“Il mare in cortile”, il potere delle relazioni

Al Cut è stato proiettato il film del regista ceco Martin Horský nell’ambito della rassegna KinEst Fest

Damiana Cotispoti

Catania ha riacceso le luci sul KinEst Fest, festival cinematografico internazionale giunto ormai alla sua quinta edizione, dedicata ai temi dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’evento, in cui si sono alternate numerose proiezioni e incontri con i registi, dal 1° al 10 ottobre, si è svolto in alcune delle sedi culturali più apprezzate della città: il Centro Universitario Teatrale, Zo Centro Culture Contemporanee e l’Arena Adua.

Oltre a promuovere le ultime produzioni del cinema europeo, il KinEst Fest ha dato anche spazio agli spettatori di contribuire in maniera attiva alla formazione delle classifiche finali attraverso la possibilità di attribuire un voto online per ogni film visionato in sala.

Un momento della proiezione al Cut

Un momento della proiezione al Cut

Tra le proiezioni più significative, al Cut si è tenuta quella de Il mare in cortile (Moře na dvoře) del regista ceco Martin Horský. Il film, girato interamente a Praga, è uscito nelle sale della Repubblica Ceca lo scorso 6 febbraio 2025 e la proiezione avvenuta durante il KinEst Fest ha segnato non solo la sua prima presentazione ufficiale all’estero, bensì anche il suo debutto in concorso in un festival internazionale.

La storia racconta di Josef, un affermato liutaio che trascorre la maggior parte delle sue giornate nel laboratorio ricavato nel cortile della sua casa. L’uomo non è mai stato al mare, e la cosa più vicina che possiede a quell’ambiente è una pozzanghera in giardino che cura e innaffia ogni giorno affinché gli uccellini abbiano sempre qualcosa da bere.

Josef non ha una famiglia: non si è mai sposato né ha avuto e figli, ma è segretamente innamorato della sua bellissima vicina di casa Anezka; inoltre, quando non crea e affina i suoi violini, si ritrova con il suo migliore amico, Václav, in una birreria per giocare a scacchi.

Un frame del film

Un frame del film

Di recente nella sua quotidianità ha fatto il suo ingresso anche Matej, un bambino appena trasferitosi nel suo palazzo. Tra i due nasce un legame speciale, simile alla dinamica “padre-figlio”, che li porta a sostenersi a vicenda e a sopperire una mancanza che entrambi hanno vissuto, seppur in modo differente, nella loro vita.

Sebbene durante la sua carriera abbia già realizzato molti violini, Josef conserva una scorta di legno sufficiente per sostenere oltre vent’anni ulteriori del suo lavoro. In essa è presente il suo legno più pregiato, che conserva gelosamente in quanto in attesa dell’occasione giusta per utilizzarlo. Infatti, l’uomo è convinto di avere ancora molto tempo davanti a sé, ma non sa che la vita può cambiare in un istante, e che un mare di tempo può trasformarsi in una pozzanghera di dimensioni tali a quella presente nel suo giardino.

È grazie all’aiuto dei suoi amici (da i più grandi ai più piccoli, dai “vecchi” legami a quelli più recenti) che Josef trova la forza per realizzare tutti i sogni che aveva sempre rimandato: a partire da quelli più semplici, come assaggiare tutti i gusti di gelato, fino ritrovare, insieme alle persone che lo circondano, ciò che conta davvero nella vita: i legami umani.

Un frame del film

Un frame del film

È possibile constatare come la pellicola esplori una vasta gamma di temi: alcuni più felici, come l’amore, l’amicizia, la maternità, il rapporto genitori-figli, la musica o l’amore per gli animali; altri, invece, più toccanti, come l’abbandono, la malattia, la solitudine e la disabilità. Tutto questo viene portato in scena dal regista Martin Horský attraverso un’atmosfera leggera che sfrutta colori vivaci e ambientazioni quasi fiabesche.

Più che un semplice film, Il mare in cortile rappresenta dunque uno sguardo sulla vitae sulle fragilità, dalle più piccole a quelle più grandi. È un turbinio di emozioni sincere che invitano lo spettatore alla riflessione, in quanto ciò che accade sullo schermo potrebbe capitare a chiunque.

L’opera di Horský lascia così in chi la visiona una “marcia in più” per affrontare la vita, con la voglia di smettere rimandare i propri sogni e, magari, anche di fare una piacevole conversazione con i vicini più scontrosi. Il mare in cortile mostra come, grazie alle relazioni con gli altri, sia possibile costruire una comunità autentica in grado di salvare, talvolta, anche la propria vita. 

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