Un’esperienza tra emozione, scoperta e sfide: dalla scelta del corso di laurea all’ingresso nel mondo del lavoro, con studenti protagonisti e una torre da conquistare
La climbing tower è stata molto più di una semplice installazione: è diventata sin dall'inizio il "cuore simbolico" dell'edizione di quest'anno Salone dell’Orientamento. Una struttura imponente, visibile sin dall’ingresso al Cus Catania, capace di catturare immediatamente lo sguardo e l’immaginazione delle migliaia di studentesse e studenti arrivati da tutta la Sicilia. Non solo un elemento scenografico, ma una vera e propria metafora del percorso universitario e di vita: una salita fatta di impegno, equilibrio, determinazione e, soprattutto, di scelte.
Salire sulla climbing tower significa mettersi alla prova, affrontare le proprie paure, trovare il coraggio di andare avanti passo dopo passo. È esattamente ciò che attende ogni futura matricola: un cammino che parte da una decisione fondamentale — quella del corso di laurea — e prosegue verso traguardi sempre più ambiziosi, fino all’ingresso nel mondo del lavoro. Ogni appiglio rappresenta una competenza da acquisire, ogni metro conquistato un obiettivo raggiunto.
La climbing tower installata sul prato del Cus Catania
A rendere ancora più forte il valore simbolico di questa installazione è stato il fatto che anche il rettore Enrico Foti e il sindaco Enrico Trantino abbiano scelto di mettersi in gioco, salendo sulla torre. Un gesto significativo, che ha voluto lanciare un messaggio chiaro ai giovani: le sfide non si osservano da lontano, si affrontano in prima persona. E proprio come sulla torre, anche nella vita universitaria e professionale non esistono scorciatoie, ma solo percorsi da costruire con impegno e passione.
Attorno alla climbing tower si è sviluppata un’esperienza completa, capace di unire dimensione esperienziale e valore simbolico. Accanto a questa installazione, infatti, il Salone ha proposto anche momenti più ludici e aggregativi — come contest fotografici e dj set — pensati per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e vicina al linguaggio delle nuove generazioni.
E proprio negli occhi dei ragazzi si leggeva tutto: l’emozione della scoperta, la curiosità verso un mondo nuovo, il passaggio simbolico da studenti delle scuole superiori a futuri universitari. Appena varcato il cancello verde del Cus Catania, quello scatto iniziale davanti alla climbing tower diventava quasi un rito di ingresso, il primo passo dentro un “vortice” fatto di stand, incontri, informazioni e possibilità.

Un momento dell'arrampicata del rettore Enrico Foti e il sindaco Enrico Trantino
Dopo un iniziale momento di spaesamento, bastavano pochi minuti per lasciarsi trascinare da quell’energia: decine e decine di spazi da esplorare, voci, volti, storie. Non una semplice esposizione, ma un ambiente vivo, dinamico, in cui ogni angolo offriva un’occasione di confronto. A guidarli in questo percorso non c’erano solo brochure o pannelli informativi, ma soprattutto le persone: docenti, ricercatori e studenti universitari che quel cammino lo hanno già intrapreso e che, con entusiasmo e autenticità, si sono trasformati in veri e propri “Ciceroni”.
Sono stati proprio loro a fare la differenza. I docenti, con parole chiare e spesso cariche di passione, hanno raccontato il senso profondo dei percorsi di studio, andando oltre i programmi per spiegare cosa significa davvero scegliere una determinata strada. Accanto a loro, gli studenti universitari hanno parlato da pari a pari, condividendo esperienze, dubbi, difficoltà e soddisfazioni. In molti casi è bastata una battuta, un consiglio sincero o una parola quasi paterna per accendere una scintilla, per far apparire un corso di laurea più vicino, più possibile, più “proprio”.
Il Salone dell’Orientamento si è confermato così non come una semplice vetrina, ma come un grande laboratorio aperto, un luogo in cui la conoscenza si è fatta concreta e tangibile. Tra esperimenti di chimica e biologia osservati al microscopio, dimostrazioni di fisica e ingegneria, modellini di architettura e applicazioni informatiche, i maturandi hanno potuto “toccare con mano” il frutto della cultura e della ricerca. Un’esperienza immersiva che ha trasformato la curiosità in consapevolezza.

Il flusso di future matricole al Salone dell'orientamento
E mentre si muovevano da uno stand all’altro, con lo zainetto sulle spalle e lo smartphone pronto a immortalare ogni momento, le future matricole non stavano solo raccogliendo informazioni: stavano iniziando, passo dopo passo, a costruire il proprio percorso. Alcuni cercavano conferme, altri risposte, altri ancora scoprivano possibilità che fino a poche ore prima non avevano mai preso in considerazione.
Perché la vera sfida, quella più importante, è proprio questa: scegliere. Scegliere chi diventare, quale strada intraprendere, quale futuro costruire. Una sfida che prende forma tra gli stand del Salone, si rafforza nel confronto con chi quell’esperienza la vive ogni giorno e continua, con sempre maggiore consapevolezza, dalla scelta del corso di laurea fino all’ingresso nel mondo del lavoro.
E in fondo, proprio come sulla climbing tower, non conta solo arrivare in cima. Conta il percorso, il coraggio di iniziare la salita, la capacità di affrontare le difficoltà e la determinazione nel non fermarsi. Perché ogni appiglio conquistato, dentro e fuori l’università, è già un passo verso il proprio futuro.

Il rettore Enrico Foti in arrampicata