Ottanta storie, un’unica comunità: il volto multiculturale di Unict

Studenti, tirocinanti, part-time e tutor provenienti da tutto il mondo protagonisti del Salone dell’Orientamento. Il rettore Enrico Foti: “Siete stati il volto più autentico dell’Università di Catania”

Alfio Russo
Alcune studentesse con l'attestato
Studenti e studentesse con l'attestato
Studenti e studentesse con l'attestato

Più di 80 studenti, tirocinanti, part-time e tutor dell’ateneo hanno reso possibile il successo del Salone dell’Orientamento 2026 dell’Università di Catania, trasformando un grande evento istituzionale in una vera esperienza di comunità viva, partecipata e profondamente multiculturale.

Un gruppo giovane, energico e internazionale che ha lavorato fianco a fianco per accogliere oltre 30 mila ragazze e ragazzi, le future matricole dell’ateneo catanese.

E l’11 maggio scorso sono stati accolti nell’aula magna del Palazzo centrale dell’ateneo catanese dal rettore Enrico Foti che li ha voluti fortemente conoscerli personalmente e condividere le loro esperienze in ateneo e le loro storie personali.

Tra loro una forte presenza di studenti provenienti da numerosi Paesi del mondo — Bangladesh, Cina, Giappone, India, Iran, Israele, Kenya, Marocco, Olanda, Pakistan, Sri Lanka, Stati Uniti, Turchia, Ucraina — a testimonianza di una realtà universitaria sempre più aperta e globale.

Un mosaico di lingue, storie e percorsi che ha dato valore aggiunto all’intera manifestazione, rafforzando lo spirito di appartenenza e la dimensione inclusiva dell’esperienza universitaria.

Come ha sottolineato il rettore Enrico Foti «il Salone dell’Orientamento è stato una grande festa dell’Università di Catania e della comunità studentesca» nel consegnare loro un attestato di riconoscimento per l’impegno profuso nella quattro giorni di iniziativa. 

Al suo fianco i docenti Maria Violetta Brundo, referente del progetto OUI, e Cosimo Gianluca Fortuna, delegato alle Politiche per l’Orientamento, insieme con la coordinatrice dell’Area della Comunicazione, Laura Vagnoni, e la mediatrice culturale, Maria Sanfilippo

Presenti all’iniziativa anche i coordinatori degli studenti, dei part time e dei tirocinanti Giusi Agosta e Marcella Nucifora (responsabile dell’Ufficio orientamento) e Andrea Del Campo (responsabile dell’Urp).

«Oltre 30 mila ragazze e ragazzi sono stati raggiunti dalle attività di orientamento e hanno avuto modo di conoscere più da vicino il nostro ateneo – ha aggiunto il rettore Enrico Foti -. Per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutto il gruppo che ha reso possibile questo importante lavoro organizzativo. Ma il ringraziamento più grande va a voi studenti volontari, perché siete stati il volto più autentico dell’Università di Catania. Girando tra gli stand ho potuto vedere con quanta passione, entusiasmo e partecipazione abbiate raccontato non soltanto i corsi di laurea, ma soprattutto la vostra esperienza personale di vita universitaria. Ed è stato proprio questo il valore aggiunto più apprezzato dai giovani che hanno partecipato al Salone». 

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti in aula magna. Al suo fianco i docenti Violetta Brundo e Cosimo Fortuna

Un momento dell'intervento del rettore Enrico Foti in aula magna. Al suo fianco i docenti Violetta Brundo e Cosimo Fortuna

«Ciascuno di voi ha messo qualcosa di sé: il proprio percorso, le proprie emozioni, le difficoltà affrontate, le scoperte, le amicizie, i sogni e le speranze – ha sottolineato -. Avete raccontato un ateneo che accoglie, accompagna e fa crescere. Perché l’università non è soltanto un luogo di formazione, ma un’esperienza di trasformazione: è il momento in cui si passa dall’essere ragazzi al diventare adulti, con tutto ciò che questo comporta in termini di conoscenza, valori, responsabilità e consapevolezza». 

«La formazione, in fondo, significa proprio questo: dare forma al proprio futuro e ritrovarsi, alla fine del percorso, persone diverse e più mature rispetto a quando si è iniziato – ha aggiunto -. Mi auguro che il legame con questa Università possa accompagnarvi anche oltre il percorso accademico. Stiamo lavorando proprio per rafforzare questo senso di appartenenza attraverso l’associazione Alumni, perché vogliamo che chi studia a Catania continui a sentirsi parte della nostra comunità anche negli anni futuri».

«Durante l’inaugurazione dell’anno accademico abbiamo voluto riportare in Ateneo alcuni nostri ex studenti oggi protagonisti a livello internazionale: professionisti, magistrati, ingegneri e manager che si sono formati qui, sono andati nel mondo e continuano a portare con sé il valore e il ricordo della loro esperienza universitaria a Catania – ha ricordato il rettore -. È un segnale importante: questa Università lascia un segno umano e professionale che resta nel tempo. Spero che anche per voi possa essere così e che possiate conservare sempre l’orgoglio, il ricordo e il senso di appartenenza verso questa comunità. Grazie davvero a ciascuno di voi».

Il rettore Enrico Foti con le studentesse e studenti, tirocinanti e tutor

Il rettore Enrico Foti con le studentesse e studenti, tirocinanti e tutor

“Qui ci sentiamo a casa”: le voci internazionali del Salone dell’Orientamento 2026

Dalla Cina agli Stati Uniti, passando per Iran e Bangladesh, le testimonianze degli studenti internazionali raccontano il volto più accogliente e multiculturale dell’Università di Catania. Al Salone dell’Orientamento 2026 non hanno portato soltanto il loro supporto organizzativo, ma soprattutto esperienze, emozioni e storie di integrazione che parlano di comunità, amicizia e appartenenza.

Kaige Wang arriva dalla lontana Cina e le sue prime parole sono per Catania: «Amo molto questa città e la sua università che mi ha aiutato a conoscere meglio la società e la cultura italiana». «Ero già stata qui tre anni fa, un’esperienza durante la quale ho conosciuto tanti amici e mi sono sentita piena di energia – ha aggiunto -. Mi sono innamorata della Sicilia e per questo ho deciso di tornare a Catania per proseguire il mio percorso di dottorato».

Studia Medicina e Chirurgia, al primo anno, la giovane iraniana Sana Cheraghi. «A Catania sto vivendo una bellissima esperienza – spiega -. Le persone sono molto accoglienti e l’università ci sostiene tanto. Qui mi sento benvenuta e accompagnata nel mio percorso di studio e di vita».

Anche Md Musfiqur Rahman Abid studia Medicine and Surgery. «Sono arrivato a Catania nel 2024 dal Bangladesh e fin dal primo giorno mi sono trovato molto bene – racconta -. È una città piena di sole, amo le spiagge, il cibo e soprattutto la gentilezza delle persone. Il mio percorso durerà cinque anni e spero davvero di poter continuare a vivere qui ancora a lungo».

Barnabas Tetteh Quaynor proviene dalla Virginia negli Stati Uniti e in occasione del Salone dell’Orientamento ha svolto il ruolo di tutor. Studia relazioni internazionali grazie al corso di laurea in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations e per lui «Catania rappresenta un’esperienza straordinaria». «Adoro il senso di comunità e la disponibilità delle persone, sempre pronte ad aiutarti – racconta - Ci siamo sentiti accolti fin da subito. Maria Sanfilippo è stata sempre presente, sostenendoci in ogni momento. Qui ci sentiamo davvero a casa».

In foto da sinistra studentesse e studenti intervistati

In foto da sinistra Barnabas Tetteh Quaynor, Kaige Wang, Maria Sanfilippo, Sana Cheraghi e Md Musfiqur Rahman Abid

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