Quando la ricerca va in scena: etica, tecnologia e nuovi linguaggi

A Sharper Night  due spettacoli hanno trasformato il Cut in un laboratorio: “Etica in scena” tra dilemmi, responsabilità e scelte quotidiane; “VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale” tra Orlando furioso, nuove tecnologie e contaminazione tra discipline

Mary Bua

Quando una scelta diventa un dilemma etico? È possibile raccontare la realtà attraverso le nuove tecnologie senza perdere la forza della parola, del corpo e della scena? E cosa accade quando letteratura, storia dell’arte, architettura e biblioteconomia si incontrano dentro una performance teatrale? 

Sono alcune delle domande che hanno trovato spazio sul palco del Centro Universitario Teatrale in occasione di Sharper Night 2026 – La Notte europea dei Ricercatori, attraverso due esperienze profondamente diverse ma accomunate dalla volontà di trasformare la ricerca in un’esperienza da vivere e condividere con il pubblico.

Da una parte Etica in scena, una creazione collettiva costruita attorno a solitudine, speranza, responsabilità e alle scelte che ogni giorno ci mettono di fronte alla domanda su ciò che è giusto fare. Dall’altra VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale, un progetto nel quale ricerca umanistica, nuove tecnologie e linguaggi performativi si sono intrecciati per dare vita a una narrazione ispirata al Canto XXXIII dell’Orlando furioso. Due spettacoli, dunque, ma anche due modi di fare ricerca e di comunicarla attraverso il teatro.

Giorgia Coco in “VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale”

Giorgia Coco in “VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale”

La ricerca incontra la città

Il teatro è stato così uno dei luoghi attraverso i quali l’Università di Catania ha raccontato la ricerca nell’ambito di Sharper Night – SHAring Researchers’ Passion for Extreme Regions, l’iniziativa associata a MSCA and Citizens dell’UE e finanziata nell’ambito delle Azioni Marie Sklodowska-Curie di Horizon Europe.

L’obiettivo è avvicinare i cittadini alla ricerca e ai suoi protagonisti, raccontando la passione per la scoperta attraverso esperienze inclusive, partecipative e capaci di mettere in relazione il mondo della ricerca con la società. 

Un programma che a Catania si è articolato in diversi luoghi della città: dagli stand di Piazza Università, animati dai dipartimenti dell’Ateneo, a Palazzo della Cultura, Città della Scienza, al Monastero dei Benedettini di San Nicolò L’Arena e, appunto, al Centro Universitario Teatrale.

Al Centro Universitario Teatrale la ricerca è uscita dai laboratori e ha incontrato il linguaggio della scena, trasformando il teatro in uno spazio di sperimentazione, confronto e divulgazione.

Un momento dello spettacolo "Etica"

Un momento dello spettacolo "Etica in scena"

“Etica in scena”, il teatro come spazio per interrogarsi

Etica in scena è l’esito artistico e umano del laboratorio promosso in continuità con il progetto interdipartimentale di Etica applicata dell’Università di Catania.

Nato da un’idea di Rossella Pezzino de Geronimo e sviluppata nella sua dimensione teatrale da Francesco Pistone ed Enrico Sortino, il progetto si è snodato nell’arco di dodici incontri di dialogo, improvvisazione, confronto drammaturgico e scrittura. 

Un percorso in cui i partecipanti non si sono limitati a riflettere sui temi proposti, ma li hanno trasformati in materia teatrale, diventando autori e interpreti delle storie portate sul palcoscenico.

La scena è diventata così uno spazio in cui interrogare le proprie convinzioni e confrontarsi con dilemmi che appartengono alla società contemporanea: la responsabilità individuale, la paura delle conseguenze, il bisogno di proteggere gli altri, la difficoltà di scegliere tra ciò che riteniamo giusto e ciò che appare più conveniente.

Gli interpreti di "Etica in scena"

Gli interpreti di "Etica in scena"

Sul palco del Centro Universitario teatrale è stata recitata una creazione collettiva, basata su temi che appartengono alla nostra quotidianità e in cui gli spettatori hanno potuto rispecchiarsi a seconda del “dilemma” etico messo in scena.

Ma soprattutto con Etica in scena gli interpreti - Anna Laura Fiaminio, Paola Saverino e Francesco Pistone - hanno voluto invitare spettatori e spettatrici ad una riflessione profonda ed etica sulla società in cui viviamo e sui temi ricorrenti con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Ma anche a porsi delle domande su questi temi: È giusto o non è giusto fare ciò che si pensa di voler fare? Ma soprattutto è etico? 

È corretto tacere, negare e insabbiare uno stupro solo per non causare danni morali alle persone che ci stanno accanto, e per non avere danni di immagine? 

È giusto reprimere e mettere da parte le proprie aspirazioni lavorative per compiacere familiari e amici, tradendo così i propri ideali?

È corretto nascondere una verità, uno stato di salute, alla società, per non essere guardati in modo diverso?

Un momento di confronto con il pubblico

Un momento di confronto con il pubblico

“VIRTUA*RT”, quando le discipline si incontrano sulla scena

Dalla riflessione sui dilemmi della vita quotidiana alla contaminazione tra discipline e tecnologie. Con VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale, i ricercatori e le ricercatrici, a partire da un’illustrazione del Canto XXXIII dell’Orlando furioso, hanno costruito una narrazione capace di intrecciare competenze differenti e di trasformare il patrimonio letterario e iconografico in materia per una performance contemporanea.

Al progetto hanno lavorato Simona Scattina con Giulia Arcidiacono, Tancredi Bella, Simona Busni, Maria Rosa De Luca, Vittorio Fiore, Elisa Francesconi, Simona Inserra, Gaetano Lalomia, Daniela Santonocito, Laura Pernice e Stefania Rimini, docenti dell’Università di Catania, insieme con Giorgia Coco, attrice che ha portato in scena lo spettacolo.

Un lavoro che la professoressa Simona Scattina ha definito un prequel di un progetto più ampio, la cui presentazione è prevista il 4 dicembre 2026 nei locali delle Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero.

Giorgia Coco in “VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale”

Giorgia Coco in “VIRTUA*RT, trame per una performance intermediale”

Il progetto è frutto dell’intreccio di diverse discipline, tra cui letteratura, architettura, storia dell’arte e biblioteconomia, che, trattate attraverso nuove tecnologie, hanno restituito immagini e xilografie rese uniche e spettacolari dalla location. 

Particolarmente suggestivo è stato il rapporto tra tecnologia e spazio scenico. In assenza di uno schermo all’interno del Cut, le immagini non sono state semplicemente proiettate, ma hanno preso forma attraverso proiezioni olografiche immerse nel buio della scena, accompagnando la recitazione di Giorgia Coco e costruendo un dialogo continuo tra parola, immagine e tecnologia.

Ne è nata una performance nella quale le diverse competenze non sono rimaste separate, ma si sono incontrate per costruire un nuovo modo di raccontare il patrimonio culturale.

Anche il Centro Universitario Teatrale si è trasformato in laboratorio di ricerca e studio in occasione della Sharper Night, e ha visto confrontarsi diversi ricercatori e discipline differenti, mostrando come, dall’intreccio di diverse discipline, possano emergere importanti progetti culturali e divulgativi e nuove modalità di dialogo con il pubblico.

Alcuni docenti che hanno preso parte al progetto

Alcuni docenti che hanno preso parte al progetto

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