Il rettore Enrico Foti ha ricevuto il nuovo Presidente del Tribunale, Mariano Sciacca, al Palazzo centrale
L’integrazione strutturale tra intelligenza artificiale e giustizia rappresenta oggi la sfida più rilevante del sistema giudiziario. E in questo contesto si inserisce la collaborazione tra mondo accademico e giuridico i cui pilastri sono l’innovazione, la formazione specialistica e il trasferimento di competenze.
Proprio il processo innovativo dell’AI è destinato a incidere in profondità sull’organizzazione degli uffici, sulla gestione dei procedimenti e sul supporto alle decisioni.
In questo scenario, la digitalizzazione non rappresenta soltanto un obiettivo di efficienza, ma diventa il presupposto per ripensare modelli operativi e flussi di lavoro in chiave data-driven. L’Università di Catania e il Tribunale etneo si muovono in questa direzione rafforzando un percorso già avviato, che punta a integrare competenze giuridiche e tecnologiche in modo sistemico, trasformando l’innovazione in uno strumento concreto a servizio della qualità e della trasparenza della giustizia.
Non si tratta di un punto di partenza, ma di un’evoluzione coerente di collaborazioni già consolidate, come dimostra il progetto JustSmart, che ha posto le basi per l’applicazione di soluzioni di intelligenza artificiale a supporto delle attività giudiziarie.
Su questa traiettoria si inserisce l’incontro di martedì sera tra il nuovo presidente del Tribunale, Mariano Sciacca, e il rettore Enrico Foti.
A prendere parte all’incontro, nei locali del Rettorato del Palazzo centrale dell’Università, anche la prorettrice Lina Scalisi e il direttore generale Corrado Spinella.

In foto da sinistra Lina Scalisi, Mariano Sciacca, Enrico Foti e Corrado Spinella
Il confronto ha confermato come il rapporto tra IA e giustizia rappresenti oggi uno dei principali ambiti di sviluppo strategico condiviso. Sono già attive, infatti, collaborazioni con diversi dipartimenti dell’ateneo — tra cui Matematica e Informatica e Ingegneria civile e Architettura — impegnati in progetti congiunti che valorizzano il know-how locale e puntano alla definizione di modelli replicabili su scala nazionale. In questo scenario, l’innovazione organizzativa degli uffici giudiziari etnei si configura come un laboratorio avanzato, già riconosciuto come realtà pilota nell’ambito di iniziative ministeriali dedicate all’impiego dell’intelligenza artificiale.
Nel corso dell’incontro è stata, inoltre, richiamata la recente attivazione di tirocini curriculari, che coinvolge molti giovani allievi dell’ateneo in processi orientati all’analisi e all’ottimizzazione dei processi organizzativi del Tribunale, e si è discusso dell’opportunità di avviare percorsi formativi avanzati nei settori dell’innovazione giuridica e dell’integrazione tra diritto e tecnologie digitali e della disponibilità ad offrire un supporto tecnico da parte di personale docente e degli uffici universitari, anche in ambito provveditorale per contribuire alla realizzazione della futura Cittadella giudiziaria. L’obiettivo è rispondere in modo concreto alla crescente domanda di competenze qualificate, tanto nel settore pubblico quanto in quello professionale.
«L’incontro con il presidente Mariano Sciacca – ha sottolineato il rettore Enrico Foti -, segna l’avvio di un percorso di grande valore tra istituzioni che condividono una stessa responsabilità: interpretare e guidare il cambiamento della società con una visione responsabile. Credo che Università e sistema giudiziario, pur nella diversità dei ruoli, siano oggi chiamati a individuare spazi comuni di azione, mettendo a sistema competenze, conoscenza e capacità di innovazione, anche tecnologica. In questo quadro, l’intelligenza artificiale rappresenta un ambito strategico di collaborazione: una leva che richiede competenze avanzate, visione interdisciplinare e una forte capacità di governo dei processi, per tradurre l’innovazione tecnologica in strumenti concreti al servizio delle istituzioni».
«Come rettore dell’Università di Catania – ha concluso -, intendo rendere il nostro ateneo un partner attivo in questa trasformazione, contribuendo con la ricerca, la formazione e il trasferimento tecnologico allo sviluppo di modelli più efficienti, accessibili e coerenti con le sfide contemporanee. Sono convinto che sia proprio in questo dialogo tra istituzioni che si costruisce un nuovo rapporto con il territorio, capace di generare valore pubblico e tradurre l’innovazione in servizi concreti per la comunità».
Le parti hanno, infine, condiviso l’impegno a proseguire il confronto nelle prossime settimane, con l’obiettivo di definire operativamente i percorsi di collaborazione e dare concreta attuazione alle progettualità comuni.