Salone dell’Orientamento, Unict apre le porte al futuro tra formazione, lavoro e territorio

Quattro giorni per guidare 26mila studenti verso scelte consapevoli. «Più spazio alle aziende, ai laboratori e al dialogo diretto con il mondo del lavoro», spiegano Violetta Brundo e Cosimo Fortuna, responsabili dell'orientamento Unict

Alfio Russo

Ventiseimila studenti attesi, quattro giornate dedicate all’orientamento e un obiettivo chiaro: accompagnare ragazze e ragazzi verso una scelta universitaria più consapevole, guardando già al mondo del lavoro. Il Salone dell’Orientamento 2026 dell’Università di Catania, in programma dal 14 al 17 aprile nella Cittadella universitaria, si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per il futuro formativo dei giovani del territorio e non solo, con la partecipazione di scuole provenienti da tutta la Sicilia e anche dalla Calabria. 

L’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto OUI – “Ovunque da qui” e finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi europei (NextGenerationEU, Pnrr), punta a mettere in connessione studenti, università e imprese, rafforzando il legame tra formazione e occupazione. A raccontare novità e obiettivi dell’edizione 2026 sono Violetta Brundo, referente del progetto, e Cosimo Gianluca Fortuna, delegato alle Politiche per l’Orientamento.

Studenti e studentesse al Salone dell'Orientamento

Studenti e studentesse al Salone dell'Orientamento

“Un Salone sempre più inclusivo e concreto: così accompagniamo gli studenti dalla scelta al lavoro”

Violetta Brundo, Referente del progetto OUI – Ovunque da qui

Il Salone dell’Orientamento 2026 si presenta con numeri importanti. Che edizione sarà?
«Sarà un’edizione particolarmente ricca e partecipata. Ci aspettiamo circa 26mila studenti provenienti da tutta la Sicilia e, per la prima volta in modo strutturato, anche da alcune scuole della Calabria. Questo conferma quanto il Salone sia ormai un punto di riferimento non solo regionale ma interregionale. La vera novità, però, è l’apertura anche a studenti già laureati o interessati a percorsi ICT: un segnale chiaro della volontà di ampliare l’orientamento anche a chi è già dentro o oltre il percorso universitario».

Come si articola l’offerta presentata durante il Salone?
«L’Ateneo presenta l’intera offerta formativa: corsi di laurea triennali, magistrali e dottorati. Ma non si tratta solo di informazione. Abbiamo voluto costruire un’esperienza immersiva, in cui lo studente possa comprendere davvero cosa significa scegliere un percorso piuttosto che un altro. La presenza delle aziende, accanto ai dipartimenti, rafforza proprio questa dimensione concreta».

Avete lavorato molto per coinvolgere anche gli studenti universitari già iscritti. In che modo?
«È stato uno degli obiettivi principali. In questi mesi abbiamo costruito una rete molto forte con rappresentanti degli studenti e presidenti dei corsi di studio, riuscendo a raggiungere una platea ampia anche all’interno dell’Ateneo. L’idea è che il Salone non sia solo per chi deve entrare, ma anche per chi deve orientarsi nei passaggi successivi del proprio percorso».

Che ruolo ha il Career Day all’interno dell’evento?
«È un momento fondamentale. Offre agli studenti la possibilità di confrontarsi direttamente con le aziende, capire quali profili sono richiesti e iniziare a immaginare il proprio futuro professionale. Per molti sarà il primo colloquio: per questo li abbiamo accompagnati anche nella preparazione del curriculum, grazie a un grande lavoro di squadra tra ufficio orientamento e area placement».

Violetta Brundo

Violetta Brundo, Referente del progetto OUI – Ovunque da qui

Uno degli elementi distintivi del progetto sono le attività laboratoriali. Cosa offrono agli studenti?
«Offrono un’esperienza concreta. Non solo ascoltare, ma fare. I laboratori sono stati scelti anche sulla base degli interessi degli studenti e coprono tutti gli ambiti disciplinari. Ci saranno esperienze molto particolari, come quelle legate alla biologia forense, con la partecipazione di professionisti del RIS e dei SIS, ma anche incontri con magistrati, notai e aziende. È un modo per avvicinare i ragazzi alle professioni reali».

Quanto è importante il coinvolgimento diretto degli studenti universitari?
«È centrale. Quest’anno abbiamo coinvolto attivamente dottorandi e specializzandi, che partecipano alle attività e raccontano in prima persona il loro percorso. Questo crea un dialogo più autentico e aiuta gli studenti delle scuole a identificarsi. Il messaggio è quello che portiamo avanti da tempo: vivere l’università a 360 gradi».

Cosa significa “vivere l’università a 360 gradi”?
«Significa andare oltre la lezione in aula. L’università è fatta di spazi, esperienze e opportunità: dal Cus Catania ai musei, dal teatro alla radio, fino alle riserve naturali. Vogliamo trasmettere l’idea di un Ateneo vivo, dinamico, in cui lo studente è protagonista».

Quali sono le altre novità di questa edizione?
«Il coinvolgimento della Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” e degli AFAM, ma soprattutto la presenza attiva delle aziende e degli ordini professionali. Avvicinare gli studenti agli ordini è importante, perché per molte professioni rappresentano un passaggio fondamentale. Portarli al Salone significa rendere più chiaro e concreto il percorso dopo la laurea».

Un momento dell'intervento di Violetta Brundo in occasione della cerimonia di inaugurazione del Salone dell'Orientamento

Un momento dell'intervento di Violetta Brundo in occasione della cerimonia di inaugurazione del Salone dell'Orientamento

“Dall’università al futuro: orientamento integrato per formare e trattenere i talenti in Sicilia”

Cosimo Gianluca Fortuna, Delegato alle Politiche per l’Orientamento

Qual è la visione alla base del Salone dell’Orientamento 2026?
«L’idea è stata quella di unire orientamento in ingresso e in uscita in un unico grande evento. Per questo abbiamo scelto una formula su quattro giornate, capace di offrire una visione completa: dalla scelta del corso di laurea fino all’ingresso nel mondo del lavoro».

Qual è la novità più significativa di questa edizione?
«Sicuramente il coinvolgimento diretto delle aziende accanto ai dipartimenti. Durante le mattinate, infatti, i dipartimenti saranno affiancati da realtà produttive che dialogheranno con gli studenti. Questo serve a far capire che la formazione universitaria non è separata dal mondo del lavoro, ma ne è parte integrante».

Che spazio avranno le aziende durante il Salone?
«Moltissimo. Oltre alla presenza negli stand, abbiamo previsto talk aziendali e giornate tematiche. Il 15 aprile, ad esempio, sarà dedicato alla nuova Fondazione dell’Ateneo, che mette insieme università e grandi realtà locali e nazionali. Nel pomeriggio, poi, il Career Day permetterà agli studenti di sostenere colloqui diretti con le aziende».

Il Salone include anche momenti più simbolici e informali. Perché questa scelta?
«Perché l’orientamento non è solo informazione, ma anche esperienza. La climbing tower, ad esempio, rappresenta simbolicamente il percorso di crescita: si parte dall’Università di Catania per arrivare in alto. Accanto a questo ci saranno attività come contest fotografici, musica e momenti di socialità, che rendono l’evento più coinvolgente».

Cosimo Gianluca Fortuna, Delegato alle Politiche per l’Orientamento

Cosimo Gianluca Fortuna, Delegato alle Politiche per l’Orientamento

Uno degli obiettivi dichiarati è trattenere gli studenti in Sicilia. Come si realizza concretamente?
«È una delle sfide principali. Molti studenti lasciano il territorio dopo la laurea triennale. Noi vogliamo invertire questa tendenza, mostrando le opportunità offerte dall’Ateneo nei percorsi magistrali, nelle scuole di specializzazione e nei dottorati. Ma soprattutto vogliamo rafforzare il legame con il tessuto produttivo locale».

In che modo l’Ateneo sta lavorando sul territorio?
«Attraverso una strategia integrata. La Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” è un esempio concreto: crea un ponte tra università e imprese. L’obiettivo è costruire un’immagine dell’Ateneo non solo come luogo di didattica, ma come parte attiva del contesto sociale ed economico».

Il Salone guarda anche oltre la Sicilia?
«Sì, stiamo ampliando il raggio d’azione. Abbiamo coinvolto scuole di tutta la regione e siamo arrivati fino alla Calabria. Vogliamo far percepire Catania come un polo di eccellenza capace di attrarre studenti anche da fuori».

Come evolverà l’orientamento dopo il progetto OUI?
«Cambierà approccio. Finora abbiamo lavorato anche sui grandi numeri, ma il futuro sarà un orientamento sempre più personalizzato. Vogliamo ascoltare i bisogni degli studenti e costruire percorsi mirati, aiutandoli a chiarire dubbi e inclinazioni».

Qual è il messaggio finale che volete trasmettere ai ragazzi?
«Che scegliere l’università non è un passaggio automatico, ma una decisione importante che va costruita con consapevolezza. Il nostro compito è accompagnarli in questo percorso, offrendo strumenti, opportunità e visione. Solo così potranno davvero costruire il proprio futuro».

Cosimo Fortuna davanti alla Climbing Tower

Il prof. Cosimo Fortuna insieme con il rettore Enrico Foti davanti alla Climbing Tower

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