Medicina al Palio: tra camici imbrattati e cuori che (forse) reggono

Da attacchi di panico pre-laurea a overdose di caffè e deliri: “Finché il cuore ti regge” è il videoclip che racconta la sopravvivenza universitaria meglio di qualsiasi manuale di Medicina

Alfio Russo

Se pensavate che gli studenti di Medicina dell’Università di Catania vivessero esclusivamente tra sbobine infinite, turni in ospedale e crisi esistenziali davanti al ciclo di Krebs, il videoclip Tutti cantano al Palio - Finchè il cuore ti regge arriva per ristabilire la verità scientifica: gli studenti di Medicina sono soprattutto esseri umani alimentati a caffeina, ansia e caos organizzato.

E il Palio d’Ateneo è il loro habitat naturale. Il video, realizzato in occasione della competizione goliardica più amata di Unict, è un concentrato di ironia universitaria, scene surreali e traumi condivisi che ogni studente catanese riconosce immediatamente.

L’Incipit: il trauma della laurea

Il videoclip parte con quella che può essere tranquillamente definita la scena più realistica mai prodotta nel cinema universitario contemporaneo. L’ennesimo esame non superato e la laurea rimandata. E quella domanda più pericolosa del mondo accademico per ogni studente che rimbomba sempre di più nella testa dei giovani universitari: “Quando ti laurei?”

Silenzio. Panico. Sguardo perso nel vuoto. E poi la scelta più logica possibile: la fuga.

Non una semplice gag, ma un vero manifesto generazionale. Perché ogni universitario sa che quella domanda ha il potere di distruggere più neuroni di una sessione da nove appelli consecutivi. E il video lo racconta perfettamente: quando la realtà scotta troppo, l’unica soluzione è sparire. O meglio ancora, buttarsi nel Palio. Da lì in poi il videoclip smette completamente di avere freni.

Lo studente

Lo studente appena rimandato all'esame

Caffeina e superpoteri

Il testo della canzone è praticamente un protocollo di sopravvivenza universitaria mascherato da hit goliardica. “Mentre butto giù l’ennesimo caffè” non è soltanto un verso: è il riassunto della dieta ufficiale degli studenti di Medicina durante la sessione.

Ed effettivamente il video sembra confermarlo scientificamente. I protagonisti saltano, corrono e urlano con l’energia di persone che hanno sostituito il sangue con l’espresso del bar del Policlinico.

Ma il momento più assurdo arriva quando gli studenti iniziano a descriversi come ragni pronti all’azione, evocando una sorta di versione universitaria di Spider-Man.

E in fondo non è nemmeno così irrealistico. Dopo dodici ore passate sui libri, l’agilità necessaria per trovare un posto libero in aula studio o sopravvivere a una lezione delle otto del mattino richiede davvero riflessi da supereroe Marvel.

Il videoclip gioca continuamente su questa trasformazione: gli studenti di Medicina diventano creature mitologiche alimentate da stress e caffeina, capaci di affrontare esami, gare del Palio e probabilmente anche interventi chirurgici improvvisati tra un coro e l’altro. Il tutto impreziosito da una coreografia allestita sul campo del Cus Catania, “teatro” delle sfide finali del Palio d'ateneo (organizzato dal Cus Catania e in programma dal 13 al 15 maggio).

Il momento “internazionale” e legalmente discutibile

Quando sembra impossibile alzare ulteriormente il livello del caos, il videoclip cambia ritmo e decide di lanciarsi in un inglese pronunciato con la sicurezza di un chirurgo di Grey’s Anatomy dopo quarantotto ore senza dormire.

Ed è qui che il delirio raggiunge il suo apice artistico.

Cliniche private, interventi chirurgici e riferimenti improbabili si mescolano in una sequenza che sembra scritta direttamente dopo tre notti insonni in biblioteca.

Il risultato è magnificamente senza senso. Ma il vero colpo di scena arriva con quella che potrebbe essere la confessione più iconica del videoclip: “A quattro giorni dalla laurea mi hanno anche denunciato".

Non sappiamo se sia una storia vera, una metafora o semplicemente l’effetto collaterale di troppi caffè. Ma nel contesto del Palio d’Ateneo, una denuncia per schiamazzi, cori fuori controllo o eccesso di goliardia sembra quasi un riconoscimento accademico non ufficiale.

La coreografia

Lo studente stramazza al suolo dopo i balli sfrenati sul campo del Cus Catania

Il messaggio (quasi) serio

Ed è qui che “Finché il cuore ti regge” smette di essere soltanto un videoclip comico e diventa qualcosa di più.

Perché sotto i fumogeni, i cori urlati senza voce e i camici devastati dalla guerra del Palio, il video lancia un messaggio molto preciso: non serve essere perfetti per sentirsi all’altezza.

Non serve essere Rita Levi-Montalcini. Non serve avere la media del trenta. Non serve vivere l’università solo come una corsa infinita verso la laurea o vincere il premio Nobel.

A volte basta semplicemente resistere. Restare in piedi. Continuare a ridere anche dopo l’ennesima notte insonne: insomma quel “credici di più” ripetuto più volte. “Finché il cuore ti regge”, appunto.

Che detto da studenti di Medicina suona contemporaneamente come un incoraggiamento motivazionale e una valutazione clinica piuttosto rischiosa.

Ma è proprio questo il punto del videoclip: ricordare che l’università non è fatta soltanto di ansia e voti, ma anche di persone, caos, amicizie e ricordi destinati a durare molto più di qualsiasi esame. Alla fine la laurea arriva e i due protagonisti se la godono su un materassino nel golfo di Ognina sotto il caldo sole catanese.

A realizzarlo Antonino Biondi (videomaker), Dario Di Guardia e Elisabetta Santangelo (attori), Andrea Dell'Arpa e Roxanne Domagalski (cantanti), Marina Di Perna (coreografa) e Emanuele Santoro (aiuto montaggio e operatore camera). 

Lo stesso autore ha realizzato il documentario Oltre le Furie sul Palio d’Ateneo 2025.

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