Nel segno di Orazio: Lorenzo Russo tra università, calcio e passione

Il figlio dell’ex capitano dell’Acireale e protagonista della promozione del Catania in Serie A prosegue il suo percorso tra studio e sport: allenatore della Scuola Calcio del Cus Catania e calciatore della squadra universitaria

Alfio Russo

Crescere con il calcio nel sangue e trasformare quella passione in un percorso di impegno, studio e responsabilità. È la storia di Lorenzo Russo, 21 anni, figlio d’arte di Orazio, l’ex attaccante scomparso nei giorni scorsi all’età di 52 anni, che ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano e soprattutto in quello siciliano.

Dopo aver esordito in Serie A nel 1993 con il Lecce, Orazio Russo ha indossato, negli anni successivi, le maglie di Spal, Savoia, Acireale, Padova, Perugia e Gela. Ad Acireale ha indossato la fascia di capitano, oltre ad essere il simbolo della squadra con le sue 30 reti. Ma il suo nome è indissolubilmente legato al Calcio Catania, dove è stato protagonista del ritorno in Serie A sotto la presidenza di Antonino Pulvirenti e dove, una volta conclusa la carriera da calciatore, ha ricoperto il ruolo di responsabile del vivaio.

Oggi il testimone ideale è passato a Lorenzo, studente del corso di laurea in Scienze Motorie all’Università di Catania, che rappresenta un esempio concreto di integrazione tra percorso accademico e impegno sportivo. Oltre a essere mister della Scuola Calcio del Cus Catania, è anche calciatore della squadra universitaria che milita in Seconda Categoria, una formazione composta esclusivamente da studenti dell’ateneo, nata con l’obiettivo di valorizzare il talento interno e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità universitaria.

Nel suo percorso sportivo Lorenzo ha partecipato anche ai Campionati Nazionali Universitari, diventando uno dei pilastri del progetto calcistico universitario. Un cammino costruito giorno dopo giorno con dedizione, senso di responsabilità e spirito di squadra, all’interno del progetto promosso dal professor Ignazio Barbagallo, responsabile della sezione calcio del Cus Catania e ideatore della squadra composta esclusivamente da studenti universitari.

In foto da sinistra Orazio e Lorenzo Russo

In foto da sinistra Orazio e Lorenzo Russo

Studio, sport e dignità: Lorenzo simbolo dei valori che vanno oltre il campo

Per il presidente del Cus Catania, Massimo Oliveri, «Lorenzo rappresenta per noi il giusto connubio tra studente del nostro Ateneo e atleta del Cus, lui, come tanti altri nostri studenti/atleti, dimostra l’importanza di coniugare lo studio con lo sport una sinergia che aiuta i nostri giovani ad affrontare con spirito di sacrificio e grande capacità entrambi gli impegni». «Siamo felici di annoverare Lorenzo tra i nostri atleti e tra i nostri tecnici - ha aggiunto il presidente del Cus -. Il suo caro papà sarà sempre nei cuori di tutti gli sportivi catanesi per tutto quanto ha dato, come giocatore e successivamente come allenatore, al calcio catanese. Indimenticabile il pomeriggio in cui ha giocato l’ultima partita con il Catania, dalle tribune tutti ci alzammo per tributargli un giusto, lungo e caloroso applauso».

«Lorenzo incarna pienamente lo spirito del nostro progetto – ha dichiarato il prof. Ezio Barbagallo, responsabile della sezione calcio del Cus Catania e ideatore della squadra composta esclusivamente da studenti universitari –. Studente serio, atleta affidabile e punto di riferimento per i compagni, ha saputo dimostrare che è possibile coniugare con equilibrio studio e sport agonistico. In questo momento di grande dolore, tutta la comunità accademica e del Cus si è stretta attorno a lui con affetto sincero».

Sulla stessa linea anche il prof. Giuseppe Musumeci. «Lorenzo è la testimonianza vivente di ciò che insegniamo ogni giorno nelle nostre aule: lo sport non è solo prestazione fisica, ma un formidabile strumento di crescita umana e professionale. Come studente di Scienze Motorie, sta trasformando la teoria in pratica, dimostrando una maturità rara nel gestire il doppio ruolo di atleta e futuro professionista del settore», spiega il docente. 

«La figura di suo padre Orazio, che abbiamo avuto il privilegio di conoscere, ha rappresentato un esempio di integrità sportiva che Lorenzo sta onorando con estrema dignità – ha aggiunto il prof. Giuseppe Musumeci, presidente del CdS in Scienze motorie dell’ateneo catanese -. Per il nostro corso di laurea, vedere un ragazzo capace di trasmettere questi valori ai più piccoli della Scuola Calcio Cus, mentre prosegue con profitto gli studi, è motivo di grande orgoglio. Siamo vicini a lui non solo come istituzione, ma come comunità educativa che crede nel calcio come scuola di vita». 

 

Lorenzo Russo

In foto Lorenzo Russo al centro insieme con due compagni di squadra

Lorenzo e papà Orazio, un legame nel segno del calcio: "Ogni gol sarà per lui"

Accanto a Lorenzo, in questi anni, vi è stato sempre il papà Orazio: presenza discreta, ma costante sugli spalti, sostenitore convinto di un’idea di sport legata ai valori universitari. Conosceva personalmente quasi tutti gli studenti della squadra, molti dei quali con un passato nelle giovanili del Calcio Catania, seguendone con sincero interesse la crescita umana e sportiva. A raccontare del suo papà, ma anche di sé stesso, è Lorenzo Russo.

Giocatore della squadra di seconda categoria e allenatore alla Scuola Calcio del CUS Catania. Come descriveresti la tua esperienza e cosa ti ha lasciato questo percorso dentro e fuori dal campo?

«Per me rivestire il ruolo di allenatore al Cus Catania e comunque essere anche giocatore di questa società è un enorme privilegio, una fortuna immensa perché mi ha donato tanto – spiega Lorenzo Russo -. Vista la mia giovane età, poter rivestire questo ruolo, rappresenta una esperienza importante e una opportunità che sto cercando di cogliere pienamente. Un’occasione che mi consente di vivere il campo in campo da giocatore e da allenatore, essere il mister di tanti bambini, di tanti ragazzi che comunque sognano di diventare calciatori grandi per me è una gioia immensa. Spero di poter continuare in entrambe le vesti perché l'ambiente del Cus Catania è veramente splendido, per me è come una seconda famiglia».

Il calcio è stato un filo speciale tra te e tuo padre Orazio. Quali ricordi custodisci dei suoi consigli o della sua presenza durante le partite e gli allenamenti?

«Di papà custodisco veramente tanti ricordi, anche perché è stato il mio mister da piccolo e soprattutto mi ricordo quando avevo una decina di anni che ad ogni gol che segnavo andavo ad esultare con lui, lo abbracciavo sempre – racconta Lorenzo -. Ho tanti video con tanti gol dove esulto con lui. Poi mi ha dato tanti consigli, me ne ha lasciati veramente tanti, soprattutto adesso che sono diventato mister. Sono contento che mi abbia visto allenare, che mi abbia visto crescere anche sotto questo punto di vista. Ho tanti ricordi di mio papà, purtroppo ho pochi ricordi da giocatore, ma tantissimi come mister, direttore sportivo e responsabile del settore giovanile. Papà per me è stato speciale, il padre migliore che potessi avere».

Come vorresti ricordare tuo padre Orazio nel contesto della comunità del CUS Catania e della squadra universitaria che lui ha seguito con tanto interesse e affetto?

«Sono orgoglioso e felice che mio papà abbia potuto vedere il mio percorso al Cus Catania, di vedere la squadra in cui gioco, di conoscere i ragazzi che lo stimavano veramente tanto – ha detto Lorenzo Russo -. Ha assistito anche alle nostre partite a bordo campo e mi ha visto allenare i bimbi. Sicuramente ce lo porteremo sempre nel cuore, soprattutto io, ma anche i ragazzi che lo hanno conosciuto. Ogni partita penseremo a lui, ogni gol segnato, ogni partita vinta. Spero di poter onorare il suo nome nel miglior modo possibile». 

La squadra di calcio del Cus Catania

La squadra di calcio del Cus Catania

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