L'ecosistema della formazione in mostra a Firenze dall'11 al 13 marzo. L'Università di Catania è stata presente alla fiera con un proprio stand
Innovare la didattica e orientare le nuove generazioni al mondo universitario. Sono i temi principali su cui l’Università di Catania ha investito in questi ultimi anni al fine di raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel settore “Istruzione e ricerca” che devono essere raggiunti e completati entro il 31 agosto.
Uno stanziamento del Ministero dell'Università e della Ricerca di oltre 3 miliardi per la componente 1 - Missione 4 del Pnrr che ha visto le istituzioni universitarie, insieme con le scuole e le imprese, chiamate negli ultimi cinque anni a realizzare progetti strutturali per la valorizzazione del capitale umano lungo tutta la filiera dell’istruzione con l’ambizioso obiettivo di potenziare l’offerta dei servizi “dagli asili nido alle università”.
Accanto alla propria offerta formativa, l’Università di Catania, in particolar modo, ha presentato nuove iniziative collegate al Teaching & Learning Centre, la struttura dedicata allo sviluppo di modelli innovativi di insegnamento universitario e alla certificazione delle competenze nel contesto europeo.

Uno degli incontri organizzati nel corso di Didacta
Didacta 2026: numeri record e nuove frontiere dell’educazione
In questo scenario si inserisce Didacta Italia 2026, la più importante fiera italiana dedicata al mondo dell’education, che ha chiuso i battenti il 13 marzo alla Fortezza da Basso di Firenze con numeri da record. Didacta, anche quest’anno, ha accolto e vinto la sfida mettendo in mostra un’offerta completa di strumenti e metodologie nel settore educational con un panorama molto stimolante della profonda trasformazione digitale che, grazie all’AI e ai finanziamenti PNRR, mira alla personalizzazione dell’apprendimento e all’ottimizzazione della gestione amministrativa di scuole e università.
Con 716 espositori - tra istituzioni pubbliche e aziende private - e un programma di oltre 400 seminari nelle tre giornate di esposizione (dall’11 al 13 marzo), l’appuntamento fiorentino ha fornito stimoli importanti, in particolare sul tema dei modelli di orientamento digitalizzato e customizzato per lo sviluppo dei talenti dei giovani, con strumenti capaci di guidarli verso la scelta di un futuro in linea con le loro attitudini e le loro passioni.
Moltissime, infatti, le proposte tecnologiche per la costruzione delle carriere e dei percorsi professionali, con una attenzione particolare allo sviluppo di competenze realmente spendibili nel mondo del lavoro. Obiettivo dichiarato quello di superare lo skill mismatch, ossia il disallineamento tra offerta e domanda di formazione – fenomeno che secondo alcuni analisti inciderebbe negativamente su produttività e PIL del nostro Paese – e proiettarci verso l’happy learning, una esperienza di apprendimento stimolante e coinvolgente, spesso attraverso l’uso di risorse multimediali in grado di ridurre l’ansia e promuovere la curiosità verso la conoscenza.

Uno degli stand presenti alla fiera Didacta
Unict a Didacta grazie al progetto Oui
L’Università di Catania ha partecipato alla manifestazione con uno spazio espositivo nel padiglione dedicato alle università, promosso dalla Crui e dal Mur, condividendo esperienze e prospettive con alcuni dei principali atenei italiani, tra cui Sapienza Università di Roma, e gli atenei di Firenze, Genova, Parma e Milano con la possibilità di partecipare a tavoli di lavoro sui futuri scenari dell’orientamento.
La partecipazione a Didacta Italia 2026 è stata promossa e finanziata dal Progetto di Orientamento Attivo OUI – Ovunque da Qui, finanziato dal MUR con fondi Pnrr NextGenerationEU (Missione 4, Componente 1, Investimento 1.6), di cui è responsabile la docente Maria Violetta Brundo, che ha permesso all’Università di Catania di progettare e realizzare negli ultimi anni migliaia di percorsi laboratoriali per l’orientamento attivo e personalizzato degli studenti delle scuole secondarie superiori di Sicilia e Calabria, con impatti positivi in termini di nuove immissioni nel sistema universitario e supporto alle vocazioni individuali e all’autoconsapevolezza.
Lo stand di Unict a Didacta
L’11 marzo un team congiunto di personale tecnico-amministrativo e docenti, composto dalla responsabile dell’Ufficio Orientamento, Marcella Nucifora, dalle responsabili della didattica del Dipartimento di Giurisprudenza, Rosy Zanghì e Enza Aiello, dal delegato alle Politiche per l’Orientamento, Cosimo Gianluca Fortuna, e dal delegato alla Didattica, Giuseppe Speciale, ha preso parte al workshop dedicato al ruolo che le Università potranno ancora avere nell’immediato futuro per non disperdere il grande investimento di risorse progettuali, materiali e umane che all’orientamento sono state dedicate finora.
L’obiettivo è quello di consolidare quel ‘bene comune’ costruito grazie alle esperienze del Pnrr così come dei Piani per l'Orientamento e il Tutorato (POT) e Piani Lauree Scientifiche (PLS).
L’Ateneo catanese, inoltre, ha presentato a Didacta, accanto alla sua offerta di formazione di primo, secondo e terzo livello, anche le nuove iniziative collegate al Teaching & Learning Centre, la struttura dedicata all’innovazione della didattica universitaria e alla certificazione delle competenze nel contesto europeo.

In foto i docenti Giuseppe Speciale e Cosimo Gianluca Fortuna mentre incontrano alcuni visitatori allo stand di Unict a Didacta
Il centro presieduto da Simone Ronsisvalle, promuoverà attivamente la ricerca sull’insegnamento-apprendimento attraverso teaching innovation grants, sperimentazioni tecnologiche e certificazione di microcredenziali conformi alle raccomandazioni del Consiglio europeo.
L’esperienza di Didacta ci conferma che l’ecosistema della formazione è in movimento ed esprime un dinamismo al quale è impossibile sottrarsi. Un cambiamento strutturale della società della conoscenza che mette in discussione anche i pilastri più solidi dell’istruzione superiore tradizionale, imponendo una continua evoluzione e la ricerca di paradigmi e nuovi linguaggi per dialogare in maniera efficace con la NextGeneration.






