Al Dipartimento di Economia e Impresa presentati i risultati del progetto Pnrr che ha coinvolto oltre 600 ricercatori e 27 istituzioni per analizzare disuguaglianze, sostenibilità sociale e sviluppo territoriale
Negli ultimi due decenni, per una concatenazione di crisi, le problematiche legate all'inclusione sociale sono diventate ampie e interdipendenti: povertà, alienazione dal mercato del lavoro e squilibri regionali.
In questo contesto ha preso forma il progetto GRInS – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable, finanziato attraverso la Missione 4 del Pnrr che coinvolge un’ampia rete di università, enti e imprese.
GRInS è un partenariato di ricerca pubblico e privato - finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della Missione 4 del Pnrr con il supporto di NextGenerationEu - che conta la presenza di 27 istituzioni per un totale di oltre 600 ricercatrici e ricercatori in tutto il territorio nazionale che insieme ai qualificati partner selezionati attraverso i “bandi a cascata” ha consolidato un ecosistema d’innovazione e ricerca data-driven.
L’Università di Catania ha partecipato con numerosi gruppi di ricerca, ciascuno specializzato in aeree tematiche strategiche, attraverso la produzione di dati, modelli di analisi ed evidenze scientifiche che alimentano la piattaforma digitale Amelia, una “data knowledge platform” che trasforma la ricerca in un sistema integrato di dataset in diversi formati, dashboard e servizi di analisi offrendo così strumenti integrati, modelli altamente innovativi di riferimento per enti, ricercatori e decisori politici essenziali per lo sviluppo economico, l’innovazione e la creazione di valore per la società.
In particolar modo – nell’ambito del progetto – l’ateneo catanese ha svolto un ruolo centrale coordinando lo Spoke 8 – Social sustainability, al quale partecipano studiosi di numerosi atenei italiani, insieme alle associazioni Seconda Chance e Comunità di Sant’Egidio.

Un momento della presentazione dei risultati del progetto Grins
I ricercatori dell'Università di Catania, parallelamente, hanno contribuito anche ad altri spoke coordinati da Bologna, Venezia, Milano Bocconi, Torino e Bari. In particolar modo l’ateneo catanese ha contribuito alla produzione di ricerche socio-economiche su indicatori di benessere nelle regioni europee, relazione tra partecipazione culturale e inclusione sociale, dinamiche di criminalità e comportamenti devianti, classifiche territoriali, insularità e marginalità economica, educazione all’imprenditorialità, sostenibilità e circolarità nei sistemi agroalimentari, accessibilità ai servizi per cittadini, finanza consapevole, purpose ecosystem e strategie di smart specialization.
L’attività dei gruppi di ricerca si sono focalizzate sulla necessità di approcci finalizzati a privilegiare missioni orientate al cambiamento e alla creazione di valore collettivo. Due elementi risultano centrali nel progetto Grins: la formazione specifica per i potenziali imprenditori orientata ad affrontare problemi collettivi e lo sviluppo di ecosistemi innovativi multi-attore, capaci di sperimentazione continua e apprendimento iterativo.
In questo contesto sono stati identificati cinque assi strategici di policy: Formazione continua contro l'obsolescenza da automazione; investimento pubblico territorialmente differenziato; strumenti finanziari differenziati per le imprese fragili; Programmi integrati (finanziario + non finanziario); percorsi ITS rafforzati nel Mezzogiorno; contrasto alla povertà educativa digitale; intervento embedded negli ecosistemi sociali locali; Standard condivisi per la misurazione dell'impatto; piattaforme di co-investimento e knowledge sharing; strumenti di governance adattiva; potenziamento Financial Inclusion.
E, inoltre, Framework che combinino allocazione, capacity building organizzativo e valutazione dell'impatto; supporto dedicato alla ristrutturazione e digitalizzazione; semplificazione burocratica; coordinamento inter-istituzionale; Dati interoperabili come bene pubblico; monitoraggio adattivo delle politiche a livello territoriale/settoriale; valutazione ex-ante ed ex-post degli impatti distributivi.

Un momento dell'intervento del prof. Marco Romano
I risultati del progetto Grins sono stati illustrati venerdì scorso, nell’aula magna del Palazzo delle Scienze, sede del Dipartimento di Economia e Impresa, nel corso di un incontro rivolto agli stakeholder del territorio. Nel corso dell’iniziativa i relatori hanno illustrato evidenze e strumenti che aiutano a comprendere come promuovere inclusione, partecipazione attiva e sviluppo locale sostenibile.
A conclusione della giornata è stato inaugurato il nuovo Centro Phygital per l’educazione all’imprenditorialità e l’inclusione sociale, nei locali del Polo didattico “Emilio Giardina” in Corso delle Provincie.
I risultati dello Spoke 8 – “Social sustainability”
All’interno dello Spoke 8, le attività del Wp1, coordinato da Gianpiero Torrisi, hanno analizzato le disuguaglianze regionali in Europa adottando un approccio multidimensionale che include istituzioni, infrastrutture, salute, istruzione e innovazione. Attraverso metodi multicriteriali sono state misurate disparità non solo tra Paesi, ma anche all’interno dei singoli Stati, mostrando come le regioni periferiche e insulari talvolta compensino la loro posizione geografica, ma anche come forti squilibri interni riducano la resilienza economica complessiva. La coesione territoriale emerge dunque come elemento essenziale per uno sviluppo europeo più equilibrato e socialmente sostenibile.
Il Wp2, coordinato da Tiziana Cuccia, ha studiato la partecipazione culturale in presenza e online utilizzando dati regionali e una survey rappresentativa della popolazione italiana che ha coinvolto 10mila intervistati. I risultati rivelano che la partecipazione digitale tende a essere maggiore nelle aree dove già è più elevata la partecipazione in presenza. Le tecnologie ampliano quindi le opportunità, ma non rimuovono da sole le barriere esistenti. L’idea che la partecipazione culturale possa favorire inclusione e coesione sociale riceve conferme parziali, suggerendo la necessità di politiche mirate per una partecipazione realmente sostenibile dal punto di vista sociale.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Tiziana Cuccia
Il Wp3, coordinato da Francesco Drago, ha prodotto due importanti dataset originali che permettono di mappare l’infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni e nelle imprese. Il primo integra informazioni su sindaci, amministratori locali e bilanci dei comuni del Centro‑Nord, stimando la probabilità di infiltrazione della criminalità organizzata mediante incrocio con dati provenienti da fonti giudiziarie, giornalistiche e parlamentari.
Il secondo dataset riguarda invece l’intero universo delle imprese private italiane, associando a ciascuna una probabilità di infiltrazione. Questi strumenti consentono analisi causali di dettaglio e offrono una fotografia inedita del legame tra criminalità, potere locale ed economia, contribuendo a comprendere condizioni istituzionali necessarie per lo sviluppo socio‑economico sostenibile dei territori.
Il Wp4, coordinato da Marco Romano, ha mappato le iniziative di educazione all’imprenditorialità rivolte a gruppi fragili quali NEET, persone detenute e migranti, e ha curato la progettazione del nuovo Centro Phygital, che diventerà un punto di riferimento per percorsi di empowerment, formazione e inclusione socio‑lavorativa grazie alla combinazione di spazi fisici e tecnologie digitali. Questo lavoro contribuisce in modo diretto alla costruzione di percorsi di inclusione e sostenibilità sociale attraverso l’acquisizione di competenze imprenditoriali.
Le attività dello Spoke 8 sono state coordinate dal direttore del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, Roberto Cellini.

I docenti Marco Romano e Melita Nicotra
I contributi di UniCT negli altri spoke
All’interno dello Spoke 0, sotto la supervisione di Venera Tomaselli, è stato conferito un importante set di dati alla piattaforma nazionale Amelia, dedicata alla misurazione della sostenibilità sociale nei territori. Il database comprende informazioni su tutti i comuni italiani, con centinaia di indicatori relativi a demografia, economia, ambiente, servizi pubblici e partecipazione elettorale; questa banca dati affianca le evidenze derivanti dalla vasta indagine campionaria su 10.000 cittadini su digitalizzazione e partecipazione civica, politica e culturale, fornendo uno strumento essenziale per progettare politiche pubbliche sostenibili e inclusive.
Nello Spoke 1, il gruppo dei ricercatori catanesi, coordinato da Mario D’Amico, ha analizzato la sostenibilità e l’economia circolare nelle filiere olivicola e cerealicola, integrando analisi territoriali, valutazioni economiche, Life Cycle Assessment e survey alle imprese. Le evidenze mostrano l’importanza della valorizzazione dei sottoprodotti e dell’innovazione tecnologica per migliorare le performance economiche e ambientali delle aziende agroalimentari, contribuendo alla sostenibilità complessiva delle attività economiche rivolte del settore primario.
Le attività dello Spoke 2, guidate per l'Università di Catania da Giacomo Pignataro, si sono concentrate sull’accessibilità ai servizi sanitari e hanno misurato la resilienza del sistema ospedaliero italiano durante e dopo la pandemia. L’analisi evidenzia che il recupero dei ricoveri programmati è stato incompleto in molte aree e che nelle regioni meridionali il ruolo dei privati accreditati ha inciso in modo rilevante sulla capacità di risposta complessiva del sistema. Il lavoro mette in luce come la sostenibilità sociale dei sistemi sanitari dipenda dall’equilibrio tra offerta pubblica e privata e dalla capacità di garantire accesso equo ai servizi essenziali.

Un momento dell'intervento del prof. Giacomo Pignataro
Le unità impegnate nello Spoke 4, coordinate da Silvia Angilella hanno proposto un modello innovativo di valutazione del merito creditizio delle PMI che integra Data Envelopment Analysis e metodi multicriteriali, incorporando l’incertezza nelle preferenze degli stakeholder e fattori ESG, applicato a dati recenti sulle PMI quotate. Questa prospettiva contribuisce alla sostenibilità del sistema economico, in particolare facilitando l’accesso a strumenti finanziari più equi e trasparenti per le piccole e medie imprese.
Nello Spoke 5, coordinato da Salvatore Greco, con il contributo tra gli altri di Melita Nicotra, è stato introdotto un indice che misura la capacità dei territori di creare ecosistemi orientati a finalità sociali e ambientali. È stata inoltre condotta un’analisi delle strategie regionali di specializzazione intelligente e sviluppato l’applicativo SCORE, che permette di costruire classifiche personalizzate sulla base delle preferenze degli utenti. Il lavoro contribuisce alla definizione di politiche territoriali sostenibili e orientate all’innovazione responsabile.
Nello Spoke 7, coordinato da Benedetto Torrisi, la ricerca ha quantificato diversi aspetti dei costi dell’insularità, dall’impatto geografico sul PIL ai riflessi sulle infrastrutture, sui flussi commerciali, sul costo della vita e sulla competitività delle imprese isolane. Sono in corso ulteriori approfondimenti sul costo della fuga di capitale umano e su altri elementi rilevanti per la definizione di politiche a livello nazionale ed europeo. Questa analisi contribuisce a individuare strategie per una sostenibilità economica e territoriale delle regioni insulari.

Un momento dell'intervento del prof. Benedetto Torrisi