Due giornate al Monastero dei Benedettini dedicate alle nuove frontiere dell’ortopedia e della riabilitazione, tra evidenze scientifiche, pratica clinica e innovazione tecnologica nell’ambito del congresso ISMuLT
Dalle lesioni muscolari ai traumi articolari, dalla prevenzione degli infortuni al recupero funzionale dopo un intervento: migliorare la cura del paziente sportivo richiede un dialogo costante tra ricerca scientifica, competenze specialistiche e innovazione tecnologica.
È stato questo il filo conduttore del XIV Congresso nazionale della Italian Society of Muscles, Ligaments and Tendons, che nei giorni scorsi ha riunito al Monastero dei Benedettini di Catania specialisti e professionisti impegnati nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
Promosso sotto la presidenza della società scientifica affidata al professor Nicola Maffulli, il congresso è stato presieduto dal professor Vito Pavone e dal dottor Angelo Di Giunta, con l’obiettivo di mettere a confronto le più recenti evidenze scientifiche con le esperienze maturate nella pratica clinica. Al centro dei lavori, l’approccio al paziente sportivo, attraverso un programma dedicato alle diverse discipline, alle lesioni più frequenti e alle strategie per favorire un recupero efficace e un ritorno all’attività fisica in sicurezza.

In foto da sinistra Gianfranco Lisitano, Vito Pavone, Nicola Maffulli e Angelo Di Giunta
Dalla diagnosi al ritorno allo sport: il valore del confronto multidisciplinare
La traumatologia sportiva richiede competenze che vanno oltre il trattamento del singolo infortunio. La valutazione del danno, la scelta della terapia, il recupero della funzionalità e la prevenzione delle recidive rappresentano fasi strettamente collegate di un percorso che deve tenere conto delle condizioni del paziente, della disciplina praticata e delle sollecitazioni a cui il corpo è sottoposto.
Il programma scientifico ha approfondito queste problematiche attraverso sessioni dedicate a diverse discipline sportive, dal calcio al tennis e al padel, dall’atletica leggera alla pallavolo e agli sport da contatto. Particolare attenzione è stata riservata alle lesioni del legamento crociato anteriore e dei menischi, ai traumi della caviglia, alle patologie del gomito e della spalla e alle problematiche tendinee.
Accanto agli approfondimenti specialistici, la discussione dei casi clinici ha offerto l’opportunità di confrontare esperienze e orientamenti terapeutici, mettendo in relazione le conoscenze scientifiche con le decisioni che medici e professionisti sono chiamati ad assumere nella quotidianità. Un approccio che valorizza la collaborazione tra ortopedici, medici dello sport, fisiatri e altri operatori coinvolti nel recupero dell’atleta, con l’obiettivo di individuare percorsi di cura appropriati e favorire un rientro all’attività sportiva consapevole.

Alcuni partecipanti al congresso
Intelligenza artificiale e prevenzione degli infortuni
Tra i temi affrontati anche il contributo delle nuove tecnologie alla medicina dello sport, con un focus sull’intelligenza artificiale e sulle sue possibili applicazioni nel monitoraggio dei carichi di allenamento e nella prevenzione degli infortuni da sovraccarico (overuse).
L’analisi dei dati relativi all’attività fisica e alle sollecitazioni a cui è sottoposto l’atleta può contribuire a individuare situazioni di rischio e a orientare strategie preventive più mirate. L’impiego di strumenti digitali e sistemi di monitoraggio apre così nuove prospettive per affiancare l’esperienza clinica nella valutazione dell’atleta, nella gestione dei tempi di recupero e nella personalizzazione degli interventi.
La tecnologia, tuttavia, acquista valore quando viene integrata nel ragionamento clinico e utilizzata per supportare le decisioni dei professionisti. Il confronto tra evidenze scientifiche, osservazione del paziente e innovazione digitale rappresenta quindi una delle direttrici attraverso cui sviluppare approcci sempre più efficaci alla prevenzione e alla cura.

Un momento dell'intervento del prof. Vito Pavone
Formazione e innovazione nella pratica clinica
La dimensione formativa ha trovato spazio anche nel corso teorico-pratico di ecografia, organizzato nella prima giornata con il supporto dell'Associazione nazionale felina italiana e rivolto ai medici. L’iniziativa ha affiancato all’approfondimento scientifico un’occasione di aggiornamento su uno strumento diagnostico importante nella valutazione delle strutture muscolo-tendinee.
La formazione continua e la condivisione delle esperienze costituiscono, infatti, elementi essenziali per trasferire i risultati della ricerca nella pratica assistenziale. In un ambito come quello della medicina dello sport, caratterizzato dall’evoluzione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche, il confronto tra specialisti permette di aggiornare conoscenze e competenze e di riflettere sulle soluzioni più appropriate per le diverse condizioni cliniche.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato il professor Vito Pavone, ordinario di Malattie apparato locomotore e presidente della Scuola di specializzazione di Ortopedia e Traumatologia dell'Università di Catania: «Un sentito ringraziamento a tutti i relatori, ai professionisti e ai partecipanti che hanno contribuito al successo di queste due intense giornate. Un grazie speciale all’Università di Catania per aver ospitato l'evento nei locali del Monastero dei Benedettini e a tutti coloro che, con impegno, passione e professionalità, hanno reso possibile la realizzazione di questo importante appuntamento scientifico».