Sharper Night, la Ricerca sale sul palco

Nella Sala "Concetto Marchesi" del Palazzo della Cultura quattordici giovani studiosi si sono sfidati a colpi di divulgazione. Giulia Russo conquista la “competizione” per il suo studio sulle simulazioni digitali contro il tumore al seno 

Stefano Camilli e Lorenzo Santangelo
Giuseppe Cinà
Alessandra Geraci
Claudio De Maria
Francesco Tiralongo
Roberto Pagano
Abdel Idrissi
Valentina Iacono
Paolo Inturri
Roberto Catania
Stefano Di Marco
Giulia Russo
Pietro Guadagnino
Eloise Pulvirenti
Fabrizio Ferreri
I partecipanti al Minitalk Challenge

Pochi minuti a disposizione, un linguaggio capace di farsi comprendere da tutti senza rinunciare al rigore e la passione per il proprio lavoro raccontata davanti a una platea gremita. È stata questa la formula vincente della Minitalk Challenge, ospitata nella Sala Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura nell'ambito di Sharper 2026 - La Notte Europea dei Ricercatori. L'iniziativa ha portato sotto i riflettori quattordici giovani studiose e studiosi dell'Università di Catania, chiamati a condividere con la cittadinanza il valore concreto delle proprie ricerche attraverso brevi esposizioni divulgative.  

A conquistare il gradino più alto del podio è stata Giulia Russo del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute, protagonista del talk intitolato E se potessimo provare una cura prima di usarla? Come il gemello digitale aiuta a scegliere la terapia giusta contro il tumore al seno. 

Partendo dall'esempio dei simulatori di volo usati nell'aviazione, la ricercatrice ha illustrato l'impiego dei cosiddetti gemelli digitali nella lotta a forme particolarmente aggressive di carcinoma mammario. Integrando la storia clinica, i parametri biologici e le immagini diagnostiche della paziente, il modello virtuale permette di testare in anticipo diversi scenari terapeutici al computer per valutare l'efficacia del trattamento, risparmiare tempo prezioso e limitare la tossicità dei farmaci. 

«Il simulatore non sostituisce il medico ma lo aiuta a scegliere la terapia più idonea, perché il futuro della medicina non sarà trovare una cura per tutti, ma la cura giusta per ciascuno», ha spiegato la ricercattrice Giulia Russo prima di invitare il pubblico a testare la simulazione.  

A premiarla il rettore Enrico Foti affiancato da una commissione composta da figure del mondo universitario, delle istituzioni, dell'imprenditoria e dell'associazionismo studentesco: la professoressa Ida Angela Nicotra, ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico e presidente della Scuola Superiore di Catania; Rosanna Branciforte, dirigente dell'Area della Terza Missione dell'Ateneo; Maurizio Ninfa, fondatore di ExpoMedicina e referente di Interproject srl; Adriana Pellegrino, presidente della Consulta degli Studenti di UniCT; l'ingegnere Alessandro Tumminia, direttore R&D di Vishay Semiconductor Italiana SpA e presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434.

Giulia Russo premiata dal rettore Enrico Foti

Giulia Russo premiata dal rettore Enrico Foti

Accanto alla vincitrice, il palco ha visto alternarsi gli altri tredici ricercatori in gara, offrendo una panoramica ricca e variegata delle attività scientifiche dell'ateneo catanese.  

Ad aprire la sequenza degli interventi è stato Giuseppe Cinà per il Dipartimento di Scienze Chimiche con Argille e ricerca: dalla natura al futuro, illustrando le potenzialità applicative dei minerali argillosi per lo sviluppo di materiali ecocompatibili e nuove tecnologie industriali. 

Alessandra Geraci del Dipartimento di Scienze della Formazione ha presentato Oltre la tabula rasa: nati sapienti e pro(sociali), condividendo i risultati di uno studio decennale che dimostra come i neonati, già a cinque giorni di vita, mostrino una preferenza innata e spontanea per le azioni di cooperazione e di aiuto rispetto a quelle antisociali.  

Il monitoraggio degli ambienti marini è stato invece approfondito dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali. Claudio De Maria, con Ascoltare il mare: tecnologia per proteggere la biodiversità, ha spiegato come l'inquinamento acustico causato dalle attività umane si raddoppi ogni cinque anni nel Mediterraneo e come, grazie a idrofoni, fibre ottiche sottomarine e intelligenza artificiale, sia possibile mappare le rotte dei cetacei e mitigare l'impatto del traffico navale.

Francesco Tiralongo è poi intervenuto con Invasioni a tavola - Come le specie aliene marine stanno cambiando la pesca e i consumi nel Mediterraneo, affrontando la proliferazione di specie introdotte come il granchio blu, il pesce scorpione o il tossico pesce palla maculato, indicando nella valorizzazione gastronomica controllata una leva per contenere i danni agli ecosistemi e alla pesca locale.  

La fisica e le sue tecnologie di frontiera sono state protagoniste con i contributi del Dipartimento di Fisica e Astronomia Ettore Majorana. Roberto Pagano ha illustrato i rivelatori a singolo fotone in silicio con il talk Oltre l'oscurità con i rivelatori a singolo fotone, evidenziandone l'impiego per scorgere dettagli invisibili all'occhio umano nella tomografia clinica ad emissione di positroni, nella fisica delle particelle e nei sistemi lidar per la guida autonoma. 

Abdel Idrissi ha quindi portato la platea negli abissi con KM3NeT: L'universo in fondo al mare, descrivendo la rete di sensori sottomarini calata a oltre tremila metri di profondità al largo della Sicilia per intercettare i neutrini cosmici ed esplorare l'universo profondo. P

Sempre del Dfa Valentina Iacono ha chiuso la serie dei talk con Alla ricerca di materiali "preziosi": in viaggio verso l'energia del futuro, mostrando come sia possibile trasformare scarti del territorio, quali bucce d'arancia essiccate, lolla di riso e cenere vulcanica dell'Etna, in matrici di carbonio avanzate per batterie e sistemi di accumulo dell'idrogeno verde.  

Un momento della presentazione di Giulia Russo

Un momento della presentazione di Giulia Russo

Ampio spazio è stato riservato anche al rapporto tra innovazione, etica e società. Paolo Inturri, del Dipartimento di Giurisprudenza, ha affrontato - con il talk A proposito di "diritto artificiale": regolare o non regolare l'IA? – il tema della sfida delle democrazie occidentali nel disciplinare algoritmi in rapidissima evoluzione senza sacrificare le prerogative parlamentari e le tutele individuali. 

Roberto Catania, del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, ha presentato Una nuova specie invasiva in Sicilia, la formica di fuoco, lanciando l'allarme sui nidi poliginici rinvenuti nel territorio isolano e promuovendo la piattaforma di citizen science per mappare e arginare le punture di questo pericoloso insetto.  

Sul fronte medico Stefano Di Marco, per il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate G.F. Ingrassia, ha mostrato in La diagnosi in dermatologia 3.0 l'utilizzo congiunto di microscopia confocale, imaging ad alta risoluzione e algoritmi per riconoscere tempestivamente melanomi e lesioni precancerose, ribadendo la funzione dell'algoritmo come ausilio e mai come sostituto del clinico. 

La sostenibilità economica e industriale è stata illustrata da Pietro Guadagnino, del Dipartimento di Economia e Impresa, con Sostenibilità ambientale ed economia circolare, che ha ripercorso la matrice concettuale del modello circolare per trasformare gli scarti produttivi in valore competitivo misurabile. 

Eloise Pulvirenti, per il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica, ha invece descritto in Microplastiche Stop — Un nuovo approccio filtrante per la tutela ambientale come una membrana rigenerabile ad alta efficienza può trattenere le particelle inquinanti microscopiche negli scarichi domestici e nei depuratori urbani. 

In chiusura Fabrizio Ferreri, del Dipartimento di Scienze Umanistiche, ha invitato a superare l'egemonia culturale dell'urbacentrismo con Vai a quel "paese"? Ripensare al futuro a partire dai margini, valorizzando le aree interne e i piccoli borghi non come realtà nostalgiche da assistere, ma come spazi autonomi capaci di generare forme diverse di socialità e di comunità.  

La serata si è conclusa tra gli applausi del pubblico, a conferma di come la divulgazione scientifica diretta e senza filtri rappresenti uno dei ponti più autentici ed efficaci tra la ricerca accademica e la cittadinanza.

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