L’accessibilità digitale nei musei diventa eccellenza

Il progetto Unict sul Museo delle Mirabilia ha ricevuto una menzione speciale al Premio Gianluca La Spina del Politecnico di Milano nell’ambito del Convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura

Alfio Russo

Un legame che unisce innovazione, cultura e inclusione digitale. È quello che passa dai musei, attraversa le tecnologie emergenti e arriva fino ai visitatori, rendendo il patrimonio culturale più vicino, accessibile e comprensibile a tutti. 

È su questo asse che si inserisce il riconoscimento ottenuto dall’Università di Catania, protagonista al Premio "Gianluca La Spina" con una menzione speciale per il progetto L’accessibilità nei siti culturali: l’esempio del Museo delle Mirabilia.

Il progetto è stato premiato nell’ambito del convegno dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura, intitolato Innovazione nella Cultura tra passato e futuro: i megatrend dei prossimi 10 anni, organizzato dal Politecnico di Milano, per la sezione “accessibilità”.

Un riconoscimento che premia gli sforzi dell’ateneo impegnato da anni nel rendere il Sistema museale d'ateneo più inclusivo e accessibile, maggiormente innovativo e appetibile per i giovani, più radicato nel territorio grazie alla valorizzazione e migliore conservazione delle collezioni e del patrimonio culturale e scientifico dell’ateneo.

Interventi che hanno interessato il Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane e Città della Scienza grazie ai fondi Pnrr (vai all’articolo).

All’appuntamento di Milano sono intervenuti esperti, istituzioni e operatori del settore per fare il punto sulla trasformazione digitale della cultura italiana.

Durante il convegno è stata presentata una fotografia aggiornata sullo stato di maturità digitale delle istituzioni culturali - musei, aree archeologiche e monumenti - con un focus sui principali trend tecnologici che stanno ridisegnando il settore: dall’Intelligenza artificiale alla Realtà estesa.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove strategie di fundraising e alla capacità delle istituzioni di coniugare sostenibilità economica e innovazione.

In questo contesto si è svolta la cerimonia del Premio "Gianluca Spina", dedicato a progetti capaci di distinguersi per innovazione, accessibilità ed educazione. Tra i finalisti, il progetto dell’Università di Catania ha ricevuto una menzione speciale per il suo approccio all’accessibilità nei siti culturali, con il Museo delle Mirabilia come "caso di studio". 

A ricevere il premio la prof.ssa Germana Barone, direttrice del Museo dei Saperi e della Mirabilia Siciliane e delegata del rettore al Processo di accreditamento dei musei del SiMuA al Sistema Museale Nazionale.

La prof.ssa Germana Barone

La prof.ssa Germana Barone

«A sette anni dall’istituzione del museo arriva un ulteriore riconoscimento nazionale, dopo l’accreditamento di Mirabilia al Sistema Museale Nazionale del Ministero della Cultura – ha spiegato la prof.ssa Germana Barone, direttrice del museo. – Questo risultato è il frutto di un progetto di lungo periodo che ha coinvolto docenti, personale tecnico-amministrativo, studenti dell’Università di Catania, insieme a associazioni ed enti del territorio».

«Un lavoro corale, quindi, che ha trasformato il museo in un laboratorio vivo di sperimentazione sull’accessibilità e sull’inclusione culturale, in cui la dimensione digitale diventa strumento concreto di apertura e partecipazione», ha aggiunto la prof.ssa Germana Barone, delegata del rettore al Processo di accreditamento dei musei del SiMuA al Sistema Museale Nazionale.

Sulla stessa linea anche il commento della prorettrice Lina Scalisi, che ha sottolineato il valore del riconoscimento: «Ricevere una menzione speciale nell’ambito del Premio Gianluca Spina 2026 è un riconoscimento di grande prestigio, che valorizza progetti distinti per qualità, innovazione, sostenibilità e impatto sociale nell’ambito della formazione e della pratica manageriale».

«L’accessibilità nei siti culturali: l’esempio del Museo delle Mirabilia rappresenta un lavoro che unisce rigore scientifico, visione strategica e un impegno concreto verso l’inclusione, valori che evidentemente gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano hanno saputo riconoscere e apprezzare», ha aggiunto la prof.ssa Lina Scalisi.

Un momento della cerimonia di premiazione

Un momento della cerimonia di premiazione

Back to top