La giovane laureata dell’Università di Catania premiata ex aequo per la ricerca sull’Annunciazione del Museo San Nicolò di Militello
È stato conferito a Jokana Carmen Torrisi, dottoressa in Storia dell’arte e beni culturali dell’Università degli Stud di Catania, il Premio “Memoria e Futuro”, giunto alla diciottesima edizione e istituito dal Museo San Nicolò di Militello in Val di Catania. Il riconoscimento, intitolato al compianto prof. Sebastiano Di Fazio, economista agrario dell’Università di Catania del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita, è stato assegnato ex aequo anche alla dott.ssa Marilisa Yolanda Spironello(vai all’articolo).
Il premio nasce con l’obiettivo di mantenere viva la memoria del prof. Di Fazio e, al tempo stesso, promuovere nelle nuove generazioni l’interesse per Militello e per lo studio del suo territorio, valorizzandone il patrimonio culturale e le diverse espressioni storiche, artistiche, scientifiche ed economiche. Un impegno che si traduce anche in una borsa di studio, sostenuta con il contributo della Regione Siciliana e della famiglia Di Fazio, trasformando così la memoria di una figura profondamente legata alla ricerca e al territorio in un investimento concreto sui giovani studiosi.
La ricerca di Jokana Carmen Torrisi, dal titolo L’Annunciazione del museo di Militello in Val di Catania: tra modelli iconografici e connoisseurship, è stata dedicata alla pala d’altare cinquecentesca dell’Annunciazione, oggi custodita nel Museo San Nicolò e considerata una delle opere di particolare rilievo del patrimonio storico-artistico di Militello.
La commissione ha riconosciuto nella tesi «un’ottima conoscenza dello stato dell’arte», evidenziando la capacità della candidata di confrontarsi tanto con la storiografia e l’erudizione locale quanto con la bibliografia critica contemporanea. Particolare apprezzamento è stato espresso per l’originalità dell’approccio comparativo, attraverso il quale la pala di Militello è stata messa a confronto con altre due opere coeve raffiguranti l’Annunciazione, conservate a Ispica e Sortino.
Il confronto ha fatto emergere significative convergenze formali tra le opere, aprendo nuove prospettive interpretative sull’eventuale rielaborazione di una medesima fonte grafica e sul rapporto dell’opera con le reti europee di diffusione delle stampe raffaellesche. La commissione ha inoltre sottolineato il rigore metodologico della ricerca, l’appropriatezza degli strumenti utilizzati e la chiarezza dell’impianto espositivo.
Un lavoro che, secondo la motivazione del premio, contribuisce anche a una nuova valorizzazione dell’Annunciazione di Militello, restituendo il dipinto a una più ampia dimensione storico-artistica e superando una lettura isolata dell’opera, per riconoscerne invece il rapporto con i grandi modelli della cultura rinascimentale.
Classe 2002, Jokana Carmen Torrisi ha conseguito la laurea magistrale in Storia dell’arte e beni culturali all’Università di Catania con il massimo dei voti, svolgendo la propria ricerca sotto la guida del relatore prof. Valter Pinto. Attualmente prosegue il proprio percorso di alta formazione alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Padova.
La commissione che ha valutato le tesi era composta dal presidente del Museo San Nicolò, don Sathish Packia Kumar Jesu, dal prof. Domenico Mediati, docente universitario e membro esterno, dal prof. Tancredi Bella, docente universitario e componente del Comitato scientifico, dal sig. Pio Salvatore Basso, già responsabile dell’Archivio storico di Militello e studioso di storia locale, e dal prof. Salvatore Di Fazio, docente universitario e componente della famiglia Di Fazio. I lavori sono stati coordinati dalla prof.ssa Franca Barbanti, direttrice del Museo San Nicolò, che ha curato anche la verbalizzazione.
Il Premio “Memoria e Futuro” conferma così la propria vocazione a creare un ponte tra memoria, territorio e ricerca, affidando alle nuove generazioni di studiosi il compito di rileggere e valorizzare il patrimonio culturale di Militello. In questo percorso si inserisce anche il lavoro di Jokana Carmen Torrisi, che attraverso lo studio di un’opera del Cinquecento contribuisce a restituire nuova luce a una parte significativa della storia artistica della città.

Jokana Carmen Torrisi insieme con Franca Barbanti
«Riscattare la bellezza dall’isolamento attraverso la ricerca»
Jokana Carmen Torrisi racconta il valore del Premio “Memoria e Futuro” e il viaggio scientifico tra le iconografie dell’Annunciazione in Sicilia.
Ricevere il Premio “Memoria e Futuro” 2026, intitolato alla memoria del prof. Sebastiano Di Fazio, rappresenta per me un grandissimo onore e un momento di profonda riflessione. Questo riconoscimento non corona soltanto un traguardo accademico, ma premia un percorso di ricerca appassionato, volto a riscoprire i legami invisibili che uniscono il patrimonio di Militello in Val di Catania ai grandi circuiti dell’arte europea.
Particolarmente significativa è la consonanza tra lo spirito del premio e l’impianto della mia tesi magistrale, intitolata L’Annunciazione del museo di Militello in Val di Catania: tra modelli iconografici e connoisseurship. La mia ricerca muove infatti da una sfida metodologica: è possibile che un’opera d’arte conservata in un centro ritenuto "periferico" sia in realtà il fulcro di una complessa rete di scambi culturali?
Attraverso un rigoroso metodo comparativo, ho messo in dialogo la pala cinquecentesca del Museo di San Nicolò con le Annunciazioni coeve di Ispica e Sortino, rintracciando in esse una matrice comune: l'influenza dei modelli di Raffaello filtrati attraverso le incisioni di Marco Dente. Individuare questo prototipo grafico ha significato molto più che trovare semplici somiglianze: ha permesso di leggere queste opere non più come casi isolati di "ritardo culturale", ma come testimonianze di un laboratorio siciliano dinamico, capace di rielaborare con autonomia creativa e consapevolezza i modelli universali del Rinascimento.
Uno dei momenti più stimolanti della ricerca è stato l’approfondimento di un dettaglio iconografico di eccezionale rarità: la figura del Cristo Bambino “fatto carne” (o Logosknabe) che discende verso la Vergine portando la Croce. Si tratta di un’immagine densa di significati teologici, destinata a scomparire dopo il Concilio di Trento, che prefigura il sacrificio della Passione già nel momento dell’Incarnazione, testimoniando una ricezione colta e profondissima del mistero cristiano nel nostro territorio.
L’obiettivo del mio lavoro è stato dunque il riscatto del dipinto da una visione marginale, restituendogli il ruolo che merita nella storia dell’arte nazionale. Fare ricerca, per me, significa proprio questo: dare un futuro alla memoria, trasformando lo studio della storia dell’arte in uno strumento di tutela e valorizzazione della nostra identità territoriale.
Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla commissione giudicatrice, alla direttrice del Museo San Nicolò, prof.ssa Franca Barbanti, e al mio relatore, prof. Valter Pinto, per avermi guidata con professionalità e costante disponibilità in questo cammino di riscoperta.

Riproduzioni digitali dell'Annunciazione del Museo San Nicolò di Militello