Al Salone dell’Orientamento studenti, docenti e testimonial raccontano le opportunità offerte dall'ateneo catanese tra doppi titoli e corsi erogati in lingua inglese
Al Salone dell’Orientamento dell’Università di Catania, l’appuntamento annuale nell’ambito del progetto “OUI, Ovunque da qui”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi dell’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU – Pnrr, si è tenuto un incontro dedicato ai programmi di mobilità internazionale che ha mostrato come partire significhi, prima di tutto, crescere.
Ad aprire il talk sull’internazionalizzazione è stata la prof.ssa Alessandra Ragusa, ordinaria di Analisi matematica e delegata del rettore alla Internazionalizzazione della Didattica.

La prof.ssa Alessandra Ragusa
“Voi sapete cos’è l’internazionalizzazione? È un’esperienza che vi permette di vivere il mondo come non avete mai fatto, di studiare e respirare culture diverse» Ha detto in apertura dell’incontro la prof.ssa Maria Alessandra Ragusa, davanti ad una platea di giovani studenti, tra liceali e universitari.
«Sono ben nove gli accordi di Doppio titolo dell’Università di Catania, distribuiti tra i diversi dipartimenti – ha aggiunto la dottoressa Francesca Brancatelli, funzionario dell’Unità Operativa Relazioni Internazionali dell’Ateneo – e consentono a voi giovani universitari di laurearvi con un doppio titolo, italiano e estero». «Esistono anche opportunità di internazionalizzazione senza mobilità, prendendo parte ai corsi erogati in lingua inglese, particolarmente attrattivi per i nostri studenti internazionali, iscritti all'Università di Catania da tutto il mondo. Attualmente sono dieci i corsi di laurea magistrale e uno il corso a ciclo unico di Medicine and surgery».

Un momento dell'intervento di Francesca Brancatelli
Sulla stessa linea anche Maria Sanfilippo, mediatrice culturale e responsabile degli studenti incoming (in arrivo dall’estero): «Ne contiamo circa 700 ogni anno e non solo studenti, ma anche professori, ricercatori, dottorandi. Ogni anno eroghiamo dieci corsi magistrali interamente in lingua inglese, per perseguire anche l’internazionalizzazione senza mobilità».
Il focus si è poi spostato sull’importanza della mediazione culturale: «Io sono un “ponte” tra gli studenti stranieri e l’ateneo catanese. Gli studenti, grazie a questi programmi, sono supportati nell’integrazione a 360 gradi».

Un momento del talk
Da Catania al mondo: le storie di Luka, Andrea e Silvia
Tre percorsi diversi, un messaggio comune: partire apre orizzonti. Al Salone dell’Orientamento le testimonianze di Luka Petričević, Andrea Autieri e Silvia Rabuazzo raccontano come l’Erasmus e le esperienze internazionali possano trasformare studio, carriera e visione del futuro.
«Ho giocato a calcio professionalmente per 15 anni, poi ho cambiato totalmente strada», spiega con gli occhi emozionati e luminosi Luka Petričević, ex studente internazionale del corso di studi in lingua inglese “GLOPEM", Global Politics and Euro-Mediterranean Relations, oggi impiegato a contratto al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania (vai all’articolo) e all’Unità operativa Relazioni internazionali.
«Voglio dirvi che venire a Catania mi ha cambiato la vita. Scontrarmi con una nuova cultura, una nuova lingua, mi ha spinto a sperimentare. E così non ho più smesso – aggiunge -. La mia carriera non è stata lineare: in Montenegro ho una laurea in Affari esteri, ma ho anche studiato marketing e insegnato inglese. Il mio messaggio per voi è che non saprete mai cosa c’è dall’altra parte se non vi lanciate e soprattutto ricordatevi che non è mai tardi per cambiare direzione».

Un momento dell'intervento di Luka Petričević
A far da eco alle sue parole anche Andrea Autieri, studente di ingegneria a Catania del corso di laurea magistrale “Automation Engineering and Control of Complex Systems” rientrato da poco dall’anno di studi all’estero previsto dall’Accordo di doppio titolo del suo corso di studi, all'Instituto Superior de Engenharia do Porto.
«Ognuno di voi, che mirate a diventare professionisti, dovrebbe investire in questa opportunità – ha spiegato il futuro ingegnere -. Perché anche le cose più banali, se fatte là fuori, sono un portale per la crescita personale».
«Ovunque da qui, slogan dell’ateneo di Catania, è stato per me una frase di grande ispirazione. È bella la mia città, ma è ancora più bello guardarla da fuori», ha concluso Silvia Rabuazzo, studentessa al Dipartimento di Scienze politiche e sociali, che ha concluso qualche mese fa il suo periodo di mobilità all’University of Flensburg (Europa-Universität Flensburg - EUF), nell’ambito di un altro accordo di doppio titolo.
Andrea, Luka e Silvia hanno portato testimonianze preziose e autentiche dell’impegno, della visione e delle risorse che l’ateneo catanese dedica da anni alle relazioni internazionali, investendo su mobilità, scambi culturali e opportunità concrete per gli studenti. Nelle loro parole, intrecciate a quelle di tanti altri ragazzi presenti, si riflettono esperienze di crescita personale, coraggio, cambiamento e scoperta. E mentre le loro voci si mescolano tra entusiasmo e consapevolezza, un unico messaggio risuona nell’aria con forza e chiarezza: ad Unict non ci sono limiti, ovunque da qui.

Studentesse e studenti insieme con la prof.ssa Alessandra Ragusa