Dal TEDxCatania Salon al Castello di Aci Castello, un viaggio tra ricerca, sostenibilità e comunità per riscoprire il mare non come confine, ma come ecosistema vivo che connette, trasforma e genera conoscenza
“Il mare non chiede silenzio, ma ascolto. Un ascolto consapevole, perché l’inquinamento acustico sottomarino è meno percepibile, ma altamente impattante, capace di propagarsi per grandi distanze e di interferire con la vita degli ecosistemi marini. Imparare ad ascoltare il mare significa quindi imparare a proteggerlo”.
Con questo invito, la prof.ssa Alessia Tricomi, ordinario di Fisica all’Università di Catania e direttrice del Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia, ha concluso il talk Il mare come frontiera scientifica, proponendo un cambio di prospettiva radicale: il mare non è soltanto un oggetto da osservare, ma un sistema da ascoltare.
Il suo intervento ha aperto, nello scenario del Castello Normanno-Svevo di Aci Castello, il TEDxCatania Salon dedicato a U’ Mari – Come l’acqua definisce, connette e trasforma Catania, un tema profondamente legato all’identità di una città che vive il Mediterraneo non solo come orizzonte geografico, ma come parte viva della propria cultura e del proprio futuro.
L’incontro ha posto una domanda centrale: cosa accade se il mare smette di essere soltanto un confine o una destinazione turistica e diventa, invece, un motore di innovazione? Attraverso talk e momenti di confronto, il Mediterraneo è stato raccontato come ecosistema di opportunità, spazio di connessione tra persone e laboratorio di idee per uno sviluppo più sostenibile.
A moderare l’incontro la prof.ssa Margherita Ferrante, ordinario di Igiene e Delegata alla Terza Missione per l'Università di Catania.

Il panorama dal Castello d'Aci
“Il mare che parla: il suono come chiave della conoscenza”
“Come ricordava Cousteau, è stato a lungo definito “mondo del silenzio”, ma oggi la scienza dimostra che sotto la superficie esiste una complessa e continua sinfonia naturale”. Con queste parole Alessia Tricomi, ordinario di Fisica all’Università di Catania e direttrice del Centro Siciliano di Fisica Nucleare e Struttura della Materia, ha aperto il talk Il mare come frontiera scientifica, evidenziandone il concetto, rendendolo ancora più concreto, attraverso l’ascolto di diversi suoni del mare: il caratteristico “click” del gamberetto pistolero, il canto profondo della balenottera, il rumore del passaggio di una nave e altri segnali acustici legati sia alla natura sia all’attività umana. Un’esperienza che ha permesso di percepire direttamente ciò che normalmente resta invisibile.
“Il mare, infatti, è attraversato da un vero e proprio soundscape, un paesaggio sonoro che include suoni biologici, fenomeni geofisici come i terremoti e rumori antropici legati al traffico navale. Questo insieme di segnali racconta continuamente lo stato di salute dell’ecosistema”, ha detto la prof.ssa Alessia Tricomi.
“Poiché il mare è vasto, profondo e spesso non osservabile direttamente, l’ascolto diventa una chiave fondamentale di conoscenza – ha aggiunto -. Da questa idea nasce il Progetto Vongola: una rete di sensori acustici sottomarini che funziona come un grande stetoscopio del mare, capace di rilevarne le condizioni attraverso le tracce sonore”.
“La tecnologia si basa su fibre ottiche e intelligenza artificiale: le vibrazioni prodotte da navi, animali o eventi naturali modificano il segnale luminoso nei cavi sottomarini, e l’IA consente di interpretare questi dati, distinguendo tra cetacei, imbarcazioni e fenomeni geofisici”, ha evidenziato la docente di Unict.
Un tema centrale è l’impatto del rumore antropico: “Il traffico marittimo può disorientare le specie marine, che utilizzano il suono non solo per comunicare, ma anche per orientarsi e sopravvivere, alterare il soundscape significa quindi alterare profondamente l’equilibrio dell’ecosistema”, ha precisato la prof.ssa Tricomi.
“Da qui emerge una visione più ampia – ha aggiunto -, come in medicina si ascolta il battito cardiaco per valutare la salute del corpo, così nel mare non è il singolo suono a contare, ma l’intero profilo acustico. Un ecosistema sano ha un soundscape diverso rispetto a uno in sofferenza, con variazioni nei ritmi, nelle frequenze e nelle intensità”.
“Questo approccio si estende fino alla frontiera della fisica delle particelle: il mare diventa infatti anche un enorme osservatorio naturale per lo studio dei neutrini cosmici, come nel progetto KM3NeT, realizzato nel Mediterraneo al largo della Sicilia”, ha sottolineato.
“In entrambi i casi, dalla biologia marina alla fisica dell’universo, il principio è comune: ciò che è fondamentale non sempre è visibile, ma spesso è udibile” ha detto in chiusura di intervento Alessia Tricomi prima di lanciare l’invito ai presenti: “Il mare non chiede silenzio, ma ascolto. Imparare ad ascoltare il mare significa quindi imparare a proteggerlo”.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Alessia Tricomi
“Il mare che unisce: salute, ambiente e innovazione per il futuro del territorio”
In apertura era stata Margherita Ferrante, ordinario di Igiene e Delegata alla Terza Missione per l'Università di Catania, ad introdurre i lavori del TEDxCatania evidenziando le complesse interazioni tra ambiente, inquinamento e benessere e, in particolar modo, “l’azione dell’Ateneo e i prodotti della scienza che non deve restare confinata nei laboratori, ma farsi azione sul territorio per generare valore e sostenibilità reale”.
“Siamo abituati a guardare il mare come un confine – ha detto la docente -. Oggi, invece, proviamo a capovolgere questa prospettiva: ‘U Mari’ non è una barriera, ma il nostro più grande ecosistema di opportunità. È uno spazio vivo che non divide, ma connette. L’acqua, infatti, non separa: unisce territori, persone, conoscenze. Definisce la nostra identità e può diventare un potente motore di trasformazione economica e sociale, se impariamo davvero a collaborare e a valorizzarla in modo sostenibile”.
“Ed è proprio da questa visione che nasce anche il senso del nostro incontro di oggi, pienamente inserito nella logica della Terza Missione dell'Università di Catania – ha continuato la docente -. Non siamo qui solo per ascoltare. Voi 50 partecipanti siete stati scelti perché avete il potenziale, le competenze e gli strumenti per trasformare le idee in azioni concrete a servizio del territorio”.
“Il mare è una risorsa condivisa, ma anche una responsabilità: va protetto per garantire la qualità della vita, e al tempo stesso può diventare il punto di partenza per iniziative di turismo sostenibile costiero, educazione ambientale e innovazione sociale – ha sottolineato la prof.ssa Margherita Ferrante -. Sono ambiti che l’università sta sostenendo con forza, anche attraverso la creazione di incubatori capaci di accompagnare la nascita di nuove imprese”.
“In questo quadro si inserisce anche la mia attività di ricerca sulle microplastiche. Abbiamo sviluppato e brevettato un metodo unico al mondo in grado di individuare plastiche e nanoplastiche fino a dieci nanometri nei tessuti viventi, rilevandone la presenza in piante, animali e persino nel corpo umano, dove purtroppo stiamo osservando effetti non trascurabili sulla salute”, ha detto la delegata alla Terza Missione d’ateneo.
“Tutto questo ci porta a un primo grande punto di riflessione: il mare come frontiera scientifica. Non solo un bacino d’acqua, quindi, ma un vero e proprio dominio strategico subacqueo, in cui si intrecciano climatologia, biotecnologie e sicurezza globale. È lì che si gioca una parte fondamentale del nostro futuro”, ha precisato in chiusura di intervento.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Margherita Ferrante
“Il mare come sistema vivo: territorio, esperienza e memoria”
L’incontro è proseguito con altri due talk a cura di David Mascali e Francesco Sena.
Con il talk Il Mare come Rigenerazione Urbana, David Mascali, fisico ricercatore e Presidente del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, ha illustrato il suo lavoro che parte da un’idea chiave: la salute del mare nasce dall’entroterra. Attraverso una rete di cittadini e istituzioni, guida processi di rigenerazione ecologica e urbana nella valle del Simeto, mostrando come gli ecosistemi non siano risorse da sfruttare, ma beni comuni da rigenerare attraverso la co-progettazione.
Il terzo talk, Il Mare come Spazio da Vivere, è stato affidato a Francesco Sena, apneista, velista e narratore di storie di mare.
La sua esperienza diretta in immersione e navigazione restituisce un rapporto profondo e quotidiano con l’acqua, vissuta come luogo di connessione e di responsabilità. Il mare diventa così uno spazio da abitare consapevolmente, che interroga continuamente il nostro rapporto con la natura.
A completare questo percorso è la presenza di Giovanni Rodolico, maestro d’ascia di quarta generazione e custode di una tradizione artigianale storica legata alla meccanica navale. Proprietario dell’ultimo cantiere navale storico del suo comune, rappresenta una memoria viva del territorio: le sue mani e il suo sguardo raccontano il mare con una conoscenza che nasce dall’esperienza diretta, più precisa di qualsiasi strumento.

Un momento dell'intervento di Giovanni Rodolico
TEDxCatania, l’organizzazione indipendente che porta il format TED nel territorio catanese, è nato nel 2014 come TEDxSSC all’interno della Scuola Superiore di Catania e dal 2019 si è affermato come il TEDx con il pubblico più numeroso dell'isola. L’obiettivo è promuovere idee capaci di generare creatività, innovazione e cambiamento nella nostra comunità.
Ogni edizione alterna TEDx Talk dal vivo a video TED selezionati, momenti di networking e workshop, trasformando la città in un laboratorio aperto di idee.
Organizzatore e licenziatario è Emanuele F. Pecora, affiancato da Vincenzo Cardaci.