Domenica Mancuso dell’Area della Didattica, Giuseppe Naselli del Cidia e Sonia Pistorio del Dipartimento di Scienze della Formazione hanno completato il percorso all’Università di Padova, nell’ambito del progetto Pnrr ALM@ dedicato alla trasformazione digitale dell’alta formazione
Tre dipendenti dell’Università di Catania – Domenica Mancuso, Giuseppe Naselli e Sonia Pistorio - hanno conseguito nei giorni scorsi, nei locali dell’Università di Padova, il master in Innovazione didattica, digitale e multimediale (IDIM), un percorso formativo dedicato allo sviluppo di competenze avanzate nella progettazione e nella gestione di esperienze di apprendimento innovative, accessibili e integrate con le tecnologie digitali.
I tre dipendenti - Domenica Mancuso, in servizio all’Area della Didattica, Giuseppe Naselli, del CIDIA – Centro per l’Informatica, la Digitalizzazione e l’Intelligenza Artificiale, e Sonia Pistorio, del Dipartimento di Scienze della Formazione - sono stati selezionati attraverso un avviso interno dell’Ateneo per partecipare al master, interamente finanziato nell’ambito del progetto Pnrr ALM@ Digital Education Hub.
Il conseguimento del titolo rappresenta un’opportunità di crescita professionale per il personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, chiamato a contribuire, attraverso competenze sempre più specialistiche, ai processi di innovazione della didattica universitaria e dei servizi a supporto della formazione.

I tre corsisti Unict del master
ALM@: una rete di università per innovare la didattica
Formazione, tecnologie digitali e intelligenza artificiale sono al centro di ALM@ – Digital Education Hub, progetto finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito della Missione 4, dedicata all’istruzione e alla ricerca, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale dell’alta formazione, rafforzando la collaborazione tra gli atenei e sviluppando nuovi modelli di insegnamento e apprendimento.
Coordinato dall’Università di Napoli Federico II, il progetto coinvolge 13 università pubbliche e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Una rete nata per mettere in comune esperienze, competenze e strumenti, promuovendo una didattica più innovativa, flessibile e inclusiva, capace di integrare efficacemente le attività in presenza con quelle online e di rispondere alle nuove esigenze della comunità studentesca.
All’interno di questa rete, l’Università di Catania ha contribuito allo sviluppo di strumenti e modelli organizzativi per l’innovazione didattica, investendo nella produzione di contenuti formativi digitali, nell’utilizzo di piattaforme e software avanzati e nella sperimentazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Tra i risultati del percorso figurano lo sviluppo di nuovi prodotti per l’e-learning, il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e l’avvio di un Teaching Learning Center, destinato a sostenere la progettazione e la diffusione di pratiche didattiche innovative.
«Abbiamo dato vita a veri e propri spazi condivisi in cui le università collaborano per affrontare e sviluppare le principali sfide della didattica digitale», ha spiegato il professore Alberto Fichera, coordinatore del team scientifico e principal investigator di ALM@ per l’Ateneo catanese, sottolineando il valore della collaborazione tra gli atenei e della condivisione delle esperienze.
Come evidenziato dal prof. Alberto Fichera, «il progetto ha affrontato non soltanto gli aspetti tecnologici, ma anche quelli organizzativi e amministrativi della trasformazione digitale, con particolare attenzione al ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi formativi e al coinvolgimento del personale universitario». «L’obiettivo è fare in modo che gli strumenti sviluppati e le competenze acquisite non rimangano legati alla durata del finanziamento, ma diventino parte integrante delle attività dell’Ateneo», ha aggiunto.
In questa prospettiva si inserisce anche la formazione del personale tecnico-amministrativo, chiamato a svolgere un ruolo sempre più rilevante nel supporto alla didattica e nella gestione dei processi che accompagnano l’esperienza universitaria.
La partecipazione di Domenica Mancuso, Giuseppe Naselli e Sonia Pistorio al Master IDIM rappresenta un esempio concreto di questo investimento sulle competenze interne: un’opportunità per acquisire conoscenze specialistiche e contribuire, attraverso professionalità aggiornate, alla costruzione di servizi e percorsi formativi in linea con l’evoluzione digitale dell’università.
Un progetto di Ateneo che è stato sviluppato grazie al lavoro dei docenti Teresa Consoli, Raffaella Strongoli e Giuseppe Pillera del Dipartimento di Scienze della Formazione e Alfredo Pulvirenti del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, in qualità di responsabili scientifici dei Work Packages, che hanno coinvolto nelle attività anche 12 consulenti esterni e 5 borsisti di studio per ricerca.
La gestione tecnico-amministrativa - coordinata da Giuseppe Caruso coadiuvato da Elvira Cardillo (Program Manager e rispettivamente Deputy Program Manager Progetti Pnrr UniCT) - ha visto coinvolti Teodora Nicoleta Pascu (Project Manager ALM@) e Ennio Lo Volsi (supporto informatico) dell’Area della Ricerca, Agatino Di Bella (Technical Manager/ RUP) e Giuseppe Naselli (Technical Manager LMS Moodle) del Cidia, Salvo Noto (Digital Education Design&Production Manager) dell’Area per la Comunicazione. Il core team si è avvalso inoltre della collaborazione dei tecnologi Angela Litteri e Luca De Iorio.

Gli allievi e le allieve del master che hanno conseguito il master
Il Master IDIM: 300 ore per progettare la formazione digitale
Il Master in Innovazione didattica, digitale e multimediale (IDIM) è un percorso di alta formazione progettato per preparare professionisti capaci di ideare, progettare, gestire e valutare processi formativi complessi, attraverso l’integrazione delle tecnologie digitali e multimediali. Il programma si rivolge alle esigenze di università, aziende ed enti che operano nella formazione continua, ambiti nei quali la trasformazione digitale richiede competenze sempre più articolate, che coniughino conoscenze tecnologiche, capacità progettuali e metodologie didattiche innovative.
Il percorso si articola in 300 ore di didattica online e propone un programma multidisciplinare che affronta i principali aspetti della progettazione formativa digitale. Tra i contenuti figurano il digital learning design, l’analisi dei fabbisogni formativi, la gestione delle piattaforme LMS (Learning Management System), la realizzazione di risorse multimediali e l’applicazione di metodologie di apprendimento attivo. Ampio spazio è riservato anche alla trasformazione digitale, al management della formazione, all’intelligenza artificiale, all’accessibilità delle risorse e dei sistemi e alla valutazione e certificazione delle competenze.
L’obiettivo è fornire strumenti per costruire ambienti di apprendimento efficaci, interattivi e personalizzati, nei quali le tecnologie siano integrate in modo coerente con le finalità formative. I partecipanti possono così sviluppare capacità nella progettazione di corsi online e blended, nella produzione di materiali didattici digitali, nella gestione delle attività di tutoring e nell’utilizzo delle piattaforme per organizzare e monitorare i percorsi di apprendimento.
Le competenze acquisite trovano applicazione in diversi ambiti professionali. Tra i profili di riferimento figurano il Digital Learning Manager, che coordina progetti e strategie di formazione digitale; il Learning Designer, specializzato nella progettazione di corsi e percorsi formativi; il Learning Technologist e l’E-learning developer, impegnati nella realizzazione di ambienti tecnologici e contenuti multimediali; e il tutor, che accompagna e sostiene gli studenti durante le attività di apprendimento.
Gli sbocchi comprendono le università, gli istituti scolastici, gli enti di formazione, le direzioni delle risorse umane e gli uffici aziendali dedicati alla formazione e all’aggiornamento professionale, oltre alle agenzie di consulenza e alle realtà editoriali digitali.