Q-Etna26: a Catania il ponte tra ricerca quantistica e impresa

A Unict tre giorni di formazione e confronto tra scienziati, venture capital e industria per trasformare la ricerca sulle tecnologie quantistiche in applicazioni di mercato, rafforzare competenze deeptech e attrarre investimenti

In foto la prof.ssa Sabrina Maniscalco
In foto il prof. Fabrizio La Rosa
In foto la dott.ssa Loredana Castro

Potenziare competenze avanzate nel settore quantistico e favorire la traduzione della ricerca scientifica in applicazioni di mercato, stimolare l’innovazione e rafforzare la capacità di attrarre investimenti nel prossimo biennio. Sono gli obiettivi del workshop Q-ETNA26 (Quantum Extreme Technologies & Novel Applications) che, dal 4 al 6 marzo, ha intrecciato a Catania ricerca, formazione e impresa nel Deeptech, con un focus specifico sulle Tecnologie Quantistiche. Una rivoluzione che guarda già oggi al mercato. Un’iniziativa che ha richiamato numerosi giovani ricercatori e key player del mondo accademico.

Il workshop si è svolto nei locali del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana” e dell’Area Terza Missione dell’Università di Catania. L'evento è stato organizzato dal gruppo di ricerca QuCaT, operante al Dipartimento di Fisica e Astronomia, nel quadro delle attività del partenariato esteso National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), in collaborazione con l’Area Terza Missione di Unict.

«Chi fa quantum non vuole fare impresa, chi fa impresa non conosce il quantum»: un gap culturale colmabile, secondo Giuseppe Falci, ordinario al Dipartimento di Fisica e Astronomia e coordinatore di QuCaT, motivo fondante di Q-Etna. 

E su cui la prof.ssa Agata Matarazzo, ordinaria al Dipartimento di Economia ed Impresa e delegata all’Incubatore, spin-off e startup d’ateneo, ha evidenziato la missione dell'Ateneo: «Favorire l’imprenditorialità, curvando la didattica sulle esigenze del mercato e offrendo un Innovation hub capace di trasformare idee e brevetti in imprese embrionali di successo, ciò anche in settori deep tech come le tecnologie quantistiche».

La prof.ssa Elisabetta Paladino, ordinaria al Dipartimento di Fisica e Astronomia e coordinatrice dello spoke 9 di NQSTI, ha illustrato la Strategia Nazionale per le Tecnologie Quantistiche. L'ecosistema italiano conta su 229 milioni di euro di fondi dedicati alla ricerca (l’86% di origine Pnrr ed il 51% di NQSTI, iniziativa finanziata con questi fondi). Catania si posiziona bene per investimenti e nuove assunzioni, puntando a un ruolo di leadership anche attraverso la formazione specialistica, come il Master di II livello in Quantum Science and Technologyla cui prima edizione si è conclusa nei giorni scorsi.

In foto da sinistra i docenti Giuseppe Falci, Elisabetta Paladino e Agata Matarazzo

In foto da sinistra i docenti Giuseppe Falci, Elisabetta Paladino e Agata Matarazzo

Ad entrare nel vivo del rapporto tra ricerca e trasferimento tecnologico sul mercato è stato il dottor Simone Valorani (Scientifica VC) che ha tenuto un approfondito corso sulle imprese quantistiche, delineando le logiche del Venture Capital nel Deep Tech. Si tratta di un settore ad altissimo rischio che richiede modelli di investimento peculiari. Scientifica VC, ad esempio, non eroga solo capitali, ma mette a disposizione laboratori attrezzati (modello "code zero") per evitare che le startup esauriscano i fondi in macchinari costosi e iperspecializzati. 

Valorani ha ribadito l'importanza di un Pitch deck essenziale, di un Cap-table equilibrato e della validazione commerciale (CRL) in parallelo a quella tecnologica (TRL). Ha inoltre sottolineato la crucialità della Market & Technology Intelligence: le storiche analisi statistiche non bastano per mercati "disruptive", ma occorre valutare l'effettiva capacità di aggredire il mercato mappando i competitor e immaginando soluzioni alternative.

La professoressa Elita Schillaci, ordinaria al Dipartimento di Economia e presidente della neonata Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” che riunisce imprese e Università, ha parlato di Open Innovation e scienza dell'imprenditorialità, spronando i ricercatori ad abbracciare la contaminazione, imparando dai fallimenti per arrivare sul mercato (medicina traslazionale).

L'ing. Loredana Castro, dell’Area Terza Missione d’ateneo, ha poi illustrato il supporto pratico che l'Ateneo dà già per startup e spin-off: dal 2007 sono state approvate 35 proposte e ad oggi 15 spin-off sono attive. Oggi l'approccio è divenuto proattivo, grazie a iniziative come le Academy, i percorsi di orientamento, la Business Plan Competition ed al YouCUBE - Unict Innovation Hub inaugurato nel giugno scorso.

La prof.ssa Margherita Ferrante, ordinaria al Dipartimento di scienze mediche, chirurgiche e tecnologie avanzate “Ingrassia” e delegata alla Terza missione, ha poi presentato una nuova piattaforma interattiva territoriale, pensata per incrociare in tempo reale le expertise dei ricercatori con i bisogni applicativi delle aziende.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Elita Schillaci

Un momento dell'intervento della prof.ssa Elita Schillaci

La tre giorni ha offerto una vetrina eccezionale sui progressi scientifici: Luigi Giannelli e Giuseppe Falci hanno trattato rispettivamente la detection di fotoni virtuali e la computazione ultraveloce intercore con approcci adiabatici. 

Spazio anche ai giovani talenti: Dario Fasone (dottorando in fisica al Dfa, sulle q-networks), Maristella Crotti (dottoranda dell’Università dell’Insubria, sulle batterie quantistiche, attività in collaborazione con il Dfa), Riccardo Cantone (dottorando in fisica al Dfa, che ha presentato una ricerca condotta durante il tirocinio per il master QST al Rigetti Computing su ottimizzazione ML in gate a due qubit), Francesco Blanco (dipendente di STMicroelectronics su simulazione e co-design hardware per il controllo dei qubit, ricerca condotta durante il tirocinio per il QST presso ST sede di Agrate).

E ancora Vincenzo Varrica e Antouman Sallah (dottorandi in fisica presso il DFA, sistemi ibridi e difetti in nitruro di gallio) e Eleonora Amato (dipendente dell'INGV e diplomata master QST, noise signatures nei device, evidenza di sorgenti di rumore nei computer quantistici di IBM, attività condotta durante il tirocinio per il master QST in collaborazione con IBM Italia).

La professoressa Sabrina Maniscalco (Algorithmiq & Uni Helsinki) ha illustrato lo stato dell’arte del quantum computing e discusso l'integrazione tra computer quantistici e HPC (High Performance Computing), mostrando applicazioni in campo medico come la scoperta di farmaci fotosensibili per la cura mirata dei tumori, tracciando la via per raggiungere il quantum advantage.

Alcuni partecipanti ai lavori al Palazzo dell'Etna

Alcuni partecipanti ai lavori al Palazzo dell'Etna

Il professor Simone Faro, associato al Dipartimento Matematica e Informatica dell’ateneo catanese, ha presentato un algoritmo per risolvere il "longest common substring" e il nuovo linguaggio di programmazione di alto livello Qutes lang, che astrae la complessità dei circuiti fisici.

Il professor Marcello Caleffi, associato all’Università Federico II di Napoli, ha illustrato la rivoluzionaria idea della rete introducendo il Quantum Internet. Superando la semplice distribuzione di chiavi (QKD), le nuove reti trasferiscono direttamente l'entanglement tramite infrastrutture in fibra ottica già esistenti, garantendo telecomunicazioni assolutamente sicure ("azione istantanea"). 

Raoul Raftopoulos (progetto AI-PHOQUS) ha annunciato la possibile creazione di un nodo quantistico a Catania connesso con Messina e Palermo. Fabrizio La Rosa (STMicroelectronics) ha illustrato, infine, il ruolo strategico del sensing quantistico in ambito industriale: una tecnologia matura ad altissimo potenziale commerciale, che sfrutta materiali innovativi come i difetti del diamante per realizzare gravitometri e sensori magnetici precisissimi capaci di operare a temperature non criogeniche.

NQSTI

L’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Quantistica (NQSTI) è un consorzio di ricerca finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con fondi Next Generation EU. Coinvolge 20 soggetti di eccellenza nel settore delle tecnologie quantistiche, tra enti di ricerca, università e imprese.

Cosa sono le tecnologie quantistiche

Le tecnologie quantistiche utilizzano i principi della fisica quantistica per superare i limiti delle tecnologie digitali tradizionali. Tra le applicazioni: computer capaci di elaborare in minuti calcoli impossibili anche per gli attuali supercomputer, sensori di precisione estrema per il posizionamento, la diagnostica medica e il controllo industriale, sistemi di comunicazione crittografata con sicurezza assoluta. Il settore è al centro delle strategie di innovazione europea e nazionale, con investimenti significativi attualmente e nei prossimi anni.

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