Rosanna Cappelli di Electa Mondadori è intervenuta alla conferenza internazionale Chain 2024 al Monastero dei Benedettini
Rosanna Cappelli, direttrice generale della divisione Arte, mostre e musei di Electa Mondadori, è intervenuta alla conferenza internazionale Chain 2024 al Monastero dei Benedettini con una relazione dal titolo Esistere come donna”. Percorsi e strategie editoriali per una Nuova geografia della creatività femminile.
All’interno della conferenza ha illustrato un’esperienza ventennale nella direzione della sezione mostre e musei, arte della casa editrice. Laureata a Perugia con una tesi sull’ideologia figurativa dell’età di Augusto, archeologa di formazione che sperimenta fin da subito degli interventi attivi dedicati al patrimonio culturale. Approdata ad Electa nel 2001, in una prima fase si occupa di gestione e sviluppo e coordinamento dell’area dei beni culturali. Dal 2010 è direttrice generale della Divisione arte, mostra e musei, dal 2020 è amministratrice delegata.
In questi ultimi vent'anni di lavoro in Electa, ha osservato un declino nell'interesse per l'archeologia. Durante la sua carriera editoriale, ha pubblicato un volume intitolato Gli storici dell'arte e la peste, nel quale gli storici dell'arte riflettevano sul declino del loro campo disciplinare rispetto agli archeologi, che invece erano riusciti a consolidare la loro importanza nella propria disciplina.
Tuttavia, negli anni '80 e '90, vi è stato un arretramento della disciplina archeologica, che ha perso la capacità di trasmettere l'importanza della storia e della ricerca archeologica, sia per il passato recente, sia per le basi di un futuro più informato e consapevole per il nostro paese. Per quanto riguarda l'archeologia, ha cercato di concentrarsi sulla realizzazione di progetti e si è avvicinata agli economisti della cultura quando l'economia della cultura cominciava a intersecarsi con le scienze umanistiche.
Electa, casa editrice che il prossimo anno festeggia 80 anni, è stata creata nel 1945 da Bernard Berenson a Firenze, subito dopo la guerra, quando si parlava di ricostruzione del patrimonio culturale che abbiamo dopo la guerra; in modo che potesse diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano. Alla fine degli anni 90 era una casa editrice molto settentrionale che poneva più attenzione alla storia dell’arte che a quella antica o all’archeologia.
Approda in Electa nell’anno in cui vince la gara del Colosseo e dei fori imperiali e quindi aveva il bisogno di interloquire con gli archeologi in modo che essi potessero fare da mediatori tra il mondo delle sovrintendenze e dell’editoria alta milanese. Lavorando così per diversi complessi archeologici e musei di Roma e Napoli.
Tuttavia, la pandemia da Covid-19 ha segnato un punto di svolta anche per le mostre della casa editrice, influenzando anche le prospettive riguardanti nuovi orientamenti editoriali e progetti culturali. Dopo un primo momento di smarrimento, hanno iniziato a riflettere su come poter introdurre nuove mostre capaci di catturare l'attenzione del pubblico, superando le tradizionali esposizioni "schematizzate" che riproponevano continuamente soggetti e temi del Novecento.
In un esercizio creativo, hanno cominciato a elaborare progetti utopistici che, seppur irrealizzabili, avrebbero rappresentato delle interessanti proposte. Da qui è nata l'iniziativa oggi conosciuta come Electa Letteratura, che si rifà alla gloriosa tradizione di Einaudi Letteratura di Paolo Fossati.

Un momento dell'intervento di Rosanna Cappelli
«Questa collana rivoluzionaria ha tentato per la prima volta di integrare nella storia dell'arte tutti i saperi della cultura moderna e contemporanea, quali filosofia, scienza e letteratura. Il primo progetto di Electa Letteratura, basato sul lavoro di Giulio Polini e introdotto da Italo Calvino, è stato fortemente influenzato dalla filosofia di Einaudi Letteratura. Quando hanno concepito il progetto di una mostra su Italo Calvino, hanno collaborato anche con il gruppo Mondadori, contando sul loro supporto per realizzare l'esposizione, che alla fine ha conquistato uno dei luoghi espositivi più prestigiosi in Italia, le Scuderie del Quirinale», spiega Rosanna Cappelli.
«La complessità di raccontare, seppur uno scrittore con lo sguardo particolarmente sensibile all’arte e con una scrittura definita “visiva” per il quale egli stesso affermò che “all’origine di ogni storia che ho scritto c’è un’immagine che mi gira per la testa, nata chissà come e che mi porto dietro magari per anni. A poco a poco mi viene da sviluppare questa immagine in una storia con un principio e una fine”, come ha detto Italo Calvino da I nostri antenati», ha aggiunto l’ad di Electa.
«Una delle motivazioni alla base del progetto della mostra è stata certamente la sua comunicazione e l'identità visiva, curate da Leonardo Sonnoli – ha raccontato -. Già dal titolo della mostra è chiaro che si tratta di un'esposizione artistica e non solo letteraria. La mostra è stata accompagnata da un catalogo che ha ricevuto il premio come miglior libro illustrato dell'anno alla fiera del libro di Firenze».
«Questo catalogo ha una particolarità: è stato scritto da un unico autore, Mario Berenghi, uno dei principali studiosi dell'opera di Calvino, garantendo così coerenza stilistica e lessicale. Insieme al catalogo è stato pubblicato un volume A-Z, noto come Casa Enciclopedia, curato da Marco Petroliti. Oltre all'Enciclopedia e al catalogo, è stata ripubblicata anche la prima edizione di Einaudi Letteratura di Paolo Fossati, curata da Giulio Polini, con contributi di Marco Petroliti e Andrea Cortellessa», ha spiegato.
«Dopo l'emergenza causata dalla pandemia, è stato adottato uno spirito nuovo, caratterizzato dal desiderio di superare la separazione che negli ultimi anni ha contraddistinto le diverse discipline del Novecento, un secolo di modernità e di grande interesse nell'ambito della letteratura artistica e delle esposizioni artistiche non solo in Italia ma anche nel resto del mondo», ha aggiunto.
«È importante recuperare lo spirito di interdisciplinarità che ha caratterizzato questo periodo. Pertanto, è stato proposto di istituire una fondazione, che verrà lanciata a marzo, come omaggio a un grande scrittore del Novecento, Daniele del Giudice, e al suo lavoro "Fondamenta", da cui la fondazione prende il nome. Questo omaggio vuole anche riconoscere l'importanza della disciplina archeologica e storica, da cui provengono molti dei collaboratori di Electa», ha raccontato Rosanna Cappelli.

In foto da sinistra Rosanna Cappelli, Stefania Rimini e Giuseppe Sanfratello
«Questa fondazione culturale, che non sostituirà Electa nella produzione di libri o mostre, avrà come obiettivo principale quello di occuparsi di tre principali ambiti. Il primo ambito è quello dell’educazione e della diffusione della cultura perché in questi anni si assistette alla crisi di quella che era stata da sempre la vocazione didattica-educativa dei musei», ha aggiunto.
«Si pone lo scopo, quindi, di sviluppare dei progetti che riportino l’educazione e la diffusione delle conoscenze all’interno dei musei e delle aree archeologiche. Il secondo ambito è quello delle feste culturali, sviluppando dei progetti di feste culturali che possano accompagnare i libri e le mostre. Il terzo ambito è quella della comunicazione e del marketing per il quale vennero avviati due filoni: da un lato la resistenza del 1945 e dall’altro il progetto Esistere come donna», ha spiegato.
«Il primo progetto nasce in seguito ai due progetti di Calvino e Fenoglio per celebrare la resistenza, la quale festa si tenne lo scorso anno, per tre giorni, nel quartiere della Garbatella a Roma e che vide coinvolte persone di tutte le età nel cimentarsi a raccontare la letteratura e la storia della resistenza avendo un grande successo», ha precisato.
«Il secondo filone, Esistere come donna, prende il nome da una mostra fondamentale tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 1983, curata da Anna Castelli Ferrieri, architetta e fondatrice di Kartel – ha raccontato -. La mostra è stata pionieristica nel tentativo di ricostruire la storia dell'emancipazione femminile e il riconoscimento dei diritti e del ruolo delle donne. Questo titolo viene ora ripreso per avviare iniziative culturali su scala nazionale, con progetti espositivi dedicati a figure femminili di rilevanza nei settori creativi tradizionalmente dominati dagli uomini. In particolare, al Parco archeologico del Colosseo, sarà allestita una mostra su Penelope, interpretata non solo come figura storica, ma anche come archetipo presente nella letteratura e nel cinema moderni e contemporanei».
La mostra, curata da Alessandra Sarchi e Claudio Franzoni, si svolgerà nell'autunno prossimo e occuperà il tempio del Divo Romolo e le Uccelliere Farnesiane. Altrove, alla Galleria Borghese di Roma, sarà allestita una mostra su Louise Bourgeois, mentre a Palazzo Corsini verrà presentata una mostra su Elsa Schiaparelli, con il titolo "Elsa prima di Elsa", che esplorerà la sua relazione con la cultura classica e rinascimentale di Roma.
A Genova, in autunno, sarà organizzata una mostra su Berthe Morisot, l'unica artista donna a partecipare alla prima mostra impressionista del 1874 organizzata da Nadar nel suo studio fotografico. Questo progetto è accompagnato da nuove collane editoriali, come dalla A alla Z, dedicata a figure eclettiche del Novecento che hanno applicato le loro conoscenze in vari ambiti della creatività culturale.
La collana oilà
Deve il suo titolo al ritornello della canzone popolare socialista La lega, poi entrata nel repertorio delle mondine: “Sebben che siamo donne paura non abbiamo, abbiamo delle belle e buone lingue e ben ci difendiamo. A oilì oilì oilà e la lega la crescerà”.
La collana ha la caratteristica di essere formata da due libricini molto piccoli di sessantamila battute che si leggono come se fossero un podcast di quarantacinque minuti, non sono illustrati se non da massimo tre figure che rappresentano la donna di cui si parla ed è espressamente curata da Chiara Alessi e dedicata a quelle figure femminili che sono riuscite a sfondare in ambiti prettamente considerati maschili ma per le quali non vi fu abbastanza considerazione.
Vennero, così realizzati dieci libricini con una grafica curata da Leonardo sonori e che riprende quella celebre di Bruno Munari usata per le cento pagine Einaudi di Italo Calvino.
Al giorno d’oggi, molte città italiane, sono meta di molti turisti che vengono da ogni parte del mondo, una città in particolare è Roma, la nostra capitale, la sua area storica viene spesso trascurata. Oggi ricucire le emergenze storico-monumentali del centro di Roma con la città stessa ed i suoi abitanti è l’obiettivo principale di Electa e di chi è interessato all’eredità ed al patrimonio culturale.