuola Superiore di Catania - che ha messo in dialogo ricerca, istituzioni e società civile, delineando una visione di università sempre più aperta, responsabile e connessa ai bisogni reali del territorio.
Il panel, introdotto dalla prorettrice dell’Università di Catania, prof.ssa Lina Scalisi, è stato curato dai delegati dell’Area Terza Missione e dalla Scuola Superiore, con il coordinamento della prof.ssa Margherita Ferrante, selegata alla Terza Missione dell’ateneo, e della prof.ssa Ida Nicotra, presidente della Scuola Superiore.

In foto la prof.ssa Lina Scalisi, prorettrice dell'Università di Catania
In linea con l’indirizzo strategico del rettore dell’Università di Catania, prof. Enrico Foti, l’incontro ha approfondito i principali assi di sviluppo legati alle persone, al territorio, alla produttività e all’inclusione sociale, evidenziando il ruolo centrale dell’Ateneo nel promuovere modelli sostenibili di crescita.
L’Università di Catania sostiene questo percorso attraverso il rafforzamento delle reti di partenariato a livello locale, regionale, nazionale e internazionale, consolidando il dialogo tra istituzioni, comunità e sistema produttivo.
Gli interventi dei delegati del rettore - i docenti Carlo Colloca (Osservatorio prefettizio per la devianza minorile), Germana Barone (Processo di accreditamento dei musei del SiMuA al Sistema Museale Nazionale), Teresa Consoli (Referente Polo Universitario Penitenziario), Liana Maria Daher (Processi sociologici del territorio e parità di genere), Margherita Ferrante (Terza missione), Concetta Laudani (Rapporti con gli enti del Terzo settore), Agata Matarazzo (Incubatore, start-up e spin-off), Federica Santagati (Presidenza Sistema museale d'ateneo), dei dottori Giuseppe Trovato e Vanessa Rapisarda della Scuola Superiore e dell'Ing. Valerio Lombardi consociato con il Cersites dell'Università Sapienza di Latina - hanno spaziato dalle povertà educative territoriali all'inclusione allo studio come responsabilità sociale, alle differenze di genere in un'analisi intersezionale, al ruolo del Terzo Settore tra welfare ed economia, al ruolo dei musei come veicoli di bellezza, di cultura e di inclusione sociale, al public engagement in università e alla Scuola Superiore, alla sostenibilità economica, energetica e sociale.

Un momento dell'incontro
La strategia adottata dall’ateneo catanese per l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 si inserisce nel quadro della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. In questo contesto, l’Area della Terza Missione e la Scuola Superiore promuovono politiche, azioni e strumenti orientati a una sempre maggiore integrazione tra le dimensioni sociale, sanitaria, ambientale ed economica dello sviluppo, ma anche individuando obiettivi di sostenibilità e una serie di politiche, azioni e strumenti di attuazione orientati verso una sempre maggiore sinergia tra la dimensione sociale, sanitaria, ambientale ed economica dello sviluppo.

Un momento dell'incontro