Erasmus, il viaggio che cambia la vita degli studenti

Al Salone dell’orientamento un momento di confronto tra chi vorrebbe partire e chi è già tornato

Irene Persano e Husti Dan Razvan Laurentiu
Un momento dell'intervento di Gabriele
Un momento dell'intervento di Chiara
Un momento dell'intervento di Giulia
Un momento dell'intervento di Francesco
Un momento dell'intervento di Gabriele
Un momento dell'intervento di Ginevra
Un momento dell'intervento di Giusy Catanese

Tra testimonianze, programmi europei e reti internazionali, il Salone dell’orientamento ha ospitato un talk per raccontare il programma Erasmus e il progetto Eunice come esperienza di crescita personale e professionale: partire non è più un rischio, ma un’opportunità sostenuta dall’Università di Catania.

Non è solo un passaggio all’estero, né un semplice capitolo del percorso universitario: l’Erasmus diventa una prova generale di vita adulta. E gli studenti, insieme con i docenti, hanno raccontato senza filtri paure, cambiamenti e scoperte di chi ha scelto di partire e di non essere più la stessa persona al ritorno.

Al talk, organizzato nell’ambito del Salone dell’Orientamento - l’appuntamento annuale promosso dall’Università di Catania nell’ambito del progetto OUI, Ovunque da qui, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi dell’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU – Pnrr -, sono stati in tantissimi studenti e studentesse a prendervi parte.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Non si è parlato solo di immatricolazioni, ma un’occasione per creare quella “cittadinanza europea” sempre più concreta e voluta dal fondatore Erasmo da Rotterdam.

«Se di Erasmus conoscete solo il viaggio, siamo qui oggi per aprire i vostri orizzonti e darvi la possibilità di guardare coi vostri occhi risultati, paure e sogni di chi era titubante prima di voi. Non abbiate paura di fare domande e non abbiate paura di lanciarvi», ha spiegato in apertura di talk il professore Mattia Frasca, docente di Automatica e delegato del rettore ai Progetti Erasmus.

«L’Erasmus non è solo un viaggio, ma è un’opportunità per la vita», ha aggiunto Giusy Catanese, coordinatrice dell'Unità Operativa Relazioni Internazionali (UORI) dell'Ateneo.

A seguire sono intervenuti numerosi studenti e studentesse che hanno raccontato le proprie esperienze vissute all’estero. 

A rompere il ghiaccio è stato Gabriele, uno studente rientrato da Nantes: «Le prime settimane sono una sfida, ambientarsi in un posto completamente nuovo e con persone che hanno abitudini diverse è critico, ma arrivati alla fine non vorrete più tornare», ha ammesso con un sorriso.

«A noi in Sicilia avere la libertà di andare ovunque sembra strano, siamo su un’isola – ha proseguito -, ma quando ero lì prendevo il treno ogni settimana e viaggiavo. Il mio messaggio finale è: provateci, con la paura e la lontananza da casa, con l’ansia, provateci».

Un momento dell'intervento del prof. Mattia Frasca

Un momento dell'intervento del prof. Mattia Frasca

A seguire ha preso la parola Chiara, studentessa del Dipartimento di Economia e Impresa, che ha offerto la sua visione su ciò che significa “uscire dal guscio”. 

Nel suo intervento ha raccontato con emozione il suo “salto” da un paesino di soli duemila abitanti alla realtà di Valencia: «Mi sono ritrovata in una realtà cosmopolita a cui non ero abituata e non sapevo nemmeno la lingua – ha spiegato ridendo -, ma è stata la paura a farmi crescere. Adesso posso dire che sono una persona capace di prendere in mano le redini della sua vita e affrontare di tutto. Le barriere che mi ero costruita sono crollate, sono una persona nuova».

«Non pensate che sarete lasciati allo sbaraglio», ha aggiunto Giulia, studentessa di Mediazione linguistica, che ha raccontato il suo semestre vissuto a Siviglia: «C’è una intera rete di contatti dedicata agli studenti internazionali, come l’ESN - Erasmus Student Network. Sono gli studenti di questa comunità a organizzare uscite e iniziative, proprio per rendere l’inserimento quasi immediato. Io sono stata in Spagna, ma frequentavo ragazzi del Brasile, della Francia, di tutto il mondo». «Uscire dalla propria zona di comfort è il segreto della crescita personale, ha confidato e agganciandosi ai messaggi già lanciati dai colleghi ha aggiunto: «Ne varrà sempre la pena».

La seconda parte del talk ha messo al centro dell’attenzione il progetto Eunice, «un’alleanza che permea l’esperienza universitaria catanese e di altre università europee», come ha spiegato la professoressa Cristina Satriano, coordinatrice del progetto per Unict. 

«Iscriversi a Catania significa far parte di un network che comprende dieci atenei partner in tutta Europa: Polonia, Spagna, Germania, Belgio, Francia, Svezia; Finlandia, Portogallo e Grecia – ha proseguito la docente -. Far parte di questa alleanza garantisce l'accesso a diversi vantaggi, gli studenti hanno la possibilità di frequentare corsi di lingua, partecipare ad attività legate allo sport e al teatro o perfino seguire i cosiddetti shared courses che verranno riconosciuti nel piano di studi». 

Un momento dell'intervento della prof.ssa Cristina Satriano

Un momento dell'intervento della prof.ssa Cristina Satriano

A seguire sono intervenuti Francesco e Gabriele, rappresentanti degli studenti nell’alleanza Eunice: «Non ci si ferma soltanto a corsi online, c’è la possibilità di partecipare ai Blended intensive programs, ovvero programmi intensivi di circa una settimana che uniscono esperienza fisica e virtuale, tutto interamente finanziato dai fondi Erasmus».

E aggiunge Gabriele: «Abbiamo un portale online, l’Eunice international internship research portal, che vi aiuta a trovare il tirocinio più adatto a voi».

«Facciamo parte dello Student advisory board, che ci premette di presentare le nostre idee al resto dell’alleanza – ha sottolineato Francesco -. Partecipando al progetto entrate nel dietro le quinte dell’organizzazione dell’Università e degli eventi studenteschi come il Palio».

La chiusura del talk è stata affidata a Ginevra, studentessa di Scienze chimiche che ha completato l'Excellence Program in Chimica, un percorso di eccellenza riservato agli studenti della laurea magistrale. «Il programma include una Summer School itinerante annualmente organizzata tra Catania e altre università europee – ha raccontato -. Successivamente ho avuto la possibilità di trascorrere sei mesi a Mons per la tesi, il tutto finanziato con borse di studio Erasmus». «Non fatevi frenare troppo dall’aspetto economico perché la ricerca all’estero, così come lo studio, sono sostenuti dalle università», ha aggiunto. 

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