Per il secondo appuntamento della rassegna «Ciak… si Scienza», la proiezione del film di Anna Novion ha offerto una riflessione su rigore scientifico unito a passione e fragilità umane
Quando la matematica diventa una storia da raccontare, anche l’errore può trasformarsi in una nuova scoperta. È questo il cuore de Il teorema di Margherita, secondo appuntamento della rassegna promossa da Città della Scienza dell’Università di Catania insieme con il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia, che ha portato sul grande schermo non soltanto il fascino dei numeri primi e della congettura di Goldbach, ma anche il volto più umano della ricerca: fatto di intuizioni, passione, solitudine, dubbi e capacità di ricominciare.
Una serata - nel cortile della struttura di via Simeto - in cui cinema e divulgazione scientifica si sono incontrati, mostrando come dietro una formula e un problema matematico possano celarsi una storia, una sfida e, soprattutto, una persona.
Ad aprire l’incontro è stata Alessia Tricomi, direttrice della Città della Scienza. A seguire ha preso la parola la prof.ssa Rita Cirmi del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’ateneo catanese che ha introdotto il film “Il teorema di Margherita”.
Nel suo intervento introduttivo, la docente ha guidato il pubblico alla scoperta del profondo legame tra la narrazione cinematografica e la disciplina matematica.
Attraverso una serie di esempi chiari ed efficaci, incentrati sulle affascinanti proprietà dei numeri primi e sulla celebre congettura di Goldbach, è stato evidenziato come la ricerca pura non sia soltanto un insieme di formule astratte, ma una vera e propria avventura intellettuale fatta di intuizione, ostinazione e creatività.

In foto Alessia Tricomi e Rita Cirmi
Il teorema di Margherita: quando la matematica diventa una sfida di vita
La pellicola, diretta dalla regista Anna Novion, è incentrata sulle vicende di Margherita (interpretata da Ella Rumpf), una brillante studentessa di matematica della prestigiosa École Normale Supérieure di Parigi. Unica donna nel suo percorso di dottorato, Margherita ha dedicato anni di studio alla dimostrazione della congettura di Goldbach, uno dei problemi irrisolti più famosi della teoria dei numeri.
Tuttavia, durante la presentazione della sua tesi davanti a una commissione di esperti, un errore inaspettato mette in crisi l'intero lavoro e fa crollare le sue certezze.
Sconvolta dall'accaduto, la protagonista decide di abbandonare l'università e di allontanarsi dal mondo accademico per ritrovare sé stessa. Nel tentativo di ricreare un equilibrio, si avvicina a una realtà diversa, scoprendo nuove dimensioni personali e relazionali (comincia a frequentare locali notturni e guadagnare da vivere giocando a Mah Jong in piccole bische clandestine).
Sarà proprio l'incontro con un altro giovane matematico (Lucas Savelli interpretato da Julien Frison) e l'approccio non convenzionale a un nuovo contesto di vita a riaccendere in lei la passione per la ricerca, portandola ad affrontare nuovamente la sfida con maggiore consapevolezza e maturità e vincendo la "distanza" del docente e mentore Jean-Pierre Darroussin (interpretato da Laurent Werner).
Il teorema di Margherita riesce così a coniugare il rigore scientifico con un racconto intimo, capace di mostrare la fatica, la solitudine e le pressioni psicologiche che spesso accompagnano la ricerca di alto livello.

L'attrice Ella Rumpf che interpreta Margherita nel film
La programmazione del film trova un collegamento di stampo culturale e psicologico con Eiffel, la proiezione della prima serata della rassegna “Ciak si… Scienza”.
Se “Eiffel” ha mostrato la grandezza dell'ingegneria applicata e la capacità di trasformare il paesaggio urbano, “Il teorema di Margherita” ha portato l'attenzione sulla dimensione più astratta e interiore della scienza.
Entrambe le opere, pur nella diversità dei contesti storici e delle discipline trattate, mettono in luce il la capacità e cognitiva e fisica umana, che sta alla base di ogni scoperta.
Il confronto finale ha sottolineato come la scienza non progredisca soltanto attraverso successi immediati, ma si nutra di tentativi, cadute e ripartenze, dimostrando che il dubbio e l'errore non rappresentano la fine del percorso, bensì tappe fondamentali nel processo della conoscenza.
La rassegna proseguirà il 27 agosto con la proiezione di Margherita delle stelle, di Giulio Base, con Cristiana Capotondi, Cesare Bocci, Sandra Ceccarelli. Il film racconta la vita straordinaria di Margherita Hack, astrofisica e divulgatrice, simbolo della ricerca scientifica italiana e della curiosità verso l'universo.
Il dibattito sui temi della pellicola sarà condotto da Elisabetta Palumbo.
Hanno collaborato Giorgia Asero, Pierluigi Bianca, Stefano Camilli, Giovanna Cosentino